MESSINA – La gestione dei collegamenti marittimi con le isole minori siciliane torna al centro dell’attenzione. Questa volta nel mirino del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza – Regione Sicilia finiscono i rapporti economici tra l’Amministrazione regionale e Liberty Lines S.p.A., con particolare riferimento alla liquidazione dei corrispettivi per i servizi di trasporto marittimo e al recupero delle penalità maturate per i disservizi degli anni precedenti.
Secondo la documentazione richiamata dal Comitato, con i provvedimenti dirigenziali del 23 ottobre 2026 la Regione Siciliana avrebbe disposto la liquidazione di 6.776.300,92 euro in favore della compagnia marittima per i servizi relativi al terzo trimestre del 2026.
Un pagamento che, trattandosi di corrispettivi per servizi pubblici, non viene contestato in quanto tale. La questione sollevata riguarda, piuttosto, la mancata contestuale decurtazione di oltre 1,7 milioni di euro di penali che sarebbero state precedentemente quantificate dalla stessa Amministrazione regionale.
Penali per 1,7 milioni di euro: il comitato chiede spiegazioni
Il punto centrale della vicenda è rappresentato dalla nota regionale protocollo n. 33575 dell’8 settembre 2026, con la quale, secondo quanto riferito dal Comitato, sarebbe stata comunicata la necessità di procedere alla decurtazione delle penalità relative alle annualità 2023 e 2024.
L’importo complessivo indicato ammonterebbe a 1.734.869,73 euro.
Si tratta di somme riconducibili a corse omesse, ritardi e altre penalità previste nell’ambito degli obblighi contrattuali relativi ai collegamenti marittimi.
Nonostante ciò, nei provvedimenti del 23 ottobre 2026, l’Amministrazione regionale avrebbe disposto la liquidazione integrale delle fatture, rinviando le verifiche e l’eventuale recupero delle penalità al saldo finale.
Una scelta amministrativa sulla quale il Comitato chiede ora chiarezza.
Per quale ragione, dopo aver quantificato le somme da recuperare, la Regione non avrebbe proceduto alla loro immediata trattenuta? Quali disposizioni contrattuali o motivazioni amministrative avrebbero giustificato il rinvio? E quali garanzie esistono affinché le somme vengano effettivamente recuperate?
Sono questi gli interrogativi che il Comitato intende sottoporre all’attenzione dell’Assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità.
Il caso ustica: perché in quel caso le penali sono state decurtate?
A rendere ancora più urgente la richiesta di chiarimenti è il precedente relativo ai collegamenti marittimi con Ustica.
Secondo la documentazione citata dal Comitato, con il decreto DDG n. 1941 del 3 agosto 2026 la Regione avrebbe applicato una decurtazione di 232.460,84 euro per corse omesse e altre penalità.
Da qui nasce un ulteriore interrogativo: perché nel provvedimento di agosto sarebbe stata applicata una decurtazione immediata, mentre nei provvedimenti di ottobre il recupero di oltre 1,7 milioni di euro sarebbe stato rinviato al saldo finale?
Esistono differenze nelle condizioni contrattuali? Sono intervenute contestazioni da parte della compagnia marittima? Oppure vi sono specifiche ragioni amministrative che spiegano le due diverse modalità operative?
Per il Comitato non si tratta di una questione secondaria, ma di un aspetto che merita una spiegazione pubblica, soprattutto quando sono coinvolte risorse provenienti dalle casse regionali.
Trasporti marittimi e continuità territoriale: al centro i diritti dei cittadini
La vicenda assume un’importanza particolare se si considera il ruolo fondamentale dei collegamenti marittimi per le comunità delle isole minori siciliane.
Ogni corsa cancellata, ogni ritardo e ogni disservizio possono avere conseguenze dirette sulla vita quotidiana di cittadini, lavoratori, studenti, imprese e famiglie, che dipendono dal trasporto marittimo per raggiungere la terraferma e garantire le proprie attività.
La continuità territoriale non può essere considerata un semplice servizio commerciale: rappresenta una condizione essenziale per assicurare pari opportunità e diritti a chi vive nelle isole.
Per questo motivo, secondo il Comitato, gli operatori che ricevono finanziamenti pubblici devono rispettare rigorosamente gli obblighi contrattuali, mentre la Regione deve garantire controlli puntuali sull’effettiva esecuzione dei servizi e sull’applicazione delle eventuali penalità.
La tutela delle risorse pubbliche e la qualità dei collegamenti marittimi devono procedere di pari passo.
Le cinque richieste del comitato alla regione siciliana
Il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza – Regione Sicilia chiede formalmente all’Assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità di fornire chiarimenti su cinque punti fondamentali:
- Per quale motivo siano stati liquidati integralmente i corrispettivi del terzo trimestre 2026 senza procedere alla contestuale decurtazione delle penali indicate.
- Se l’importo di 1.734.869,73 euro sia definitivamente accertato oppure sia ancora oggetto di contestazioni e verifiche.
- Quali disposizioni contrattuali consentano di rinviare l’eventuale recupero delle somme al saldo finale.
- Quali garanzie siano previste per assicurare la tutela delle finanze pubbliche e il recupero degli importi dovuti.
- Per quale motivo, nel precedente provvedimento relativo ai collegamenti con Ustica, sarebbe stata applicata una decurtazione immediata.
Il Comitato chiede inoltre la pubblicazione degli atti amministrativi e dei prospetti analitici relativi alle penalità contestate alla compagnia marittima, affinché cittadini e istituzioni possano conoscere nel dettaglio le procedure adottate e lo stato effettivo delle somme da recuperare.
Francesco caruso: «la continuità territoriale non può diventare un assegno in bianco»
Sulla vicenda interviene il presidente del Comitato, Francesco Caruso, che richiama l’attenzione sulla necessità di garantire trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche.
«In Sicilia assistiamo quotidianamente alle difficoltà delle piccole e medie imprese, che devono rispettare scadenze, pagamenti, obblighi fiscali e contributivi.
Quando invece parliamo di milioni di euro destinati ai servizi marittimi, riteniamo indispensabile che venga garantita la massima trasparenza.
Non contestiamo il diritto di Liberty Lines a ricevere i pagamenti per i servizi regolarmente effettuati. Chiediamo semplicemente perché, a fronte di oltre 1,7 milioni di euro di penali indicate dalla stessa Regione, non si sia proceduto alla loro immediata trattenuta.
Se esistono motivazioni legittime, la Regione le renda pubbliche.
Se invece dovessero emergere irregolarità o rischi concreti per le finanze pubbliche, sarà nostro dovere interessare gli organi di controllo competenti, compresa la Corte dei conti.
I cittadini siciliani hanno diritto di sapere come vengono amministrati i loro soldi.
La continuità territoriale deve garantire servizi efficienti, non trasformarsi in un assegno in bianco a favore degli operatori marittimi».
Possibili ulteriori iniziative e richiesta di accesso agli atti
Il Comitato fa sapere che continuerà a seguire attentamente l’evoluzione della vicenda e si riserva di presentare formale richiesta di accesso alla documentazione amministrativa, al fine di acquisire tutti gli elementi necessari per ricostruire le procedure di liquidazione e di eventuale recupero delle penalità.
Non si escludono ulteriori iniziative istituzionali qualora dai documenti dovessero emergere elementi meritevoli di approfondimento da parte degli organi competenti.
La richiesta di fondo è chiara: conoscere le ragioni delle scelte amministrative, verificare l’effettiva applicazione delle penalità e garantire che ogni euro di denaro pubblico venga gestito nel rispetto delle regole.
La Regione Siciliana è ora chiamata a fornire risposte su una questione che riguarda non soltanto i rapporti economici con una compagnia marittima, ma anche la trasparenza amministrativa, la tutela delle risorse pubbliche e il diritto alla mobilità delle comunità isolane.
COMITATO AUTOTRASPORTATORI LIBERA CONCORRENZA – REGIONE SICILIA
Il Presidente
Francesco Caruso















