Stretto di Messina: Con Caronte più aspetti a tornare e più paghi. Le tariffe finiscono all’Antitrust

Andata e ritorno in giornata a 47,20 euro, entro 90 giorni a 85,50 euro. Il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Sicilia annuncia un nuovo esposto: «Quale servizio aggiuntivo giustifica questi aumenti?»
caronte & tourist porto villa san giovanni

Stretto di Messina – Più tempo passa, più il biglietto costa. È questo il paradosso denunciato dal Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Regione Sicilia, che torna ad accendere i riflettori sulle tariffe per attraversare lo Stretto con l’autovettura al seguito.

Il presidente del Comitato, Francesco Caruso, annuncia infatti una nuova segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sollecitata dalle numerose segnalazioni ricevute da cittadini e passeggeri che utilizzano quotidianamente il collegamento tra Messina e la Calabria.

Il ritorno che diventa sempre più caro

Al centro della contestazione c’è la struttura tariffaria applicata da Caronte & Tourist. Secondo i dati riportati dal Comitato, un biglietto di andata e ritorno per un’autovettura costa 47,20 euro se il rientro avviene nella stessa giornata.

La cifra sale a 53,40 euro se il ritorno viene effettuato entro tre giorni e arriva a 85,50 euro quando il rientro è previsto entro 90 giorni.

Una differenza che, secondo Caruso, merita un approfondimento da parte dell’Autorità.

Il confronto è particolarmente significativo: due corse singole arriverebbero complessivamente a 86,40 euro, una cifra quasi coincidente con il biglietto di andata e ritorno con validità fino a 90 giorni.

Da qui la domanda posta dal Comitato: che cosa giustifica un incremento così consistente del prezzo della corsa di ritorno?

«La nave è sempre la stessa, quale servizio in più viene offerto?»

La questione sollevata non riguarda soltanto l’importo finale, ma soprattutto il rapporto tra prezzo e servizio.

«Non viene prenotata una nave determinata, non viene riservato un orario, non viene garantita la priorità d’imbarco e non viene mantenuto libero uno spazio di stiva per 90 giorni», sostiene il Comitato.

La traversata, dunque, non cambia. Non diventa più lunga e, secondo la contestazione, non viene associata a una prestazione aggiuntiva proporzionata all’aumento della tariffa.

Il punto interrogativo diventa quindi inevitabile: perché la corsa di ritorno può passare da 10,20 euro, se utilizzata entro tre giorni, a 42,30 euro se utilizzata entro 90 giorni?

Il Comitato chiede che sia proprio l’Antitrust a verificare la natura e la proporzionalità di queste condizioni tariffarie.

Il nodo della concorrenza sullo Stretto

La denuncia non si limita però alle tariffe.

Secondo il Comitato, occorre analizzare anche l’effettivo livello di concorrenza nel trasporto di passeggeri e autovetture sullo Stretto di Messina.

Caronte & Tourist, sostiene l’organizzazione, mantiene una posizione di forte preminenza nel segmento delle autovetture, grazie alla continuità del servizio e alle frequenze dei collegamenti.

Il tema è quello delle alternative realmente disponibili per gli automobilisti.

Il Comitato richiama anche il ruolo di Bluferries, indicata come alternativa pubblica, osservando che la sua operatività risulterebbe maggiormente concentrata sul traffico dei mezzi pesanti e che, sul versante passeggeri-autovetture, non sarebbe tale da determinare un effettivo riequilibrio del mercato.

Meridiano Lines, il Comitato chiede chiarezza

Un ulteriore elemento indicato nell’esposto riguarda Meridiano Lines.

Il Comitato richiama la circostanza, dichiarata pubblicamente dalla stessa società, della sua appartenenza al Gruppo Caronte & Tourist e chiede che tale elemento venga valutato dall’Autorità nel determinare quali siano, concretamente, gli operatori indipendenti presenti sul mercato.

Il tema è particolarmente rilevante perché, per il consumatore, la semplice presenza di più marchi o operatori non coincide necessariamente con l’esistenza di una concorrenza effettiva.

Sarà comunque l’Autorità competente, eventualmente, a stabilire se vi siano elementi tali da giustificare ulteriori accertamenti.

Il nuovo esposto all’Antitrust

Nei prossimi giorni il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Regione Sicilia intende quindi presentare una nuova segnalazione all’Antitrust.

Le richieste di approfondimento riguarderanno in particolare:

  • il costo aggiuntivo collegato alla maggiore durata della validità del ritorno;
  • la proporzionalità e la giustificazione delle condizioni tariffarie;
  • l’effettivo livello di concorrenza nel trasporto di passeggeri con autovettura;
  • l’eventuale necessità di estendere a questo segmento gli accertamenti già rivolti al traffico commerciale.


«Lo Stretto si allunga, il prezzo pure»

La denuncia si chiude con una provocazione destinata a far discutere.

«Più tardi torni, più paghi. Lo Stretto si allunga, il prezzo pure», è il messaggio scelto dal Comitato.

Una frase che sintetizza, secondo Caruso, il paradosso di un sistema nel quale la durata della validità del ritorno incide pesantemente sul prezzo complessivo, pur senza una modifica evidente della prestazione di trasporto.

Il presidente del Comitato punta infine il dito contro l’assenza di interventi sufficienti da parte delle istituzioni.

«A sostenere il peso di questo sistema sono i cittadini, i lavoratori e le famiglie costretti ad attraversare lo Stretto», sostiene Caruso, chiedendo che le istituzioni non restino immobili davanti alle criticità denunciate.

La parola passa ora all’Antitrust, chiamata a verificare se le condizioni tariffarie e l’assetto concorrenziale del mercato presentino effettivamente elementi meritevoli di approfondimento.

Perché, sullo Stretto di Messina, la domanda resta tutta aperta: se la traversata non cambia, perché deve cambiare così tanto il prezzo del ritorno?

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