Villa San Giovanni – L’acqua, al momento, è tornata nelle case di Piale. Ma sull’emergenza idrica che nei giorni scorsi ha lasciato il quartiere con i rubinetti a secco per diversi giorni restano interrogativi e soprattutto la necessità di fare chiarezza su quanto accaduto.
A ricostruire la vicenda è l’assessore ai Servizi esterni del Comune di Villa San Giovanni, Ruggero Marra, che in un lungo intervento sui social ha ripercorso le tappe del disservizio legato al serbatoio di Pirgo, infrastruttura che serve il quartiere di Piale.
Secondo quanto riferito dall’assessore, il Comune ha potuto individuare rapidamente l’anomalia grazie a un sistema di monitoraggio installato sul serbatoio. Un’elettrovalvola consente infatti di gestire da remoto le operazioni di apertura e chiusura e di verificare l’acqua in uscita, oltre al livello del serbatoio.
Il calo dell’acqua e i primi controlli
Il primo campanello d’allarme, racconta sui social Marra, sarebbe scattato sabato, quando il monitoraggio avrebbe evidenziato una sensibile diminuzione dell’acqua in uscita dal serbatoio di Pirgo.
L’assessore ha quindi contattato il responsabile di zona di Sorical, avviando le verifiche. In una prima fase, secondo la ricostruzione fornita dall’amministrazione, non sarebbero state rilevate anomalie e il problema sarebbe stato collegato a un aumento dei consumi.
Ma una successiva verifica avrebbe fatto emergere un elemento ritenuto significativo dal Comune.
Durante la chiusura notturna, infatti, il serbatoio non avrebbe recuperato il livello atteso. Per Marra, questo dato avrebbe indicato che il problema non sarebbe stato riconducibile alla rete comunale: se l’acqua in ingresso non fosse stata sufficiente a consentire il riempimento del serbatoio, la criticità sarebbe da ricercare a monte.
È su questo punto che si concentra ora l’attenzione dell’amministrazione comunale.
«Sorical sta facendo tutte le verifiche necessarie»
Nel suo intervento, Marra parla di una situazione che necessita di ulteriori approfondimenti e sottolinea che Sorical è impegnata nelle verifiche sulla rete.
«È evidente che i problemi sono di altra natura», sostiene l’assessore, spiegando che saranno necessari ulteriori accertamenti per comprendere esattamente cosa sia accaduto.
E in un commento successivo al suo stesso post, il tono si fa ancora più netto: «Noi ci siamo mossi e ci stiamo muovendo per tutelare l’ente ma anche Sorical si sta muovendo per altre situazioni molto molto strane».
Marra aggiunge che, a suo giudizio, sarebbe ancora prematuro trarre conclusioni definitive: «A tempo debito tireremo le conclusioni», afferma, spiegando che occorre attendere che la situazione venga chiarita «sotto molti aspetti» che definisce «inquietanti».
Parole che aprono dunque un nuovo fronte di attenzione sulla vicenda, senza tuttavia individuare, al momento, responsabilità precise.
L’acqua è tornata, ma l’emergenza ha lasciato il segno
Nel frattempo, dopo giorni di disagi e le segnalazioni dei cittadini — compreso un video proveniente da un’abitazione di via Tintorello che mostrava un rubinetto completamente a secco — l’amministrazione riferisce che l’erogazione è tornata regolare.
La situazione, però, resta sotto osservazione.
Nei giorni più difficili il Comune aveva predisposto anche un servizio di autobotte in piazza Chiesa, con distribuzione a rubinetto di acqua esclusivamente per uso igienico-sanitario e non potabile. Una misura adottata per far fronte alle esigenze della popolazione mentre proseguivano le operazioni sulla rete.
L’emergenza ha riportato al centro dell’attenzione anche il tema storico della disponibilità idrica a Piale, quartiere che negli anni ha più volte vissuto difficoltà soprattutto durante il periodo estivo.
Marra rivendica le azioni messe in campo dall’amministrazione, sottolineando che quest’anno il quartiere, prima dell’episodio dei giorni scorsi, non avrebbe registrato le tradizionali criticità di agosto grazie anche all’apertura anticipata della fornitura aggiuntiva.
La sindaca Caminiti: «Servirebbero pagine e pagine»
Sulla ricostruzione dell’assessore è intervenuta anche la sindaca di Villa San Giovanni, Caminiti, che ha condiviso il post di Marra sui social accompagnandolo con un commento particolarmente significativo.
«Questo è! In estrema sintesi… perché servirebbero pagine e pagine per ricostruire non gli ultimi giorni ma gli ultimi anni!».
Una frase che sembra collocare l’attuale emergenza dentro una vicenda più ampia e non limitata al solo episodio del serbatoio Pirgo.
Ora l’obiettivo è capire cosa sia realmente accaduto
La situazione, dunque, sembra essere rientrata sul piano dell’erogazione, ma la partita non è ancora chiusa sul piano degli accertamenti.
Da una parte c’è la necessità di garantire continuità al servizio idrico a Piale e di evitare che il problema possa ripresentarsi; dall’altra resta da comprendere perché il serbatoio di Pirgo non abbia ricevuto, secondo la ricostruzione dell’amministrazione, una quantità d’acqua sufficiente a garantire il normale approvvigionamento.
Il Comune annuncia di voler continuare a monitorare la situazione, mentre Sorical è impegnata nelle verifiche.
Per i cittadini di Piale, dopo quattro giorni di rubinetti a secco, la priorità resta naturalmente una sola: avere un servizio idrico regolare e affidabile.
Ma le dichiarazioni arrivate nelle ultime ore aggiungono un altro elemento alla vicenda: capire cosa ci sia realmente dietro l’anomalia registrata al serbatoio Pirgo.
Per ora non ci sono conclusioni definitive. Ci sono dati da verificare, sopralluoghi, interlocuzioni e una serie di interrogativi ancora aperti. E proprio su questi, come ha lasciato intendere Marra, potrebbero arrivare ulteriori chiarimenti nelle prossime settimane.

















