Ponte sullo Stretto, la Procura di Roma acquisisce nuovi documenti: l’inchiesta si allarga

I carabinieri del Ros hanno acquisito atti presso Mit, Dipe/Cipess, società Stretto di Messina ed Eurolink. Al centro degli accertamenti la documentazione trasmessa alla Corte dei Conti sulle procedure e sugli aspetti economici del progetto
matteo salvini e il ponte sullo stretto

L’indagine sul Ponte sullo Stretto di Messina entra in una nuova fase. La Procura di Roma ha disposto ulteriori acquisizioni documentali nell’ambito del procedimento per corruzione che coinvolge, tra gli altri, l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele e l’avvocato Giacomo Saccomanno. L’attività investigativa punta ad approfondire le procedure amministrative e gli elementi economici legati alla realizzazione della grande infrastruttura.

A eseguire le operazioni sono stati i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale (Ros), su delega dei magistrati della Procura capitolina. Il provvedimento ha riguardato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (Dipe), il Cipess, la società Stretto di Messina e il Consorzio Eurolink.

Ponte sullo Stretto, nel mirino i documenti inviati alla Corte dei Conti

L’acquisizione riguarda la documentazione predisposta e trasmessa alla Corte dei Conti nell’ambito delle attività di controllo sulla delibera Cipess n. 61/2025 e sul decreto n. 190 del 1° agosto 2025.

Gli atti raccolti saranno ora esaminati dagli investigatori per ricostruire i passaggi amministrativi e valutare gli elementi relativi alle procedure adottate e alle risorse economiche connesse al progetto. Si tratta di documenti che potrebbero contribuire a chiarire ulteriormente il quadro al centro dell’inchiesta.

L’iniziativa, come precisato dalla Procura di Roma, si inserisce nel solco delle attività investigative già avviate nei mesi precedenti e amplia il perimetro degli accertamenti documentali.

Dalle perquisizioni di giugno ai nuovi accertamenti

Il nuovo intervento fa seguito alle operazioni del 9 giugno 2026, quando gli investigatori avevano eseguito perquisizioni finalizzate alla ricerca e all’acquisizione di documenti e dispositivi elettronici, tra cui smartphone e altri apparecchi in uso alle persone sottoposte a indagine.

La precedente attività aveva rappresentato un passaggio significativo del procedimento, avviato per fare luce su presunte condotte corruttive e su possibili irregolarità connesse alla vicenda. Con l’acquisizione degli ulteriori atti presso gli enti e i soggetti coinvolti nella realizzazione del Ponte, gli inquirenti intendono approfondire anche il percorso amministrativo e documentale relativo al progetto.

Gli aspetti economici e amministrativi sotto esame

L’attenzione degli investigatori si concentra ora anche sulle procedure che hanno accompagnato l’iter del Ponte sullo Stretto e sui dati economici contenuti nella documentazione acquisita.

L’esame degli atti consentirà alla Procura di verificare la rilevanza degli elementi raccolti rispetto alle ipotesi investigative. Non è escluso che gli approfondimenti possano determinare ulteriori sviluppi, compresa l’eventuale iscrizione di nuovi nominativi nel registro degli indagati, qualora emergano elementi che lo giustifichino.

Al momento, tuttavia, eventuali nuovi coinvolgimenti restano una possibilità legata agli esiti delle verifiche e non un fatto già accertato.

Un’inchiesta destinata a proseguire

L’acquisizione documentale segna dunque un ulteriore passaggio nell’indagine della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto. Il lavoro degli investigatori proseguirà con l’analisi degli atti e la ricostruzione dei procedimenti sottoposti a verifica.

La vicenda giudiziaria si sviluppa parallelamente al percorso istituzionale e amministrativo della grande opera tra Sicilia e Calabria, uno dei progetti infrastrutturali più rilevanti e discussi del Paese. Saranno gli accertamenti della magistratura a stabilire se dalla documentazione raccolta emergeranno ulteriori elementi utili a chiarire le responsabilità e le circostanze oggetto dell’indagine.

Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: le persone coinvolte sono da considerarsi non colpevoli fino a un’eventuale condanna definitiva.

Fonte: RaiNews.it

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