PORTO EMPEDOCLE – La Costanza I di Sicilia, nave presentata come uno dei gioielli della flotta regionale e destinata a potenziare i collegamenti marittimi con le isole Pelagie, torna al centro delle polemiche: ci sono i circa 143 milioni di euro di investimento pubblico, le caratteristiche tecniche della nave e il suo effettivo utilizzo.
Secondo un comunicato stampa ricevuto dal Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza, nella giornata di ieri, 24 agosto, sulla nave in partenza da Lampedusa verso Porto Empedocle sarebbero stati imbarcati circa 140-150 migranti.
Il Comitato chiede alle autorità di confermare ufficialmente il numero delle persone trasferite, chi abbia disposto il trasferimento e a quale titolo sia stata utilizzata la nave.
La questione, tuttavia, va oltre l’episodio specifico e riapre un interrogativo sul progetto della Costanza di Sicilia: per quali esigenze delle Pelagie è stata progettata una nave dal costo complessivo di circa 143 milioni di euro?
Costanza I di Sicilia, il nodo dei 143 milioni
Quando venne inaugurata, la nave fu presentata come una moderna unità destinata a migliorare i collegamenti marittimi con Lampedusa e Linosa, con servizi di bordo e caratteristiche tecnologiche di alto livello.
Il Comitato chiede ora maggiore trasparenza sulle singole componenti dell’investimento, comprese consulenze, incarichi, progettazione, allestimenti e altre voci di costo che hanno contribuito a determinare la spesa complessiva.
L’obiettivo, sottolinea il Comitato, non è contestare la necessità dei trasferimenti dei migranti, né il diritto e il dovere dello Stato di organizzare le operazioni necessarie.
Il punto sollevato è un altro: la nave è stata progettata e dimensionata sulla base di quali dati?
Gli studi di traffico nel mirino
Un elemento indicato dal Comitato riguarda il provvedimento regionale relativo al traffico automobilistico verso Lampedusa e Linosa.
Con D.P. n. 81/Z1/S.G. del 17 aprile 2026, la Regione Siciliana ha disposto, per il periodo estivo, il divieto di afflusso e circolazione dei veicoli appartenenti a persone non stabilmente residenti nel Comune di Lampedusa e Linosa, secondo le modalità e le deroghe previste dal provvedimento.
Da qui nasce una serie di interrogativi sulla progettazione della nave.
Su quali flussi di autovetture è stata dimensionata la Costanza di Sicilia? Quali previsioni sono state utilizzate per il numero dei passeggeri? Quali dati sono stati considerati per il traffico commerciale?
E ancora: quale studio ha certificato la necessità di una nave di queste dimensioni e di questo costo per le Pelagie?
La compatibilità con i porti di Lampedusa e Linosa
Il Comitato pone inoltre l’attenzione sulle caratteristiche degli approdi delle isole.
La Costanza di Sicilia è una nave tecnologicamente complessa, predisposta per l’utilizzo del GNL, il Gas Naturale Liquefatto. Secondo il Comitato, occorre però fare chiarezza sulla piena compatibilità dell’unità con le infrastrutture portuali delle Pelagie e sulle condizioni necessarie per sfruttarne concretamente le caratteristiche tecnologiche.
La domanda riguarda quindi non soltanto il costo della nave, ma anche la coerenza tra dimensionamento, infrastrutture portuali, traffico previsto e reale domanda di trasporto.
“Siamo sicuri che nella progettazione non sia stato sbagliato qualcosa?”
È questo il quesito che il Comitato rivolge alla Regione e ai responsabili del progetto.
«Non lo affermiamo noi: chiediamo che siano i documenti e i numeri a dimostrarlo», sostiene il Comitato, sollecitando la pubblicazione degli studi di traffico e dei documenti tecnici alla base delle scelte progettuali.
L’appello è rivolto al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, all’assessore Alessandro Aricò e all’ingegnere Vincenzo Franza, ai quali viene chiesto di rendere pubblici gli elementi che hanno determinato dimensioni, capacità e caratteristiche tecniche della nave.
Una questione di trasparenza
La domanda posta dal Comitato, dunque, non riguarda soltanto l’utilizzo della Costanza di Sicilia per il trasferimento dei migranti, ma soprattutto il rapporto tra investimento pubblico e reale funzione della nave.
Dopo una spesa di circa 143 milioni di euro, il Comitato chiede di conoscere nel dettaglio quanto sia costato ogni elemento della nave, perché siano state adottate determinate soluzioni progettuali e quali siano oggi le effettive esigenze di servizio alle quali l’unità risponde.
La Costanza I di Sicilia era stata presentata come una nave destinata a rappresentare il futuro dei collegamenti delle Pelagie. Ora, secondo il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza, rischia di diventare anche il simbolo di una più ampia questione di trasparenza sulla spesa pubblica.
Il Comitato annuncia quindi che continuerà a raccogliere gli atti, confrontare i dati e chiedere risposte alle istituzioni.
143 milioni di euro sono soldi pubblici. E il Comitato sostiene che i siciliani abbiano il diritto di sapere come siano stati spesi.

















