Il Comitato Libera Concorrenza Regione Sicilia, presieduto da Francesco Caruso, ha inviato una segnalazione a tutti i deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana chiedendo una verifica sulle modalità di gestione dei servizi marittimi destinati alle isole minori siciliane.
Al centro dell’iniziativa ci sono gli attuali affidamenti, le condizioni economiche e amministrative relative alla nave “Costanza I di Sicilia” e la futura procedura di gara per garantire la continuità territoriale con le isole minori.
Secondo il Comitato, si tratta di un settore strategico caratterizzato dall’impiego di ingenti risorse pubbliche e sul quale sarebbe necessario garantire la massima trasparenza amministrativa, economica e concorrenziale.
La segnalazione, precisa il Comitato, non intende formulare accuse né anticipare giudizi di responsabilità, che spettano esclusivamente all’Autorità giudiziaria. Per tutte le persone e le società coinvolte in procedimenti non definitivamente conclusi viene inoltre ribadito il pieno rispetto della presunzione di innocenza.
La questione posta all’attenzione dell’ARS è quindi soprattutto di natura politica, amministrativa, economica e istituzionale: quali controlli sono stati effettuati dalla Regione sui soggetti ai quali vengono affidati servizi pubblici essenziali e beni appartenenti alla collettività?
Caronte & Tourist Isole Minori e Liberty Lines: il Comitato chiede verifiche
Nel documento inviato ai deputati regionali, il Comitato Libera Concorrenza Regione Sicilia richiama l’attenzione sulla documentazione societaria e sui bilanci degli operatori interessati, che saranno allegati alla segnalazione.
Per quanto riguarda Liberty Lines S.p.A., il Comitato chiede all’ARS di esaminare le vicende giudiziarie e i procedimenti che risultano indicati dalla stessa società nella propria documentazione di bilancio.
Analoghe verifiche vengono richieste per Caronte & Tourist Isole Minori S.p.A., con riferimento ai procedimenti giudiziari, ai provvedimenti patrimoniali e agli ulteriori elementi riportati nella documentazione ufficiale.
Il Comitato sottolinea ancora una volta che la presenza di un procedimento giudiziario non equivale a una responsabilità penale accertata.
La richiesta rivolta alla Regione è invece quella di chiarire se tali circostanze fossero conosciute dagli uffici regionali, se siano state valutate nell’ambito degli affidamenti dei servizi pubblici e quali controlli siano stati concretamente eseguiti.
La posizione di Calogero Famiani
Un ulteriore capitolo della segnalazione riguarda la posizione di Calogero Famiani, in relazione a un procedimento giudiziario per corruzione individuato dal Comitato e riferibile al periodo nel quale avrebbe ricoperto incarichi nell’ambito del gruppo Caronte & Tourist.
Anche in questo caso il Comitato precisa nella relazione che ogni valutazione deve essere effettuata esclusivamente sulla base dell’effettivo stato del procedimento e nel rispetto della presunzione di innocenza.
La richiesta rivolta ai deputati regionali è quella di verificare se la circostanza fosse conosciuta dagli uffici regionali e se fosse stata presa in considerazione nei rapporti con le società interessate.
Nella documentazione definitiva, il Comitato dichiara di voler indicare puntualmente l’Autorità giudiziaria competente, il procedimento, le contestazioni, lo stato processuale e gli atti disponibili, evitando qualsiasi qualificazione che non trovi riscontro nella documentazione ufficiale.
Il caso della “Costanza I di Sicilia”
Particolare attenzione viene dedicata alla nave “Costanza I di Sicilia”, che il Comitato considera meritevole di un approfondimento autonomo.
Secondo quanto riportato nella segnalazione, la nave sarebbe stata realizzata attraverso ingenti risorse pubbliche della Regione Siciliana e successivamente destinata ai servizi marittimi esercitati da Caronte & Tourist Isole Minori.
Il Comitato richiama inoltre il coinvolgimento, nella fase progettuale della nave, dell’ingegnere Vincenzo Franza, indicato all’epoca come amministratore delegato di Caronte & Tourist Isole Minori.
Per il Comitato, la successione di questi elementi non costituisce di per sé la prova di alcuna irregolarità. Tuttavia, viene ritenuto necessario chiarire come sia stata organizzata la procedura che ha portato alla realizzazione della nave con risorse pubbliche e alla sua successiva utilizzazione da parte di una società appartenente al medesimo gruppo imprenditoriale.
Da qui la richiesta all’ARS di acquisire e rendere conoscibili diversi elementi.
In particolare, il Comitato chiede di conoscere:
- quale procedura sia stata utilizzata per individuare l’operatore;
- se altri armatori abbiano avuto concretamente la possibilità di concorrere;
- quale sia il titolo giuridico attraverso il quale la nave è stata messa a disposizione;
- quale sia il corrispettivo effettivamente riconosciuto alla Regione;
- quale sia la durata dell’affidamento;
- chi sostenga i costi di manutenzione, assicurazione e le ulteriori spese;
- quale valore economico sia stato attribuito all’utilizzo della nave;
- quali valutazioni di convenienza economica siano state effettuate dalla Regione.
Il Comitato ritiene che, qualora venisse confermato l’utilizzo di un bene pubblico di rilevante valore senza un corrispettivo economicamente proporzionato, sarebbe necessario un approfondimento sotto il profilo politico, amministrativo e contabile.
“Stesse regole per tutti gli imprenditori siciliani”
Uno dei passaggi centrali della segnalazione riguarda il principio di concorrenza.
Il Comitato sostiene che migliaia di imprenditori siciliani investono ogni giorno risorse proprie per acquistare mezzi, macchinari, immobili, navi e attrezzature, sostenendo costi finanziari, personale e rischio d’impresa.
Da qui la richiesta che eventuali condizioni particolarmente favorevoli nell’utilizzo di beni pubblici siano sottoposte a verifiche rigorose e, soprattutto, che venga garantita una reale possibilità di competizione tra gli operatori economici.
“Non vogliamo privilegi per nessuno. Vogliamo che le stesse regole valgano per tutti”, è la posizione espressa dal Comitato.
La segnalazione richiama inoltre l’attenzione sulla situazione economico-finanziaria degli operatori. Qualora dalla documentazione emergano perdite significative o altri elementi rilevanti, viene chiesto alla Regione di chiarire quali verifiche siano state effettuate sulla solidità economica delle società e sulla loro capacità di assumere gli obblighi connessi all’utilizzo di un patrimonio regionale di particolare importanza.
Il Comitato precisa, anche su questo punto, che una perdita di bilancio non determina automaticamente l’inidoneità di un’impresa. La richiesta è che siano resi pubblici i criteri attraverso i quali la Regione ha valutato l’idoneità degli operatori.
La futura gara per la continuità territoriale
L’altra grande questione sollevata riguarda la futura gara per i servizi marittimi destinati alle isole minori.
Il Comitato manifesta preoccupazione per l’ipotesi di una gara unica di dimensioni economiche e operative molto rilevanti, ritenendo che una procedura di questo tipo potrebbe ridurre la platea dei potenziali concorrenti.
Secondo la segnalazione, requisiti economici, finanziari e tecnici particolarmente elevati potrebbero risultare accessibili soprattutto ai grandi operatori già presenti sul mercato, con il rischio di consolidare l’attuale struttura del settore.
Il Comitato chiede pertanto all’ARS di verificare, prima della pubblicazione della gara, la possibilità di suddividere i servizi in lotti realmente contendibili, anche attraverso una distinzione territoriale e per tipologia di servizio.
L’obiettivo indicato è quello di favorire l’ingresso di nuovi operatori e impedire che la necessità di garantire la continuità territoriale possa tradursi, secondo il Comitato, in una barriera alla concorrenza.
Le dieci richieste ai deputati dell’ARS
La segnalazione si conclude con dieci richieste rivolte ai 70 deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana, indipendentemente dalla loro appartenenza politica.
Il Comitato chiede di ottenere dal Governo regionale:
- l’elenco completo dei controlli effettuati sugli attuali affidatari dei servizi marittimi;
- la verifica delle circostanze giudiziarie risultanti dai bilanci e dagli atti ufficiali allegati;
- l’acquisizione integrale del contratto relativo alla “Costanza di Sicilia”;
- la conoscenza del corrispettivo, della durata e delle condizioni economiche relative all’utilizzo della nave;
- la ricostruzione della fase progettuale della “Costanza di Sicilia” e dei soggetti che vi hanno partecipato;
- l’indicazione della procedura attraverso la quale è stato individuato l’attuale utilizzatore;
- la verifica della situazione economico-finanziaria dell’operatore e delle valutazioni effettuate dalla Regione;
- la motivazione della scelta della futura gara unica e uno studio sul suo possibile impatto sulla concorrenza;
- la valutazione di una suddivisione in più lotti in grado di favorire l’ingresso di nuovi operatori;
- la massima pubblicità di contratti, controlli, penali, corrispettivi e risorse pubbliche impiegate nei servizi per le isole minori.
“Non è una questione di maggioranza o opposizione”
La scelta di rivolgere la segnalazione a tutti i deputati dell’ARS viene motivata dal Comitato con la volontà di mantenere la questione al di fuori dello scontro tra maggioranza e opposizione.
“Non chiediamo a nessuno di condividere preventivamente le nostre valutazioni. Chiediamo che leggiate i documenti”, afferma il Comitato.
L’appello è quindi rivolto all’intera Assemblea affinché maggioranza e opposizione esercitino le proprie prerogative di controllo e il Governo regionale fornisca risposte pubbliche, documentate e verificabili.
Il Comitato Libera Concorrenza Regione Sicilia annuncia infine che continuerà l’iniziativa nelle forme consentite dalla legge, informando l’opinione pubblica sugli atti acquisiti e sulle risposte che arriveranno dalle istituzioni.
La posizione finale viene sintetizzata in quattro parole chiave: trasparenza, controlli, libera concorrenza e tutela del patrimonio pubblico.
La richiesta, firmata da Francesco Caruso, presidente del Comitato Libera Concorrenza Regione Sicilia, è dunque quella di fare piena luce sulle modalità con cui vengono gestiti i servizi marittimi per le isole minori e sulle condizioni alle quali vengono utilizzate le risorse e il patrimonio della Regione Siciliana.

















