Palermo – Un esposto-denuncia è stato presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo dal presidente del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Regione Sicilia, Francesco Caruso, con una richiesta di approfondimento sull’intera operazione che ha portato alla realizzazione della nave “Costanza I di Sicilia”, destinata ai collegamenti con le Isole Minori.
Al centro dell’iniziativa ci sono la ricostruzione delle procedure amministrative, la progettazione dell’unità navale, l’entità delle risorse pubbliche impiegate, la variante intervenuta durante l’esecuzione del contratto e il successivo affidamento della nave a Caronte & Tourist.
L’esposto, depositato in data 2 settembre 2026 tramite l’avv. Alessandro Lipera del Foro di Catania, – secondo quanto dichiarato dal firmatario – non formula un giudizio definitivo sulle eventuali responsabilità, ma chiede alla magistratura di verificare se nell’intera vicenda possano essere emersi profili di irregolarità o condotte penalmente rilevanti.
Dalla gara per due navi alla realizzazione di una sola unità
La vicenda parte nel 2021, quando la Regione Siciliana avvia un programma per il rinnovo della flotta destinata ai collegamenti con le isole minori, utilizzando risorse pubbliche per circa 142,9 milioni di euro.
La prima procedura, avviata con il DDG n. 380 del 16 marzo 2021, prevedeva la realizzazione di due unità navali di classe A, per un importo complessivo nell’ordine dei 130 milioni di euro. La gara, fissata per il 5 luglio 2021, non avrebbe tuttavia ricevuto offerte.
Dopo la gara deserta, l’amministrazione regionale avviò una consultazione preliminare di mercato per comprendere le ragioni della mancata partecipazione.
Secondo quanto ricostruito nell’esposto, la Regione avrebbe successivamente modificato in maniera significativa l’impostazione originaria, arrivando a predisporre una nuova procedura per una sola unità Ro-Pax, con una base d’asta di circa 114,6 milioni di euro.
I documenti progettuali e il ruolo di NAOS
Uno dei punti sui quali il Comitato chiede alla Procura di concentrare gli accertamenti riguarda la cronologia della progettazione.
Nell’esposto vengono richiamati alcuni elaborati tecnici relativi alla singola nave, recanti date precedenti alla gara originaria per le due unità: un elaborato grafico del 27 gennaio 2021, una specifica tecnica del 4 febbraio 2021 e un quadro economico del 9 febbraio 2021.
La domanda posta dal denunciante è quindi se tali documenti fossero stati elaborati nell’ambito della prima procedura, della successiva modifica del programma o di un’attività progettuale già sviluppata in precedenza.
Particolare attenzione viene inoltre riservata a NAOS Ship & Boat Design e ai rapporti con il gruppo Caronte & Tourist. L’esposto richiama pubblicazioni specialistiche che già nel 2020 avrebbero illustrato caratteristiche e layout di unità navali sviluppate da NAOS in relazione al gruppo armatoriale.
Viene inoltre citata la nave privata “Nerea”, ordinata da Caronte & Tourist nel marzo 2021 al cantiere turco Sefine e progettata dalla stessa società di design, destinata ai collegamenti tra Milazzo e le Isole Eolie.
L’iniziativa giudiziaria chiede di verificare, in particolare, la cronologia degli elaborati e il ruolo eventualmente svolto dall’operatore privato nella fase preparatoria della procedura regionale.
La seconda gara e l’offerta di Fincantieri
Alla seconda procedura avrebbe partecipato un solo operatore economico: Fincantieri.
Secondo i verbali richiamati nell’esposto, l’offerta presentata prevedeva un ribasso dello 0,01% rispetto alla base d’asta.
La commessa veniva quindi aggiudicata nell’aprile 2023 attraverso i relativi decreti regionali, per un valore indicato nell’esposto nell’ordine di 120 milioni di euro.
Il dato economico viene indicato dal Comitato come uno degli elementi da approfondire, soprattutto alla luce dell’evoluzione successiva dei costi dell’operazione.
Il costo finale e la variante da oltre 6,4 milioni
Durante l’esecuzione dell’appalto sarebbe intervenuta una perizia di variante suppletiva, per un importo di 6.479.449 euro.
L’esposto richiama il relativo provvedimento regionale e la perizia datata 28 aprile 2025, chiedendo alla magistratura di verificare presupposti, motivazioni e legittimità della modifica contrattuale.
Il passaggio ritenuto più significativo riguarda però il costo complessivo dell’operazione.
Secondo il DDG n. 1966 del 4 agosto 2026, richiamato nell’esposto, il costo finale della “Costanza di Sicilia” sarebbe arrivato a 142.969.673 euro.
Si tratta di una cifra sostanzialmente coincidente con le risorse che, nella programmazione originaria, erano state destinate alla realizzazione di due unità navali.
Il Comitato chiede pertanto di chiarire come e perché un programma inizialmente concepito per due navi sia sfociato nella costruzione di una sola unità a un costo complessivo comparabile con lo stanziamento originario.
Consulenze e incarichi professionali
Un ulteriore capitolo dell’esposto riguarda gli incarichi professionali affidati durante le diverse fasi dell’operazione.
Nel documento vengono indicati, tra gli altri, incarichi relativi alla direzione tecnica, all’ispezione tecnica, alla consulenza, al supporto legale e all’interior design, oltre alle attività svolte dal gruppo di lavoro interno dell’amministrazione regionale.
Vengono inoltre richiamati affidamenti per servizi di comunicazione e per la fornitura del vestiario destinato alla cerimonia inaugurale.
L’esposto chiede di verificare la regolarità degli incarichi, la congruità delle somme corrisposte e, più in generale, i rapporti intercorsi tra i professionisti, le società coinvolte e l’amministrazione.
Il nodo del noleggio a Caronte & Tourist
Un altro elemento centrale della denuncia riguarda la fase successiva alla costruzione.
Con un decreto del maggio 2026, la Regione avrebbe disposto il noleggio a scafo nudo della nave in favore di Caronte & Tourist, operatore già richiamato nell’esposto per il ruolo avuto nella fase preparatoria e tecnica dell’operazione.
Secondo il Comitato, il provvedimento non renderebbe noto il canone di noleggio e il relativo contratto non sarebbe stato messo a disposizione nonostante le istanze di accesso.
Da qui la richiesta di accertare il contenuto dell’accordo, la durata del noleggio, il corrispettivo, gli obblighi di manutenzione e la complessiva convenienza economica dell’operazione per la Regione.
Il capitolo degli incarichi legali
L’esposto richiama anche un incarico professionale conferito all’avvocato Cristiano Pagano, collegandolo alla successiva gestione dell’operazione.
Il documento segnala inoltre rapporti associativi del professionista con l’avvocato Gianfranco Aricò e chiede che siano verificati, ove rilevanti, eventuali profili di incompatibilità, conflitto di interessi o altre circostanze giuridicamente significative.
Si tratta, precisa implicitamente la natura dell’esposto, di circostanze che dovranno eventualmente essere valutate dagli organi competenti sulla base di documenti, rapporti contrattuali e ulteriori accertamenti.
Dubbi anche sulle caratteristiche della nave
Nel mirino del Comitato non ci sono soltanto gli aspetti economici e amministrativi.
L’esposto solleva infatti interrogativi sull’effettiva adeguatezza della “Costanza di Sicilia” rispetto ai collegamenti con Lampedusa e Linosa.
La nave, lunga circa 140 metri, avrebbe una capacità di circa 1.000 passeggeri e 200 autovetture e una velocità di circa 19 nodi.
Secondo il denunciante, sarebbe quindi necessario effettuare una valutazione tecnica indipendente per stabilire la compatibilità dell’unità con le caratteristiche dei porti interessati.
Tra gli elementi indicati figurano fondali, pescaggio, infrastrutture portuali, disponibilità di elettrificazione delle banchine, condizioni meteomarine, altezza dell’unità e vincoli collegati all’aeroporto di Lampedusa.
Il Comitato chiede inoltre di verificare se le dimensioni e le caratteristiche della nave siano effettivamente proporzionate alle esigenze del servizio pubblico da garantire.
Sullo sfondo la nuova gara per i servizi delle Isole Minori
La questione viene inserita dall’esposto in un quadro più ampio, legato alla futura organizzazione dei servizi marittimi regionali per le Isole Minori.
Nel 2026 la Regione avrebbe infatti predisposto una nuova procedura dal valore economico complessivo indicato nell’esposto nell’ordine di 1,425 miliardi di euro.
Anche in relazione a questa futura gara vengono richiamati diversi incarichi professionali e consulenziali, che il Comitato chiede di sottoporre agli opportuni controlli.
Secondo la prospettazione contenuta nell’esposto, la successione degli eventi renderebbe quindi necessario un esame complessivo dell’intera operazione, senza limitarsi al singolo contratto di costruzione della nave.
Le richieste alla Procura di Palermo
Nella parte conclusiva dell’atto, Francesco Caruso chiede alla Procura di Palermo di acquisire la documentazione relativa alle due procedure di gara, agli elaborati progettuali e alla fase esecutiva.
Tra le richieste figurano anche verifiche sulla cronologia della progettazione, sul ruolo di NAOS e Caronte & Tourist, sulla variante da 6,479 milioni di euro e sui flussi finanziari collegati agli incarichi professionali.
Viene inoltre sollecitata l’acquisizione della corrispondenza intercorsa tra l’amministrazione regionale e il gruppo Caronte & Tourist e, ove ritenuto necessario, l’audizione dei soggetti coinvolti nelle procedure.
Infine, il Comitato propone una perizia tecnica navale sulla congruità del costo della nave e sulla sua effettiva idoneità operativa rispetto ai porti di Linosa e Lampedusa.
Spetterà ora agli organi competenti valutare il contenuto dell’esposto, acquisire gli eventuali documenti e stabilire se sussistano elementi tali da giustificare ulteriori approfondimenti investigativi.
Al momento, dunque, le circostanze riportate nell’atto costituiscono oggetto di denuncia e di richiesta di accertamento e non equivalgono, di per sé, all’accertamento di responsabilità penali o amministrative a carico dei soggetti citati.
















