Il futuro dei collegamenti marittimi tra la Sicilia e le isole minori torna al centro del dibattito istituzionale. Due recenti interventi delle autorità nazionali, infatti, riaccendono l’attenzione sulla gestione di un servizio essenziale che ogni anno assorbe oltre 123 milioni di euro di risorse pubbliche.
Da una parte, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato la pratica S5474 per verificare eventuali criticità sotto il profilo della concorrenza. Dall’altra, la XII Relazione dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) richiama la Regione Siciliana a una maggiore trasparenza nella gestione dei servizi e all’organizzazione di una gara unica per l’affidamento dei collegamenti marittimi.
Oltre 1,4 miliardi di euro in dodici anni
Secondo i dati illustrati da Italia Viva CasaRiformista Sicilia, il costo complessivo dei servizi marittimi destinati alle isole minori raggiunge 123,7 milioni di euro ogni anno.
Nel dettaglio:
- 55,7 milioni di euro provengono dallo Stato per i servizi di continuità territoriale (OSP);
- 68 milioni di euro sono finanziati dalla Regione Siciliana per traghetti Ro-Ro, mezzi veloci e altri servizi.
Una spesa che, nell’arco di dodici anni, supera 1,4 miliardi di euro, mentre cittadini e imprese continuano a fare i conti con ritardi, avarie, corse cancellate e numerosi disservizi.
Le richieste di AGCM e ART
L’istruttoria avviata dall’AGCM punta ad accertare eventuali limitazioni della concorrenza nel mercato dei collegamenti marittimi, favorendo un modello aperto alla partecipazione di più operatori.
Parallelamente, l’ART evidenzia la necessità di aumentare la trasparenza del sistema, contestando la mancata trasmissione di dati fondamentali e chiedendo la pubblicazione di informazioni relative a corse effettuate, ritardi, avarie, soppressioni e costi del servizio.
L’Autorità propone inoltre l’avvio, dal 2027, di una gara unica della durata di nove anni, con l’obiettivo di eliminare le sovrapposizioni tra servizi finanziati dallo Stato e quelli sostenuti dalla Regione.
La proposta di Italia Viva CasaRiformista Sicilia
Per il Dipartimento Trasporti di Italia Viva CasaRiformista Sicilia, il principio della gara unica rappresenta un passo avanti, ma deve essere accompagnato da una progettazione che tenga conto delle caratteristiche dei diversi arcipelaghi siciliani.
“Con oltre 1,4 miliardi di euro investiti in dodici anni – afferma Pino Prestigiacomo, responsabile Trasporti di Italia Viva CasaRiformista Sicilia – i cittadini hanno diritto a un servizio efficiente, affidabile e trasparente.”
Secondo Prestigiacomo, la Sicilia non può essere trattata come un unico bacino marittimo.
“Le esigenze delle Egadi non sono quelle delle Eolie, così come Pantelleria, Ustica e Pelagie presentano caratteristiche completamente differenti per infrastrutture portuali, tipologia delle navi e flussi stagionali. La gara unica deve quindi essere articolata in lotti distinti per arcipelago.”
Le quattro richieste avanzate da Italia Viva
Il movimento individua quattro interventi prioritari:
- pubblicazione online dei dati relativi a corse, ritardi, avarie, cancellazioni e costi;
- applicazione di penali realmente efficaci per ogni disservizio;
- gara unica regionale dal 2027 aperta alla partecipazione di più operatori economici;
- suddivisione dell’appalto in lotti distinti per ciascun arcipelago, così da garantire una gestione più efficiente e competitiva.
“Più concorrenza senza penalizzare le specificità delle isole”
Per Italia Viva CasaRiformista Sicilia, una riforma del sistema deve coniugare concorrenza, qualità del servizio e valorizzazione delle peculiarità territoriali.
“Gara unica – conclude Prestigiacomo – non significa uniformare realtà profondamente diverse. Significa ridurre la burocrazia, favorire la concorrenza e costruire un sistema che rispetti le esigenze delle quattordici isole minori siciliane. Solo attraverso una suddivisione per arcipelaghi sarà possibile migliorare il servizio e garantire ai cittadini collegamenti finalmente efficienti.”

















