Sottopasso RFI di via Garibaldi a Villa San Giovanni, dal 1964 al 2026: il Comitato chiede chiarezza

Una fotografia del 1964 riaccende il dibattito sulle trasformazioni del sottopasso di via Garibaldi. Francesco Caruso: «Servono documenti, fotografie, progetti e responsabilità»
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VILLA SAN GIOVANNI – Una fotografia del 1964 potrebbe contribuire a ricostruire la storia del sottopasso di via Garibaldi a Villa San Giovanni e delle profonde trasformazioni che, nel corso dei decenni, hanno interessato l’area.

A riportare l’attenzione sulla vicenda è il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza – Regione Sicilia, presieduto da Francesco Caruso, che ha ricevuto una fotografia risalente al 1964 e invita ora cittadini, residenti e istituzioni a mettere a disposizione ulteriori immagini e documenti.

Il confronto tra quella fotografia e le condizioni attuali dell’infrastruttura, secondo il Comitato, evidenzierebbe differenze significative. Da qui nasce la richiesta di ricostruire, attraverso fonti verificabili, le diverse fasi che hanno portato all’attuale configurazione del sottopasso e della viabilità di via Garibaldi.

Dal 1964 al 2026: la richiesta di una ricostruzione documentale

L’obiettivo dichiarato dal Comitato non è quello di formulare accuse o conclusioni definitive, ma di ricostruire una vicenda che, secondo Caruso, merita di essere approfondita attraverso gli atti ufficiali.

«Non vogliamo trasformare i ricordi in sentenze. Vogliamo documenti, fotografie, progetti, autorizzazioni, date e responsabilità», sottolinea il presidente del Comitato.

Una ricostruzione che dovrebbe partire dagli anni Sessanta e arrivare fino ai giorni nostri, mettendo a confronto fotografie, testimonianze, progetti e documentazione amministrativa.

Le dichiarazioni sulle «forze oscure» e gli interrogativi del Comitato

Nel comunicato diffuso dal Comitato viene richiamato anche quanto dichiarato dall’assessore Marra in merito alle cosiddette «forze oscure» e a quanto sarebbe accaduto nel corso di una notte che, secondo la nota, continuerebbe a suscitare interrogativi.

Il Comitato pone quindi una serie di domande: quali interventi furono realizzati nel corso degli anni? Quali erano i progetti originari? Quali autorizzazioni furono rilasciate? E, soprattutto, esiste una documentazione pubblica completa in grado di ricostruire l’evoluzione dell’area?

Sono interrogativi che, per poter diventare elementi di una ricostruzione giornalistica e storica, dovranno essere verificati attraverso documenti e fonti ufficiali.

La memoria dei residenti come possibile fonte

Accanto agli atti amministrativi c’è poi la memoria di chi ha vissuto a Villa San Giovanni nel corso dei decenni.

Il Comitato sottolinea infatti come molti residenti, soprattutto le persone più anziane, conservino ricordi delle trasformazioni avvenute nel territorio. Testimonianze che, se raccolte e confrontate con la documentazione disponibile, potrebbero contribuire alla ricostruzione cronologica degli interventi.

La memoria orale, tuttavia, dovrà essere considerata come una fonte da confrontare con progetti, fotografie, delibere, autorizzazioni e altri documenti ufficiali.

Viabilità, territorio e interessi economici

La questione del sottopasso di via Garibaldi viene inoltre inserita dal Comitato in un quadro più ampio, legato alla trasformazione della viabilità di Villa San Giovanni e al sistema degli attraversamenti dello Stretto.

Secondo il Comitato, l’assetto viario sviluppatosi nel corso degli anni avrebbe avuto un impatto rilevante sul territorio e sarebbe quindi necessario comprendere anche quali interessi economici abbiano tratto beneficio dalle trasformazioni avvenute, compreso il ruolo assunto nel tempo dal sistema degli attraversamenti privati dello Stretto.

Anche su questo punto, però, la richiesta è quella di procedere attraverso documenti e riscontri verificabili, evitando di trasformare interrogativi e testimonianze in conclusioni non ancora dimostrate.

L’appello: «Chi ha fotografie di via Garibaldi le metta a disposizione»

Il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza – Regione Sicilia lancia quindi un appello pubblico a chiunque conservi fotografie di via Garibaldi e dei sottopassi realizzate dal 1964 fino agli anni immediatamente precedenti e successivi alle modifiche.

L’obiettivo è creare una vera e propria cronologia fotografica della trasformazione urbana di Villa San Giovanni, affiancando alle immagini la documentazione amministrativa disponibile.

Fotografia dopo fotografia, documento dopo documento, il Comitato intende così ricostruire cosa sia realmente accaduto e quali siano state le tappe che hanno modificato l’assetto dell’area.

Una ricerca che, nelle intenzioni di Francesco Caruso, vuole riportare al centro la memoria della comunità e il diritto dei cittadini a conoscere la storia del proprio territorio.

«La storia di Villa San Giovanni appartiene ai cittadini. E la memoria di una città non può essere cancellata», conclude il presidente del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza – Regione Sicilia.

La sfida, adesso, è trasformare ricordi e interrogativi in una ricostruzione documentata, verificabile e accessibile alla cittadinanza.

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