L’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto ha approvato la perizia di variante in corso d’opera per i lavori di realizzazione delle pensiline di protezione dei camminamenti pedonali nel porto di Villa San Giovanni, confermando il completamento dell’intervento senza aumento del quadro economico complessivo.
Il provvedimento è stato adottato con Decreto n. 106 del 25 giugno 2026 e riguarda un’opera strategica destinata a migliorare sicurezza, comfort e gestione dei flussi dei passeggeri nell’area portuale.
L’intervento era stato originariamente aggiudicato alla società C.E.B. S.r.l. con un importo contrattuale netto di 903.071,64 euro, dopo un ribasso d’asta del 30,85%. Con l’approvazione della variante, il nuovo importo contrattuale sale a 969.977,70 euro, con un incremento di 66.906,06 euro, pari al 7,41% del contratto iniziale, quindi entro il limite del cosiddetto quinto d’obbligo previsto dalla normativa.
Secondo quanto riportato nella relazione del Responsabile Unico del Procedimento, la variante è stata resa necessaria da una serie di circostanze sopravvenute e imprevedibili emerse durante l’esecuzione delle opere.
Tra le principali criticità figurano le interferenze con altri cantieri attivi nell’area portuale, tra cui i lavori di manutenzione della sede dell’Ufficio Locale Marittimo e il risanamento strutturale dello Scivolo 0, intervento collegato a finanziamenti PNRR. Queste attività hanno condizionato la logistica del cantiere e reso necessario modificare quote e posizionamento di parte delle strutture previste.
Ulteriori difficoltà sono state legate alla gestione dei flussi di passeggeri, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza stagionale, che hanno imposto sospensioni temporanee delle lavorazioni per motivi di sicurezza.
La variante introduce inoltre alcune migliorie tecniche, tra cui la sostituzione delle ringhiere in acciaio inox con elementi zincati di maggiore spessore per aumentare stabilità e resistenza, oltre all’eliminazione della verniciatura sulle componenti in acciaio inox per ridurre costi di manutenzione futura.
L’Autorità ha precisato nel documento che le modifiche non alterano la natura generale dell’appalto e che l’intera maggiore spesa sarà coperta utilizzando le economie derivanti dal ribasso d’asta, senza necessità di ulteriori finanziamenti.

















