METEO – Una nuova e potenzialmente intensa evoluzione meteorologica potrebbe interessare il Mediterraneo nei prossimi giorni. Secondo le proiezioni modellistiche citate, esiste infatti la possibilità che tra venerdì e lunedì della prossima settimana possa svilupparsi una particolare depressione mediterranea con caratteristiche assimilabili a quelle di un sistema tropicale.
È importante sottolineare, però, che non esiste al momento la certezza che si formerà un uragano né che questo colpirà l’Italia. Si tratta di uno scenario ancora distante nel tempo e soggetto a variazioni anche significative con l’aggiornamento dei modelli meteorologici.
Un “uragano” può formarsi nel Mediterraneo?
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, una tempesta con caratteristiche simili a quelle tropicali può svilupparsi anche nel Mediterraneo. Questi sistemi vengono comunemente indicati come Tropical-Like Cyclone (TLC) e, quando assumono caratteristiche particolarmente simili a quelle dei cicloni tropicali, sono spesso definiti dai media Medicane, termine nato dalla fusione delle parole “Mediterranean” e “hurricane”.
Si tratta di fenomeni già osservati in passato nel bacino del Mediterraneo e che possono svilupparsi soprattutto quando sono presenti condizioni atmosferiche favorevoli.
Quattro possibili scenari
Le proiezioni modellistiche descritte da Dadameteo delineano, in questa fase, diversi possibili sviluppi.
Il primo scenario, considerato quello auspicabile, prevede che non si sviluppi alcun TLC significativo. L’evoluzione atmosferica potrebbe infatti cambiare nei prossimi aggiornamenti e portare a un semplice peggioramento senza la formazione di un sistema ciclonico particolarmente intenso.
Il secondo scenario ipotizza la formazione di una depressione nei pressi dello Stretto di Gibilterra, con successivo movimento verso est lungo il Nord Africa. In questa configurazione il sistema potrebbe dirigersi verso Sicilia e Calabria, per poi proseguire verso la Grecia.
Un terzo scenario prevede invece una traiettoria più settentrionale. Dopo la possibile formazione nell’area di Gibilterra, il sistema potrebbe spostarsi lungo il Nord Africa e successivamente dirigersi verso nord-est, transitando tra Sardegna e Sicilia e raggiungendo successivamente le coste tirreniche, con possibile interessamento di Basso Lazio e Campania, prima di muoversi verso l’area balcanica.
Infine, un quarto scenario ipotizza lo sviluppo del sistema tra Libia e Tunisia, con successivo movimento verso nord. In questo caso potrebbero essere interessate Sicilia, Lazio e Toscana, prima di un’ulteriore evoluzione verso il Nord-Est italiano.
Venti fino a 120 km/h nello scenario più intenso
Particolarmente rilevanti sono le proiezioni relative al vento. In uno degli scenari ipotizzati, le raffiche più intense nei pressi del centro del sistema potrebbero raggiungere valori nell’ordine dei 120 km/h.
Si tratta di una simulazione e non di una previsione definitiva. La distanza temporale dall’eventuale evento rende infatti ancora molto elevata l’incertezza sulla posizione, sull’intensità e persino sulla formazione stessa del ciclone.
L’eventuale raggiungimento di caratteristiche assimilabili a un uragano di categoria 1 non può quindi essere considerato, allo stato attuale, un dato acquisito.
Piogge molto intense: perché le mappe vanno interpretate con cautela
Alcune simulazioni mostrano inoltre quantitativi di precipitazione potenzialmente molto elevati nelle aree interessate dal passaggio del sistema.
Anche in questo caso, però, le mappe rappresentano scenari modellistici e non una previsione puntuale degli accumuli che effettivamente si verificheranno. A diversi giorni di distanza, piccoli cambiamenti nella traiettoria del minimo depressionario possono modificare radicalmente le zone maggiormente interessate dalle precipitazioni.
Per questo motivo sarà fondamentale seguire gli aggiornamenti dei modelli nei prossimi giorni.
La situazione resta da monitorare
Al momento, dunque, parlare di un uragano diretto verso l’Italia sarebbe prematuro. L’elemento da tenere sotto osservazione è la possibile evoluzione di una depressione mediterranea che, qualora trovasse condizioni atmosferiche favorevoli, potrebbe acquisire caratteristiche particolari.
La previsione potrebbe cambiare sensibilmente con l’avvicinarsi della possibile finestra temporale compresa tra venerdì e lunedì.
Nei prossimi aggiornamenti sarà quindi possibile capire se lo scenario verrà confermato, ridimensionato oppure completamente cancellato dai modelli meteorologici.
Per ora, l’ipotesi di un Medicane nel Mediterraneo resta uno scenario da monitorare e non un evento già confermato.
Fonte: Dadameteo.
















