PALERMO – La sentenza del Consiglio di Stato del 21 settembre 2026 detta le regole sull’organizzazione delle operazioni portuali e sull’utilizzo del personale marittimo per attività come rizzaggio e derizzaggio dei mezzi rotabili.
La Quinta Sezione del Consiglio di Stato ha accolto l’appello dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, di Filt Cgil e Ancip, ribaltando la precedente decisione del TAR di Salerno relativa alla vicenda Cartour, società del gruppo Caronte & Tourist. La controversia riguardava la possibilità per la compagnia di svolgere a bordo della propria nave, con personale marittimo, le operazioni di rizzaggio e derizzaggio dei mezzi accompagnati sulla tratta Salerno-Messina.
Secondo quanto riportato da Shipping Italy, il Consiglio di Stato ha stabilito che l’autorizzazione ordinaria prevista dall’articolo 16, comma 3, della legge 84/1994 riguarda il ciclo complessivo delle operazioni portuali e non può essere utilizzata per ottenere un’autorizzazione limitata a una singola parte del ciclo. La sentenza distingue inoltre tale autorizzazione dall’autoproduzione prevista dall’articolo 16, comma 4-bis, che è soggetta a specifiche condizioni, tra cui l’indisponibilità di imprese portuali autorizzate a svolgere le attività richieste.
La vicenda nasce da una richiesta presentata da Cartour per effettuare direttamente le operazioni di rizzaggio e derizzaggio sulla propria nave. In precedenza, l’Autorità portuale aveva negato l’autorizzazione all’autoproduzione, rilevando la presenza nello scalo salernitano di un’impresa portuale organizzata per svolgere le attività connesse alle operazioni delle navi delle Autostrade del mare. Successivamente, Cartour aveva presentato una nuova istanza ai sensi dell’articolo 16, comma 3, sostenendo la possibilità di essere autorizzata a svolgere direttamente una parte delle operazioni. Il TAR di Salerno aveva accolto tale impostazione, decisione poi ribaltata dal Consiglio di Stato.
La pronuncia viene ora richiamata dalla CON.F.I.A.L. – Settore Marittimo, che in un comunicato diffuso il 22 settembre chiede alle Autorità di Sistema Portuale siciliane di verificare l’applicazione delle autorizzazioni ex articolo 16 e, in particolare, le modalità con cui vengono svolte le operazioni portuali nei porti di Palermo, Messina, Milazzo, Trapani, Termini Imerese e Porto Empedocle.
Il sindacato sostiene che i principi affermati a Salerno debbano essere considerati anche nel contesto siciliano e chiede un riesame delle autorizzazioni rilasciate alle compagnie di navigazione che impiegano personale marittimo per attività portuali in presenza di imprese portuali autorizzate.
Nel mirino della CON.F.I.A.L. viene indicato anche il modello operativo di Caronte & Tourist, alla luce della vicenda Cartour esaminata dal Consiglio di Stato. Il sindacato chiede inoltre di salvaguardare i livelli occupazionali dei lavoratori portuali e di garantire il rispetto delle condizioni di lavoro e degli orari del personale marittimo.
La sentenza, dunque, riporta al centro del dibattito la distinzione tra operazioni portuali, autorizzazione ordinaria e autoproduzione, in un settore nel quale gli equilibri tra compagnie di navigazione, imprese portuali e lavoratori sono strettamente collegati alla disciplina della legge 84/1994.
La CON.F.I.A.L. annuncia infine che il proprio comunicato costituisce una formale diffida al rispetto della normativa vigente e della giurisprudenza del Consiglio di Stato.
Fonte: Shipping Italy, 21 settembre 2026, “Cartour a Salerno: il Consiglio di Stato ristabilisce i paletti all’autoproduzione”.
















