Isole Minori, la denuncia della CONFIAL: “Cucine chiuse e vitto inadeguato a bordo”

La CONFIAL Settore Marittimo segnala carenza di organico, turni prolungati fino a 45 giorni, criticità sui riposi e condizioni di vitto ritenute inadeguate sulle navi impiegate nella continuità territoriale con le isole minori
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Palermo – Nuovo allarme della CONFIAL Settore Marittimo sulle condizioni di lavoro del personale imbarcato sulle navi impiegate per la continuità territoriale con le isole minori da parte di Caronte&Tourist Isole Minori S.p.A.

Con un nuovo comunicato sindacale, datato 18 agosto 2026 e Prot. n. 11/26/MRT, l’organizzazione torna sulla situazione già denunciata nei giorni precedenti e riferisce di aver ricevuto nuova documentazione e ulteriori segnalazioni da parte dei lavoratori.

Al centro della denuncia ci sono la riduzione degli organici, l’organizzazione dei turni e dei riposi, le ricadute sulla sicurezza della navigazione e, soprattutto, le condizioni del servizio di vitto a bordo.

Organici ridotti e accorpamento delle mansioni

Secondo quanto riferito dalla CONFIAL, le navi continuerebbero a operare con organici ridotti nei reparti camera e cucina.

Una delle principali criticità segnalate riguarda l’assenza di personale specificamente destinato alle attività di pulizia e sanificazione. Tali mansioni, secondo il sindacato, verrebbero in alcuni casi attribuite al personale di cucina.

La CONFIAL ritiene che questa organizzazione del lavoro debba essere verificata anche sotto il profilo delle norme igienico-sanitarie, dell’HACCP e della sicurezza sul lavoro.

Turni prolungati e periodi di imbarco fino a 45 giorni

Un altro punto sollevato dall’organizzazione sindacale riguarda la gestione dei turni e dei periodi di riposo.

Nel comunicato si fa riferimento a casi di personale trattenuto a bordo per periodi che arriverebbero a circa 45 giorni, in assenza, secondo la denuncia, di un’adeguata programmazione delle sostituzioni e dei periodi di riposo.

Per la CONFIAL si tratta di una situazione che può avere conseguenze sul cosiddetto fattore umano e, di conseguenza, sulla sicurezza della navigazione.

“Equipaggi ridotti, sicurezza a rischio”

Il sindacato collega direttamente la questione degli organici alla sicurezza delle operazioni a bordo.

“Una nave nuova non può viaggiare in sicurezza con equipaggi ridotti”, sostiene la CONFIAL, che denuncia inoltre presunti straordinari forzati e il mancato rispetto dei tempi di riposo.

Secondo l’organizzazione, le condizioni di lavoro segnalate rappresenterebbero un potenziale fattore di rischio per la sicurezza della navigazione e richiederebbero pertanto verifiche da parte degli organismi competenti.

La questione del vitto: “Cucine chiuse e pasti preconfezionati”

La novità indicata come più grave nel comunicato riguarda il servizio di vitto a bordo.

La CONFIAL riferisce che su alcune unità navali le cucine di bordo risulterebbero chiuse e che al personale in servizio giornaliero verrebbero distribuiti pasti preconfezionati.

Il sindacato descrive inoltre la frutta fornita ai lavoratori come in stato di avanzato deperimento e afferma di avere ricevuto documentazione fotografica relativa alla giornata del 18 agosto 2026.

La CONFIAL chiede che la situazione venga verificata sotto il profilo contrattuale, igienico-sanitario e alla luce delle disposizioni della Maritime Labour Convention 2006 (MLC 2006), richiamando in particolare la Regola 3.2 relativa a vitto e ristorazione a bordo.

Le contestazioni riportate nel comunicato costituiscono, allo stato, la posizione e la denuncia della CONFIAL e richiedono gli opportuni accertamenti da parte delle autorità competenti.

Le richieste alla Regione, al MIT e alle Capitanerie di Porto

Alla luce delle segnalazioni ricevute, la CONFIAL Settore Marittimo chiede interventi urgenti alla Regione Siciliana, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e alle Capitanerie di Porto di Palermo, Milazzo, Trapani e Porto Empedocle.

In particolare, il sindacato sollecita:

  1. verifiche immediate da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e delle Capitanerie di Porto sugli organici, sulla turnazione e sul rispetto dei tempi di riposo;
  2. ispezioni urgenti per verificare il rispetto della MLC 2006 e delle norme igienico-sanitarie a bordo;
  3. il ripristino del servizio mensa sulle unità nelle quali le cucine risultano chiuse;
  4. l’apertura di un tavolo di confronto con la società per affrontare la questione degli organici e del rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro.


La polemica sulla continuità territoriale

La CONFIAL contesta infine quello che considera uno squilibrio tra gli investimenti destinati al servizio di continuità territoriale e le condizioni di lavoro del personale marittimo.

Il sindacato richiama gli investimenti indicati in 143 milioni di euro e sostiene che non sia accettabile garantire il servizio attraverso un contenimento dei costi che, secondo la denuncia, finirebbe per gravare sui lavoratori.

“La nave la mandano avanti i marittimi. Se la massacri, prima o poi si ferma”, è la conclusione scelta dalla CONFIAL per ribadire il peso del personale marittimo nel funzionamento del servizio.

Ora l’organizzazione sindacale chiede che le segnalazioni vengano sottoposte a verifiche ufficiali e che venga aperto un confronto con la società e con le istituzioni coinvolte nella gestione della continuità territoriale con le isole minori.

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