Una sequenza sismica interessa il Mar Tirreno Meridionale dalla notte del 20 ottobre 2026. Secondo quanto riferito dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), alle ore 14:20 del 23 ottobre sono stati localizzati complessivamente 29 terremoti in un’area situata circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi, nelle Isole Eolie.
L’evento più forte ha raggiunto una magnitudo locale Ml 5.0 e una magnitudo momento Mw 5.5. Il terremoto si è verificato alle ore 12:19, ora italiana, a una profondità di 9 chilometri. L’epicentro è stato localizzato a circa 62 chilometri da Malfa, 63 chilometri da Leni e 66 chilometri da Santa Marina Salina, in provincia di Messina.
La scossa principale è stata avvertita in maniera significativa nell’arcipelago delle Eolie e lungo la costa settentrionale della Sicilia, con segnalazioni di scuotimento anche in altre zone della regione e in Calabria.
Due scosse di magnitudo superiore a 4 nella stessa giornata
La sequenza sismica ha registrato anche altri eventi di rilievo. Nella giornata del 23 ottobre, oltre alla scossa principale, sono stati localizzati due terremoti di magnitudo pari o superiore a 4.
Il primo, di magnitudo Ml 4.3, è avvenuto alle ore 11:51. Il secondo, di magnitudo Ml 4.0, è stato registrato alle ore 12:24.
A questi si aggiungono altri 14 terremoti con magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9. Il quadro delineato dai dati dell’INGV evidenzia quindi una sequenza caratterizzata da numerosi eventi, tra cui diverse scosse di magnitudo significativa.
Scosse di terremoto alle Isole Eolie: un’area già interessata da eventi sismici
Il settore del Mar Tirreno Meridionale interessato dalla sequenza non è nuovo a episodi di attività sismica. Come sottolinea l’INGV, nell’area si verificano frequentemente terremoti, compresi eventi con magnitudo superiore a 4.
Tra gli episodi più recenti viene ricordato il terremoto del 7 febbraio 2025, che ha raggiunto una magnitudo momento Mw 4.7. Un altro evento significativo si è verificato il 7 settembre 2009, anch’esso con magnitudo Mw 4.7.
L’arcipelago eoliano è interessato inoltre da fenomeni sismici legati ai processi geodinamici del Tirreno meridionale. In quest’area sono stati registrati anche terremoti molto profondi, associati al processo di subduzione, con ipocentri situati a centinaia di chilometri sotto la superficie terrestre.
Un esempio è il terremoto del 5 maggio 2004, che ha raggiunto una magnitudo locale Ml 5.3 ed è stato localizzato a una profondità di circa 255 chilometri.
La sequenza sismica del marzo 2026 a ovest di Alicudi
Un altro episodio recente risale al marzo 2026, quando una sequenza sismica ha interessato un’area poco più a sud rispetto a quella coinvolta dagli eventi di ottobre.
In quell’occasione, i terremoti sono stati localizzati a circa 15 chilometri a ovest di Alicudi e il numero complessivo degli eventi ha superato quota 50.
La scossa più forte, registrata nella notte del 21 marzo 2026, ha raggiunto una magnitudo locale ML 4.6 e una magnitudo momento Mw 4.7.
La successione di questi episodi conferma l’attività sismica che caratterizza il Mar Tirreno Meridionale, un settore geologicamente complesso nel quale interagiscono diversi processi tettonici.
Terremoti storici nelle Eolie: magnitudo fino a 5.7
Anche la storia sismica dell’arcipelago documenta terremoti di intensità significativa. Secondo il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15, consultato dall’INGV per l’inquadramento storico dell’area, diversi eventi hanno raggiunto o superato la magnitudo 5.
Tra i terremoti più rilevanti figurano:
- 28 maggio 1980: magnitudo momento Mw 5.7.
- 20 maggio 1957: magnitudo momento Mw 5.2.
- 21 maggio 1957: magnitudo momento Mw 5.3.
Il terremoto del 28 maggio 1980 provocò danni ad Alicudi, valutati tra il VI e il VII grado della scala macrosismica Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS).
Questi precedenti costituiscono un importante riferimento per comprendere la pericolosità sismica dell’area e la necessità di mantenere alta l’attenzione sul rischio terremoti nelle isole e lungo le coste vicine.
Pericolosità sismica elevata: cosa indica l’INGV
La zona interessata dalla sequenza di ottobre si trova in prossimità delle Isole Eolie, un territorio classificato come caratterizzato da elevata pericolosità sismica.
A confermarlo è anche la Mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale, denominata MPS04, che rappresenta la distribuzione della pericolosità sismica sul territorio italiano sulla base delle caratteristiche geologiche e dei dati disponibili.
La pericolosità sismica descrive la probabilità che una determinata area sia interessata da scuotimenti di una certa intensità in un intervallo di tempo. Non indica, da sola, quando avverrà un terremoto né consente di prevedere con precisione la successione o la magnitudo delle scosse future.
Per questo motivo, i dati relativi alla sequenza in corso devono essere letti nel contesto delle conoscenze scientifiche sul territorio, senza trarre conclusioni automatiche sull’evoluzione dell’attività sismica.
Scossa di magnitudo 5.5: scuotimento fino al V grado MCS
Per valutare gli effetti del terremoto più forte, l’INGV ha elaborato una mappa dello scuotimento sismico attraverso il sistema ShakeMap, che integra i dati delle reti sismiche e accelerometriche dell’INGV e del Dipartimento della Protezione Civile.
Secondo le informazioni riportate dall’Istituto, la stima dello scuotimento ha raggiunto il V grado della scala MCS nelle Isole Eolie e in una vasta area della Sicilia settentrionale.
Il terremoto di magnitudo momento Mw 5.5 è stato fortemente avvertito nell’arcipelago e lungo la costa settentrionale siciliana. La percezione è stata minore nel resto della Sicilia e in Calabria.
Le mappe di scuotimento consentono di rappresentare la distribuzione stimata degli effetti del terremoto sul territorio. Si tratta di elaborazioni basate sui dati strumentali e sui modelli utilizzati, utili per comprendere come l’energia sismica si sia propagata nelle diverse aree.
Sequenza sismica nel Tirreno: monitoraggio in corso
La sequenza sismica del Mar Tirreno Meridionale si inserisce in un contesto di attività già documentata sia dai dati strumentali recenti sia dalla storia sismica delle Isole Eolie.
Il bilancio diffuso dall’INGV alle ore 14:20 del 23 ottobre 2026 comprende 29 terremoti localizzati, con una scossa principale di magnitudo Mw 5.5 e altri eventi di magnitudo significativa.
Per seguire l’evoluzione della sequenza e consultare gli aggiornamenti ufficiali, è possibile fare riferimento al sito dell’INGV Terremoti e alle mappe di scuotimento ShakeMap.
I dati sismologici potranno essere aggiornati con nuove localizzazioni e revisioni delle stime man mano che saranno disponibili ulteriori informazioni strumentali.
Fonte: INGV

















