VILLA SAN GIOVANNI – La crisi della sanità pubblica si fa sentire anche a Villa San Giovanni, dove la Guardia Medica rischia di non garantire la continuità del servizio a causa della carenza di personale sanitario. Le chiusure programmate della postazione di continuità assistenziale, comunicate dall’ASP di Reggio Calabria per il mese di novembre, mettono a rischio l’assistenza sanitaria di prossimità, penalizzando soprattutto anziani, persone fragili e cittadini che necessitano di cure nelle ore notturne e nei giorni festivi.
Una situazione che riaccende l’allarme sulla sanità territoriale in Calabria e sul rischio che, in assenza di un presidio pubblico accessibile, sempre più persone siano costrette a rivolgersi alla sanità privata.
A lanciare l’allarme è Enzo Musolino, segretario cittadino del Circolo PD “T. Giordano” di Villa San Giovanni, che interviene sulla progressiva chiusura della postazione di Guardia Medica cittadina, denunciando una situazione che considera il segnale evidente di una crisi ormai strutturale del Servizio sanitario nazionale.
«Il SSN sta per cedere per mancanza di risorse e investimenti. La Medicina di Territorio, l’assistenza di prossimità, sembra essere considerata soltanto un costo», afferma Musolino.
Una situazione che, secondo il rappresentante del Partito Democratico, finisce per spingere silenziosamente i cittadini verso la medicina privata, alimentando una disparità sociale sempre più evidente: chi dispone delle risorse economiche può curarsi, mentre chi non può permetterselo rischia di rimanere senza risposte.
«I cittadini sono surrettiziamente dirottati verso la medicina privata, con l’effetto classista che chi ha risorse vive e chi è debole muore!».
Sette giornate di chiusura: l’avviso dell’ASP
A rendere ancora più concreta la denuncia sono le comunicazioni ufficiali trasmesse dal Coordinatore dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria – Distretto Sanitario di Reggio Calabria, indirizzate al Sindaco del Comune di Villa San Giovanni, alla Stazione dei Carabinieri e al Responsabile del 118.
Nell’avviso, l’ASP comunica che la postazione di Guardia Medica di Villa San Giovanni resterà chiusa, per carenza di medici, in sette giornate del mese di novembre 2026.
Nel dettaglio, le interruzioni del servizio riguarderanno:
- Martedì 3 novembre: dalle ore 20 alle ore 8.
- Venerdì 6 novembre: dalle ore 20 alle ore 8.
- Sabato 7 novembre: dalle ore 10 alle ore 8 del giorno successivo.
- Domenica 8 novembre: dalle ore 8 alle ore 8 del giorno successivo.
- Lunedì 9 novembre: dalle ore 20 alle ore 8.
- Venerdì 13 novembre: dalle ore 20 alle ore 8.
- Domenica 15 novembre: dalle ore 8 alle ore 8 del giorno successivo.
Per tutti i turni interessati dalla sospensione, l’Azienda Sanitaria indica ai cittadini di rivolgersi alla postazione di Guardia Medica di Scilla, in via Tripi Inferiore, contattabile al numero 0965/754830.
Un’indicazione che, tuttavia, non cancella il problema: per ricevere assistenza medica durante le fasce di chiusura, i residenti di Villa San Giovanni saranno costretti a fare riferimento a una postazione situata in un altro Comune, con inevitabili disagi soprattutto per anziani, persone sole e cittadini privi di mezzi di trasporto.
«Ma davvero c’è carenza di medici?»
È proprio sulla motivazione ufficiale della chiusura, la carenza di personale medico, che Musolino concentra le sue domande, chiamando in causa le responsabilità istituzionali e organizzative.
«Il Governo, la Regione, sembrano impegnati in altro, concentrati su problemi che poco hanno a che fare con le reali esigenze delle persone».
E poi l’affondo sulla situazione locale: «E così, a Villa, nella Città del Ponte da 14 miliardi di euro, la Guardia Medica sta progressivamente chiudendo… per “carenza di medici”, come recita il comunicato dell’ASP per novembre».
Una giustificazione che, secondo il segretario cittadino del PD, non può essere accettata senza prima verificare quali iniziative siano state concretamente intraprese per garantire la continuità del servizio.
«Ma davvero c’è carenza di medici? Quali concorsi dignitosi per strutture dignitose sono stati banditi? Quale ricerca di personale per trasferimenti, comandi e distacchi è stata recentemente attuata?».
Domande che chiamano in causa l’ASP, la Regione Calabria e gli organismi competenti, ai quali viene chiesto di chiarire quali interventi siano stati messi in campo per scongiurare la progressiva riduzione dell’assistenza sanitaria sul territorio.
Il diritto alla salute non può diventare un privilegio
La vicenda della Guardia Medica di Villa San Giovanni si inserisce in un quadro più ampio di preoccupazione per il futuro della sanità pubblica e per la tenuta dei servizi di prossimità.
La medicina territoriale rappresenta infatti un presidio fondamentale, soprattutto nelle ore notturne e nei giorni festivi, quando i cittadini hanno bisogno di un riferimento sanitario vicino e accessibile. La sua interruzione, anche se limitata a singoli turni, può tradursi in difficoltà concrete per intere fasce della popolazione.
Per questo, la denuncia politica non riguarda soltanto le sette giornate di novembre, ma investe la capacità delle istituzioni di assicurare stabilmente un servizio essenziale alla comunità.
Musolino conclude con parole durissime, che riassumono il senso della sua protesta:
«Tante domande e una sola risposta: “la postazione di Guardia Medica di Villa SG resterà chiusa…”.
Riapriremo in pompa magna, ne siamo sicuri, al primo morto».
Una frase provocatoria e amara, con cui il segretario cittadino del Circolo PD “T. Giordano” denuncia il rischio che si intervenga soltanto dopo una tragedia, anziché prevenire le criticità e garantire ai cittadini il diritto fondamentale alla salute.
La richiesta è chiara: Villa San Giovanni non può essere lasciata senza un presidio sanitario di prossimità. Servono risposte, personale e interventi immediati per garantire la continuità della Guardia Medica. Perché la salute non può aspettare e non può dipendere dal Comune in cui si vive o dalle possibilità economiche di ciascuno.
















