Villa San Giovanni, Trecroci replica a Pavone: “Cantiere della Legalità aperto a tutti, sulla biblioteca abbiamo superato diversi ostacoli”

La presidente del Consiglio comunale Caterina Trecroci chiarisce le modalità di iscrizione al Cantiere della Legalità e ricostruisce l’iter della biblioteca: lavori conclusi a febbraio 2026, ora il percorso per la riapertura
caterina trecroci presidente del consiglio del comune di villa san giovanni

VILLA SAN GIOVANNI – È arrivata dalla presidente del Consiglio comunale di Villa San Giovanni, Caterina Trecroci, la replica alle questioni sollevate dalla consigliera di minoranza e capogruppo di Spazio Democratico, avv. Ada Nicoletta Pavone, nel corso della seduta del Consiglio comunale del 9 settembre 2026.

Due, in particolare, i temi sui quali Trecroci ha fornito chiarimenti: le modalità di iscrizione al Cantiere della Legalità e il lungo percorso che sta accompagnando la riapertura della biblioteca comunale.

Cantiere della Legalità, Trecroci: “Le iscrizioni sono state pubblicate il 22 luglio e il 12 agosto”

La prima risposta della presidente del Consiglio comunale ha riguardato la richiesta di Pavone sulle modalità attraverso le quali era stata pubblicizzata la possibilità di partecipare al Cantiere della Legalità.

Pavone aveva chiesto di sapere se fosse stato pubblicato un avviso e come fosse stata garantita a tutti i giovani del territorio la possibilità di iscriversi all’iniziativa, sottolineando di non aver individuato sui social una specifica modalità di partecipazione.

Trecroci ha chiarito che le iscrizioni sono state pubblicizzate due volte, precisamente il 22 luglio e il 12 agosto 2026, attraverso la pagina “Città di Villa San Giovanni”, con il relativo link per effettuare l’iscrizione.

La presidente ha inoltre spiegato che il link è stato diffuso anche attraverso le associazioni coinvolte nel gruppo di coordinamento dell’iniziativa, così da ampliare le possibilità di partecipazione.

Un chiarimento è arrivato anche sulla presenza dei ragazzi del Servizio civile. Secondo quanto riferito da Trecroci, dei 20 partecipanti, sei appartenevano al Servizio civile, mentre gli altri ragazzi hanno aderito attraverso le modalità di partecipazione previste per l’iniziativa.

“Sei su venti erano del Servizio civile”, ha precisato la presidente, sottolineando che il progetto era stato esteso a tutti i ragazzi.

Il coinvolgimento delle associazioni e il progetto oltre Villa San Giovanni

Trecroci ha quindi voluto ringraziare le realtà associative che hanno contribuito alla realizzazione del Cantiere della Legalità, ricordando il ruolo della Consulta dei Giovani e delle associazioni che hanno partecipato sia al coordinamento sia alla gestione delle attività.

Tra le realtà citate figurano Rose Blu, Asprom, Lega Navale, Libera e Azione Cattolica.

La presidente ha evidenziato come l’esperienza non debba essere considerata un’iniziativa limitata esclusivamente ai giovani di Villa San Giovanni, ma come un percorso capace di mettere in rete ragazzi provenienti anche dai comuni vicini.

L’obiettivo, ha spiegato, è quello di costruire una rete sempre più ampia, coinvolgendo giovani di realtà come Reggio Calabria, Catona e San Roberto, oltre naturalmente ai ragazzi di Villa San Giovanni.

“Non intendiamo restringerlo soltanto ai ragazzi di Villa”, ha chiarito Trecroci, spiegando che il principio alla base del progetto è quello di mettere insieme i giovani e motivarli alla partecipazione.

Legalità, formazione e confronto sui temi del territorio

Nel suo intervento la presidente del Consiglio comunale ha sottolineato anche l’ampiezza dei temi affrontati durante il Cantiere della Legalità.

La riflessione, secondo Trecroci, non si è limitata alla realtà cittadina, ma ha coinvolto questioni riguardanti il territorio metropolitano, la Calabria, l’Italia e anche i conflitti internazionali.

Un’impostazione che, a suo giudizio, è stata particolarmente apprezzata dai ragazzi.

Trecroci ha ricordato anche l’intervento dell’ambasciatore Marco Carnelos, che avrebbe suscitato interesse tra i partecipanti, insieme agli altri momenti di confronto organizzati nell’ambito dell’iniziativa.

Il progetto, ha spiegato la presidente, non nasce quindi come una scuola di formazione politica orientata verso una specifica parte, ma come uno spazio di confronto e riflessione sui temi della legalità, della cittadinanza e della partecipazione.

Biblioteca comunale, Trecroci ricostruisce l’iter: “Abbiamo dovuto ricominciare da capo”

La parte più articolata della replica di Trecroci ha riguardato la biblioteca comunale, tema sul quale Pavone aveva evidenziato i ritardi accumulati dal 2022 e chiesto quando la struttura potrà finalmente essere riaperta.

La presidente ha innanzitutto non solo ricordato lo stanziamento di 30 mila euro inserito nel bilancio per il progetto della biblioteca, ma ha anche ricostruito una serie di problematiche che, secondo quanto riferito in aula, avrebbero modificato il percorso inizialmente previsto.

Il primo nodo avrebbe riguardato la precedente collocazione del patrimonio librario presso l’ex mattatoio.

Secondo Trecroci, quando l’amministrazione ha affrontato la questione, il patrimonio librario non si trovava in condizioni di sicurezza e la collocazione non era stata precedentemente sottoposta alle necessarie valutazioni di idoneità.

La biblioteca avrebbe quindi dovuto essere ripensata sotto il profilo logistico e amministrativo.

“Abbiamo dovuto ricominciare da capo”, ha spiegato la presidente, riferendosi al percorso seguito dall’amministrazione dopo le verifiche effettuate sulla precedente sede.

La nuova sede e il trasferimento del patrimonio librario

Individuata una nuova sede, precedentemente utilizzata dalla Polizia locale, l’amministrazione avrebbe dovuto procedere con una serie di passaggi per consentire il trasferimento degli uffici e successivamente quello del patrimonio librario.

Un’operazione che, secondo Trecroci, ha comportato tempi, costi e ulteriori adempimenti.

A ciò si sarebbero aggiunti i rapporti con la Soprintendenza, necessari per regolarizzare e mettere in sicurezza il patrimonio librario e la nuova sede.

La presidente ha quindi contestato l’idea che il patrimonio sia ancora abbandonato o conservato in condizioni non idonee.

Secondo quanto riferito durante la seduta, il patrimonio librario è oggi custodito nella nuova sede della biblioteca, in condizioni di sicurezza e non più esposto ai problemi di umidità che avevano caratterizzato la precedente sistemazione.

Biblioteca, lavori conclusi a febbraio 2026

Un passaggio importante della ricostruzione riguarda la tempistica più recente.

Trecroci ha precisato che i lavori di ristrutturazione della nuova sede della biblioteca si sono conclusi nel febbraio 2026.

Da quel momento è iniziata una nuova fase, caratterizzata dalle interlocuzioni con la Regione Calabria e dagli adempimenti necessari per arrivare alla riattivazione della struttura.

La presidente ha spiegato che non è sufficiente disporre dei locali ristrutturati per procedere immediatamente alla riapertura completa della biblioteca. È infatti necessario intervenire sul patrimonio librario, procedere alla sua riorganizzazione e completare una serie di attività tecniche e amministrative.

Il problema del software bibliotecario e della digitalizzazione

Tra gli aspetti tecnici evidenziati da Trecroci c’è anche quello relativo al software utilizzato per la gestione del patrimonio bibliotecario.

Secondo la ricostruzione fornita in Consiglio, la precedente gestione avrebbe utilizzato un software diverso da quello regionale. Si tratterebbe, nella prospettiva dell’amministrazione, di una soluzione considerata più avanzata, ma che oggi rende necessario un lavoro di trasferimento e adeguamento dei dati.

Il patrimonio deve quindi essere travasato nel sistema utilizzato nell’ambito del nuovo percorso, anche in considerazione della volontà di riattivare il collegamento con il Sistema bibliotecario dello Stretto.

“Ci sono diversi passaggi che occorre fare e non è semplice riattivare”, ha spiegato Trecroci.

La presidente ha sottolineato che si tratta di problematiche risolvibili, ma che richiedono tempo e personale specializzato.

Una riapertura graduale, a partire dalla sezione ragazzi

Proprio per evitare che le difficoltà legate alla completa riorganizzazione del patrimonio impediscano di riaprire la biblioteca per un periodo ancora più lungo, l’amministrazione avrebbe individuato una soluzione graduale.

Trecroci ha riferito di aver avviato interlocuzioni con la Regione per poter procedere all’apertura di una prima sezione della struttura.

In particolare, l’obiettivo indicato è quello di partire dalla sezione ragazzi, per la quale sarebbero già disponibili nuovo mobilio e un nuovo patrimonio librario, oltre a una dotazione digitale già acquistata.

La riapertura completa della biblioteca, invece, richiederà ulteriori passaggi per la ricostituzione delle varie sezioni e la sistemazione dell’intero patrimonio librario.

Trecroci: “Abbiamo cercato soluzioni di volta in volta”

Nella replica, la presidente del Consiglio comunale ha difeso quindi il percorso seguito dall’amministrazione, evidenziando come la riapertura della biblioteca sia stata condizionata da una serie di ostacoli che, secondo la sua ricostruzione, non erano immediatamente prevedibili.

L’obiettivo, ha ribadito, è stato quello di trovare soluzioni progressive senza attendere necessariamente la conclusione di tutti gli adempimenti necessari per la piena riattivazione della biblioteca.

“Abbiamo cercato delle soluzioni di volta in volta”, ha spiegato Trecroci, evidenziando la volontà di arrivare all’apertura nel più breve tempo possibile.

La presidente ha infine sottolineato che l’amministrazione sta lavorando per risolvere le questioni ancora aperte, dalla formazione del personale alla riorganizzazione del patrimonio librario, fino agli aspetti amministrativi e tecnologici.

La replica di Caterina Trecroci ha così fornito una diversa lettura rispetto alle critiche della minoranza, delineando per il Cantiere della Legalità un percorso di partecipazione più ampio di quello rilevato da Pavone e, per la biblioteca comunale, una sequenza di passaggi tecnici, amministrativi e organizzativi che, secondo la presidente del Consiglio, hanno contribuito a dilatare i tempi della riapertura.

Con i lavori conclusi nel febbraio 2026, il prossimo obiettivo indicato dall’amministrazione è ora quello di procedere con l’apertura della prima sezione e, successivamente, completare il percorso necessario per restituire alla città l’intera biblioteca.

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