La crisi dei trasporti in Sicilia si aggrava e coinvolge direttamente centinaia di lavoratori. Al centro della vicenda ci sono i ritardi nei trasferimenti economici da parte della Regione Siciliana verso Azienda Siciliana Trasporti (Ast) e la compagnia marittima Caronte & Tourist, con pesanti ripercussioni sugli stipendi e sulla continuità dei servizi.
Secondo quanto denunciato dalle sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, la situazione è ormai “insostenibile” e rischia di trasformarsi in una vera emergenza sociale. L’Ast, azienda fondamentale per il trasporto pubblico nelle aree interne dell’isola, è in attesa di circa 39 milioni di euro. Un blocco che, oltre a compromettere l’equilibrio economico della società, mette a rischio collegamenti essenziali per migliaia di cittadini, soprattutto nelle zone meno servite.
Il ruolo dell’azienda pubblica resta infatti cruciale: garantisce tratte spesso non redditizie, ignorate dai privati, e rappresenta un presidio indispensabile per il diritto alla mobilità. Tuttavia, senza liquidità, cresce il pericolo per i livelli occupazionali e per la tenuta dell’intero sistema.
Non va meglio sul fronte marittimo. Anche Caronte & Tourist attende da mesi oltre 7 milioni di euro. In assenza dei fondi, la società ha già comunicato il pagamento parziale degli stipendi, limitandosi ad acconti. Una decisione che ha innescato la dura reazione dei sindacati.
I rappresentanti dei lavoratori criticano apertamente la scelta aziendale di far ricadere il peso della crisi sui dipendenti, sottolineando come la tutela delle retribuzioni debba restare una priorità assoluta. Secondo le organizzazioni sindacali, eventuali misure di contenimento dei costi dovrebbero riguardare altre voci di spesa e non i salari.
Sul piano più ampio, la questione investe anche il tema della continuità territoriale, in particolare per le isole minori. Un principio considerato fondamentale, che non può essere compromesso da ritardi burocratici o inefficienze amministrative.
La richiesta dei sindacati è chiara: sblocco immediato delle risorse e convocazione urgente di un tavolo con gli assessorati regionali competenti. In mancanza di risposte rapide, avvertono, si andrà verso forme di mobilitazione.
Intanto cresce la preoccupazione tra i lavoratori, stretti tra incertezza economica e timori per il futuro. La gestione dei trasporti pubblici e marittimi in Sicilia torna così al centro del dibattito, evidenziando fragilità strutturali che, ancora una volta, rischiano di pesare sui cittadini e su chi ogni giorno garantisce il servizio.

















