Traghetti, la denuncia di CONF.I.A.L.: «La bozza della convenzione Aricò è un bluff che paga il lavoro»

Il sindacato dei marittimi contesta l’aumento del 18% dei biglietti e il passaggio da quattro a tre navi per Pantelleria e Pelagie. Chiesta la pubblicazione delle bozze di maggio e settembre e un tavolo sul futuro occupazionale
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PALERMO– «Basta prese in giro». È durissimo il tono di CONF.I.A.L. – Settore Marittimi sulla vicenda della nuova convenzione relativa ai servizi Siremar e sul passaggio dei collegamenti alla Regione Siciliana previsto dal 10 ottobre 2027.

Al centro della contestazione del sindacato ci sono la gestione della convenzione, le condizioni economiche dei servizi marittimi, l’ipotesi di aumento delle tariffe e il possibile ridimensionamento della flotta destinata ai collegamenti con le isole minori.

Secondo CONF.I.A.L., «sulla pelle dei marittimi e dei residenti delle isole minori si sta giocando una partita al buio». Il sindacato mette a confronto quanto sostenuto dalla Giunta Schifani-Aricò con quanto dichiarato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in audizione alla Camera.

Da un lato, la Giunta Schifani-Aricò, attraverso la delibera n. 324 dell’11 agosto, sostiene di aver chiuso la bozza della convenzione con il MIT per il passaggio dei servizi Siremar dal 10 ottobre 2027. Dall’altro, ricorda CONF.I.A.L., il MIT, durante l’audizione alla Camera del 23 settembre, avrebbe dichiarato che la Sicilia è in una situazione di stallo e che non avrebbe risposto da dieci giorni alla nuova bozza della convenzione.

«Chi mente?», domanda il sindacato, sottolineando quella che considera una contraddizione tra le due versioni.

Aumenti dei biglietti e riduzione delle navi

Nel mirino di CONF.I.A.L. c’è anche la nuova bozza della convenzione, nella quale, secondo il sindacato, sarebbero previsti un aumento del 18% dei biglietti per i collegamenti con Egadi, Eolie, Pelagie, Pantelleria e Ustica e il taglio da quattro a tre navi per Pantelleria e per le Pelagie.

Una riduzione della flotta che, sottolinea CONF.I.A.L., sarebbe stata ammessa anche dal vicepresidente di SNS, Vincenzo Franza, nel corso di un’audizione.

Per il sindacato, il quadro sarebbe quindi preciso: «Si fa cassa con l’aumento dei biglietti e si taglia una nave, cioè si tagliano posti di lavoro, sicurezza e diritti».

Il tutto, prosegue CONF.I.A.L., avverrebbe «con la scusa dei 55 milioni di contributo contro 75–80 milioni di costi e un gasolio a 1.300 euro la tonnellata».

Il nodo delle linee e delle competenze

Il sindacato solleva inoltre un’altra questione, relativa al perimetro dei collegamenti che dovrebbero rimanere in capo allo Stato.

CONF.I.A.L. evidenzia infatti una differenza tra quanto riportato nella delibera di Aricò e quanto dichiarato dal MIT in audizione.

«Aricò, nella sua delibera, scrive che restano allo Stato la linea di Ustica e le Eolie da Napoli. Il MIT, in audizione, afferma invece che restano allo Stato la linea di Ustica e la linea di Pantelleria».

Una divergenza che, secondo il sindacato, assume particolare rilevanza considerando la natura dei collegamenti: «Ustica da Palermo e Pantelleria da Trapani sono collegamenti regionali; Napoli–Eolie è interregionale».

Da qui la contestazione: «Nemmeno sul perimetro delle linee riescono a mettersi d’accordo».

Le richieste di CONF.I.A.L.

CONF.I.A.L. – Settore Marittimi ribadisce quindi la propria posizione e mette nero su bianco una serie di richieste.

Il sindacato dice no al passaggio da quattro a tre navi per Pantelleria e Pelagie, sostenendo che «ogni nave in meno significa un equipaggio a casa».

Dice inoltre no all’aumento del 18%, definito come un incremento «scaricato su lavoratori pendolari e isolani».

Tra le richieste c’è poi la pubblicazione immediata delle due bozze della convenzione, quella di maggio e quella di settembre, per consentire di verificare le differenze tra i due documenti.

CONF.I.A.L. chiede inoltre di «sapere dove sono i 2,7 milioni di copertura aggiuntiva» e pretende «un tavolo vero sul futuro occupazionale, non una trattativa segreta tra Aricò e Roma».

La conclusione del comunicato è un avvertimento rivolto alla Regione e alle istituzioni coinvolte nella trattativa: «Se pensano di chiudere la bozza della convenzione sulla testa dei marittimi, ci troveranno davanti a tutti i porti».

Il comunicato è firmato dal Responsabile Relazioni Sindacali Marittimi Sicilia di CONF.I.A.L. – Settore Marittimi, Segreteria Napoli-Palermo.

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