MESSINA – Rocco Finocchiaro lascia il ruolo di coordinatore dei due tavoli istituiti per approfondire e sviluppare il sistema dei collegamenti statici e dinamici nello Stretto di Messina. L’incarico gli era stato affidato circa un anno fa dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
La comunicazione resa nota dalla stampa, è arrivata attraverso una lettera trasmessa al ministero. Nella missiva l’imprenditore riconduce la decisione a motivi personali. Ma, secondo quanto emerge dalla ricostruzione della vicenda, alla base della scelta ci sarebbe soprattutto la crescente distanza tra gli obiettivi indicati nei tavoli istituzionali e le decisioni concrete assunte sul sistema portuale messinese.
Tra i temi sui quali Finocchiaro avrebbe sollecitato più volte un confronto c’è infatti l’attuazione del Piano regolatore del porto di Messina, con particolare riferimento alla riattivazione della storica stazione marittima ferroviaria.
Il nodo del collegamento dinamico
Il tavolo dedicato al cosiddetto collegamento dinamico dello Stretto nasce con l’obiettivo di migliorare l’integrazione e l’efficienza dei collegamenti tra Sicilia e Calabria. Attorno allo stesso tavolo siedono rappresentanti delle principali istituzioni coinvolte nella gestione della mobilità nello Stretto.
Sono presenti, tra gli altri, rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Regione Siciliana, della Regione Calabria, dei Comuni di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni, dell’Autorità di Sistema portuale dello Stretto e del Comando generale delle Capitanerie di porto.
Un coordinamento ampio, dunque, chiamato a mettere in relazione esigenze portuali, trasporto ferroviario, mobilità urbana e collegamenti marittimi.
Il problema, però, è rappresentato dai tempi. L’ultima riunione risalirebbe a diversi mesi fa e, secondo la ricostruzione, uno dei punti ricorrenti all’ordine del giorno è stato proprio quello relativo all’attuazione del Piano regolatore portuale.
La stazione marittima al centro della contesa
Il progetto delineato dal Piano regolatore prevede una diversa organizzazione degli spazi portuali destinati al traffico passeggeri. Uno degli interventi più significativi riguarda lo spostamento delle navi veloci attualmente operative in un’area della banchina di via Vittorio Emanuele, con il trasferimento delle unità dall’invasatura Zero al molo Norimberga.
Una modifica che avrebbe una conseguenza diretta: consentire la riattivazione della storica stazione marittima ferroviaria.
È proprio questo il punto sul quale si concentra una parte rilevante del confronto. La struttura esistente, infatti, non è soltanto un manufatto portuale da recuperare, ma costituisce un elemento strategico per la connessione tra trasporto marittimo e trasporto ferroviario.
La stazione comprendeva grandi spazi destinati ai passeggeri, una sala d’attesa, servizi e aree commerciali e, soprattutto, era concepita in stretta relazione con la stazione ferroviaria centrale.
Il modello di mobilità che ne deriverebbe è quello dell’intermodalità: il passeggero proveniente dalla Calabria potrebbe passare dal traghetto o dall’aliscafo al treno con un percorso estremamente breve, evitando trasferimenti su strada. Lo stesso principio vale per i collegamenti con la metroferrovia, il tram e il sistema degli autobus cittadini.
Una funzione che oggi assume un significato ancora maggiore alla luce della necessità di rendere più fluidi gli spostamenti nell’area dello Stretto e di ridurre, dove possibile, la dipendenza dal trasporto su gomma.
Il progetto alternativo: un nuovo terminal sulla banchina
La direzione che si starebbe invece seguendo è quella della realizzazione di un nuovo terminal direttamente sulla banchina, in prossimità dell’attuale struttura.
È qui che si apre il confronto tra due differenti visioni del futuro dell’area portuale.
Da una parte c’è il recupero di un’infrastruttura storica già concepita per collegare porto e ferrovia; dall’altra la realizzazione di una nuova struttura destinata a concentrare le funzioni di accoglienza dei passeggeri.
Il tema non è soltanto architettonico. In gioco ci sono la distribuzione dei flussi, la mobilità urbana, l’accessibilità ferroviaria e il ruolo che Messina vuole assumere nel sistema dei trasporti dello Stretto.
Una stazione nata tra il 1937 e il 1939
La storia della stazione marittima rende ancora più significativo il dibattito sul suo futuro.
La struttura venne realizzata tra il 1937 e il 1939 nell’ambito del grande processo di riorganizzazione delle infrastrutture ferroviarie e marittime di Messina. Il progetto fu affidato all’architetto Angelo Mazzoni, protagonista dell’architettura ferroviaria italiana del Novecento.
L’edificio venne concepito in continuità con la vicina stazione centrale, secondo un’impostazione architettonica razionale e monumentale. Grandi ambienti, linee essenziali e una forte integrazione tra la funzione ferroviaria e quella marittima caratterizzavano un’opera pensata per gestire un intenso movimento di viaggiatori.
Non si trattava, quindi, di un semplice terminal per l’imbarco. L’idea progettuale era quella di creare una vera cerniera tra due sistemi di trasporto: la ferrovia e la navigazione sullo Stretto.
Il mosaico di Michele Cascella
Uno degli elementi di maggiore interesse artistico della struttura è il grande mosaico collocato nella galleria interna, in corrispondenza del fascio binario destinato all’imbarco.
Il progetto esecutivo del mosaico è attribuito a Michele Cascella, artista particolarmente attivo nel panorama italiano del Novecento.
L’opera testimonia come la stazione marittima fosse stata concepita non soltanto come infrastruttura funzionale, ma anche come spazio rappresentativo. Architettura, arte e mobilità venivano integrate all’interno di un unico complesso.
Il recupero della struttura avrebbe quindi anche una valenza culturale e di tutela del patrimonio architettonico messinese.
Il vero tema è l’intermodalità
Al di là della contrapposizione tra vecchia e nuova stazione marittima, la questione centrale riguarda il modello di mobilità da adottare per Messina e per l’intero sistema dello Stretto.
La possibilità di collegare direttamente le banchine ai servizi ferroviari rappresenta uno dei principi fondamentali dell’intermodalità. Il viaggiatore che arriva via mare dovrebbe poter proseguire il proprio viaggio senza dover necessariamente utilizzare un’automobile o un autobus per raggiungere la stazione ferroviaria.
È un tema particolarmente rilevante in una città nella quale il traffico legato agli attraversamenti dello Stretto si intreccia quotidianamente con la mobilità urbana.
La riattivazione della stazione marittima, se accompagnata da una riorganizzazione coerente degli approdi, potrebbe dunque trasformare un’area oggi caratterizzata da funzioni separate in un vero nodo intermodale.
La scelta ora passa alle istituzioni
L’uscita di Rocco Finocchiaro dai tavoli di coordinamento riporta quindi in primo piano una questione che va oltre le ragioni della sua rinuncia all’incarico.
La domanda è quale strategia le istituzioni intendano adottare per il futuro della mobilità nello Stretto: puntare sul recupero e sulla piena valorizzazione delle infrastrutture già esistenti, a partire dalla storica stazione marittima, oppure procedere con nuovi terminal e nuove configurazioni degli spazi portuali.
Il Piano regolatore del porto rappresenta in questo quadro il documento di riferimento. La sua concreta attuazione potrebbe incidere non soltanto sull’assetto delle banchine, ma sull’intero sistema di collegamento tra Messina, la Calabria e la rete ferroviaria nazionale.
La vicenda della stazione marittima diventa così il simbolo di una partita più ampia: quella tra patrimonio storico, nuove infrastrutture e necessità di costruire un sistema di trasporto realmente integrato.
E mentre il dibattito sul collegamento stabile dello Stretto continua a occupare il centro della scena nazionale, sul fronte del collegamento dinamico resta aperta una questione altrettanto concreta: rendere più efficienti, accessibili e integrati i collegamenti che ogni giorno uniscono Messina e la Calabria.
















