VILLA SAN GIOVANNI – «Non si può parlare di Area dello Stretto senza mettere al centro Villa San Giovanni». È questo il messaggio lanciato dall’assessore Ruggero Marra nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, durante la discussione dedicata all’Area integrata dello Stretto e al cosiddetto Patto dello Stretto.
Un intervento articolato, nel quale Marra ha ribadito la necessità di ripensare il rapporto tra i territori che si affacciano sullo Stretto di Messina, partendo dalle esigenze quotidiane di residenti, lavoratori e pendolari. Per l’assessore, Villa San Giovanni non può essere considerata soltanto un punto di passaggio tra Calabria e Sicilia, ma deve assumere un ruolo centrale nella definizione delle politiche di mobilità e sviluppo dell’intera area.
«Villa San Giovanni è la cerniera del sistema trasportistico e lo è sempre stata», ha sottolineato, evidenziando come il dibattito sull’integrazione dello Stretto debba affrontare prima di tutto le criticità che da anni gravano sulla comunità locale.
«Prima dei crocieristi vengono i diritti dei cittadini»
Nel suo intervento, Marra ha preso le distanze da una visione dello sviluppo concentrata prevalentemente sul turismo, sulle navi da crociera e sulla visibilità nazionale del territorio. Pur senza voler alimentare polemiche, l’assessore ha richiamato l’attenzione sulla necessità di distinguere tra le opportunità di promozione turistica e i bisogni concreti di chi vive quotidianamente Villa San Giovanni.
«Dobbiamo rimettere al centro della città i cittadini, che per troppo tempo sono stati vittime di logiche di mercato», ha affermato, sostenendo che alcune scelte compiute negli anni avrebbero favorito gli interessi dei vettori privati senza produrre benefici proporzionati per la collettività.
Il tema, secondo Marra, non riguarda soltanto l’organizzazione dei collegamenti marittimi, ma anche la distribuzione dei costi e dei disagi che il sistema di attraversamento dello Stretto comporta per la città.
A titolo di esempio, l’assessore ha richiamato la situazione di Viale Italia, la strada che conduce agli imbarchi, soffermandosi sul deterioramento del manto stradale dovuto al traffico veicolare diretto verso la Sicilia. Una criticità che, a suo giudizio, pone una questione di equità: i cittadini di Villa San Giovanni non dovrebbero essere costretti a sostenere anche i costi indiretti di un traffico che genera pesanti ricadute sul territorio.
Il declino dello scalo ferroviario e le ricadute sul lavoro
Marra ha inoltre ricordato come, fino ai primi anni Novanta, il traffico ferroviario legato ai collegamenti con la Sicilia rappresentasse una risorsa occupazionale importante per Villa San Giovanni e per i centri limitrofi.
Lo scalo ferroviario, quando il trasporto su rotaia aveva un peso maggiore nel sistema nazionale, garantiva lavoro a migliaia di addetti e alimentava un indotto significativo.
«Via via abbiamo subito scelte che hanno favorito i vettori privati a discapito della collettività», ha osservato l’assessore, collegando il progressivo ridimensionamento di quel sistema alla perdita di opportunità economiche e occupazionali per il comprensorio.
Da qui la richiesta di una nuova strategia per l’Area dello Stretto, capace di superare una gestione incentrata prevalentemente sul mercato e di riconoscere il valore sociale ed economico dei servizi di collegamento.
Tariffe dei traghetti e continuità territoriale
Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il costo dell’attraversamento dello Stretto. Per Marra, le tariffe rappresentano una questione prioritaria per residenti, pendolari, lavoratori e persone che devono raggiungere la Sicilia per motivi sanitari.
«È impensabile che un cittadino di Villa San Giovanni, per traghettare, debba pagare quanto uno di Milano o di Bolzano», ha dichiarato, definendo questa situazione un’offesa per chi vive nei territori dello Stretto.
L’assessore ha richiamato anche le difficoltà degli autotrasportatori, costretti a sostenere costi che considera eccessivi, e di quanti attraversano quotidianamente il braccio di mare per ragioni di lavoro o per accedere alle cure.
La richiesta è quella di garantire una reale continuità territoriale, riconoscendo le specificità di un’area nella quale il collegamento marittimo non costituisce semplicemente un servizio di trasporto, ma una condizione essenziale per l’accesso al lavoro, alla salute e alla mobilità.
Marra ha precisato che la questione tariffaria non rientra esclusivamente nelle competenze comunali, ma ha assicurato che il tema è stato più volte portato all’attenzione degli enti e dei tavoli istituzionali competenti.
Trasporto pubblico, aliscafi e servizi per chi attraversa lo Stretto
Accanto alle tariffe, l’assessore ha indicato il potenziamento dei collegamenti veloci e del trasporto pubblico locale tra le priorità da affrontare.
In particolare, ha evidenziato l’importanza di rafforzare la linea degli aliscafi, considerata un servizio fondamentale per assicurare collegamenti più funzionali tra le due sponde.
Un altro nodo riguarda l’organizzazione dei servizi a terra. Marra ha richiamato la difficoltà di garantire collegamenti adeguati tra gli approdi e infrastrutture strategiche come l’aeroporto di Reggio Calabria.
«È impensabile che arrivino persone con una nave e non abbiano come raggiungere l’aeroporto», ha osservato, indicando nel trasporto pubblico locale uno degli strumenti attraverso cui rendere concreta l’integrazione dell’Area dello Stretto.
Nel suo ragionamento, il riferimento all’ATAM si inserisce proprio nella prospettiva di costruire servizi di trasporto capaci di rispondere alle esigenze effettive di chi si sposta tra i territori, evitando che l’arrivo di nuovi flussi turistici non sia accompagnato da collegamenti adeguati.
Parcheggio di via Mazzini e porto a sud: la visione per Villa San Giovanni
L’assessore ha richiamato anche alcune delle scelte sulle quali l’amministrazione comunale sta lavorando, a partire dal parcheggio di via Mazzini, indicato come un intervento destinato a migliorare i servizi per chi deve attraversare lo Stretto.
L’opera si inserisce, secondo Marra, in una strategia più ampia che punta a ridurre le difficoltà legate alla mobilità e a offrire soluzioni concrete a residenti e viaggiatori.
Un altro punto centrale è il porto a sud, progetto sul quale l’amministrazione sostiene di insistere fin dal proprio insediamento. L’obiettivo dichiarato è contribuire a sottrarre Villa San Giovanni alla pressione del traffico e dell’inquinamento connessi all’attuale sistema di attraversamento.
Per Marra, la trasformazione della città deve partire da una diversa idea di sviluppo: non soltanto una piattaforma logistica per il transito verso la Sicilia, ma un territorio nel quale i servizi e la qualità della vita dei cittadini costituiscano elementi fondamentali della programmazione.
«L’Area integrata dello Stretto parta dai bisogni reali»
Nel passaggio conclusivo, Marra ha ribadito la posizione dell’amministrazione sulla necessità di costruire un’Area integrata dello Stretto che non si limiti alla promozione turistica o alle operazioni di immagine.
«A me interessa che ci sia una vera Area integrata dello Stretto che possa tutelare i cittadini residenti, i lavoratori e i pendolari», ha affermato, indicando nei diritti di chi vive e attraversa quotidianamente il territorio il criterio con cui valutare le future scelte politiche.
Il messaggio rivolto al Consiglio comunale è netto: prima di puntare sulle navi da crociera e sulle prospettive di marketing territoriale, occorre affrontare il costo dei traghetti, il potenziamento dei collegamenti marittimi, il trasporto pubblico, l’accessibilità ai servizi e le conseguenze del traffico sulla città.
Per l’assessore, il Patto dello Stretto dovrebbe quindi tradursi in impegni concreti, capaci di produrre benefici misurabili per le comunità delle due sponde. Una prospettiva nella quale Villa San Giovanni, proprio per il suo ruolo strategico nel sistema dei collegamenti, non può restare spettatrice, ma deve essere protagonista delle decisioni che riguardano il futuro dell’intera area.















