Palermo – «Navi nuove e diritti vecchi. Basta sfruttare i marittimi». È il titolo del nuovo comunicato della Con.F.I.A.L. – Settore Marittimi, che denuncia la situazione gravissima che si starebbe consumando a bordo delle navi impiegate per la continuità territoriale con le isole minori.
Secondo il sindacato, nelle ultime settimane sarebbero arrivate «decine di segnalazioni» da parte dei lavoratori. Al centro delle denunce ci sarebbero soprattutto organici ritenuti insufficienti, mancati periodi di riposo, richiami anticipati in servizio, pressioni sul personale e presunte violazioni delle disposizioni contrattuali.
La Con.F.I.A.L. sostiene che la carenza di personale stia determinando un forte aggravio dei carichi di lavoro per i marittimi, con possibili ripercussioni anche sulla sicurezza della navigazione.
Richiami dopo pochi giorni e riposi non completati
Tra le situazioni segnalate dal sindacato figurano lavoratori richiamati in servizio appena due giorni dopo lo sbarco, telefonate e sollecitazioni ricevute durante periodi di malattia certificata e rientri anticipati prima del completamento dei 10 giorni di riposo previsti.
La denuncia riguarda anche il personale in continuità del rapporto di lavoro, che secondo la Con.F.I.A.L. sarebbe stato richiamato prima della fruizione delle ferie spettanti.
Il sindacato segnala inoltre il caso di marittimi che, dopo brevi periodi di licenza, si ritroverebbero immediatamente assegnati a turni particolarmente gravosi.
«Tali pratiche – sostiene la Con.F.I.A.L. – contrastano con le disposizioni del CCNL Marittimi e con la normativa europea in materia di orari di lavoro e periodi minimi di riposo dei marittimi».
Organici insufficienti: «Una contraddizione incomprensibile»
Altro punto contestato riguarda la gestione degli organici. Secondo il sindacato, durante le fasi di assunzione verrebbe talvolta prospettata una situazione di «esubero», mentre a bordo delle navi si registrerebbe, al contrario, la mancanza di personale ritenuto necessario.
La Con.F.I.A.L. denuncia inoltre criteri di assegnazione dei turni che, a suo giudizio, non valorizzerebbero adeguatamente anzianità e professionalità.
In particolare, il sindacato sostiene che i turni generali vengano assegnati sistematicamente ai lavoratori più anziani in virtù del grado, mentre marittimi con anni di servizio rimarrebbero confinati a turni stagionali e discontinui.
Da qui la richiesta di una turnazione trasparente, fondata su criteri oggettivi e verificabili.
Sicurezza delle navi e stanchezza degli equipaggi
La questione del personale assume, secondo la Con.F.I.A.L., una particolare rilevanza sotto il profilo della sicurezza.
«Una nave nuova non può essere condotta in sicurezza con equipaggi ridotti all’osso», afferma il sindacato, che mette in relazione la carenza di personale con l’accumulo di stanchezza, gli straordinari e il mancato rispetto dei tempi di riposo.
Secondo la denuncia, le conseguenze potrebbero riguardare non soltanto la salute e la sicurezza dei lavoratori, ma anche la sicurezza della navigazione e l’incolumità dei passeggeri.
La Con.F.I.A.L. richiama quindi il quadro normativo che stabilisce limiti alle ore di lavoro e periodi minimi di riposo per il personale marittimo, sottolineando come tali disposizioni abbiano una funzione essenziale nella prevenzione dei rischi a bordo.
Il nodo del passaggio da TG a TP
Uno dei punti centrali del comunicato riguarda il presunto mancato passaggio dal Turno Generale (TG) al Turno Particolare (TP).
La Con.F.I.A.L. richiama l’articolo 6 del CCNL Federarmatori, sostenendo che, dopo 90 giorni di navigazione negli ultimi 18 mesi con lo stesso armatore, il marittimo maturerebbe il diritto al passaggio al Turno Particolare.
Secondo il sindacato, il TP garantirebbe al lavoratore specifiche tutele, tra cui il diritto di precedenza al reimbarco, maggiore continuità occupazionale e indennizzi in caso di ritardo nella chiamata.
La denuncia riguarda in particolare Caronte & Tourist. La Con.F.I.A.L. sostiene che la società utilizzerebbe personale che avrebbe già maturato i requisiti previsti, mantenendolo tuttavia nel Turno Generale.
Il sindacato parla di una possibile «elusione contrattuale», sostenendo che ai lavoratori verrebbe richiesta una disponibilità tipica del TP senza il contestuale riconoscimento delle relative tutele.
Si tratta, naturalmente, di contestazioni e accuse formulate dalla rappresentanza sindacale, che dovranno essere verificate nelle sedi competenti e rispetto alle quali la società interessata potrà fornire le proprie eventuali controdeduzioni.
Le richieste alla Regione, al Ministero e alle società di navigazione
La Con.F.I.A.L. Settore Marittimi chiede interventi immediati alle istituzioni e alle società concessionarie dei servizi di navigazione.
In particolare, il sindacato sollecita:
- Verifiche immediate da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e delle Capitanerie di Porto sugli organici, sulle turnazioni e sul rispetto dei tempi di riposo.
- Stop ai richiami in servizio durante malattia, ferie e periodi di riposo contrattualmente previsti.
- Assunzioni straordinarie per garantire adeguati cambi di equipaggio, il rispetto dei riposi e la piena applicazione del CCNL.
- Turnazioni trasparenti, basate su criteri oggettivi di anzianità, professionalità e necessità di servizio, con pubblicazione dei criteri adottati.
- Applicazione dell’articolo 6 del CCNL Federarmatori, con il passaggio al Turno Particolare del personale che, secondo il sindacato, ne avrebbe maturato i requisiti.
«Non si può fare cassa sulla pelle di chi lavora in mare»
La protesta della Con.F.I.A.L. arriva mentre il tema della continuità territoriale con le isole minori resta strettamente legato alla qualità e alla sicurezza dei servizi di collegamento.
Nel comunicato, il sindacato contesta l’idea che gli investimenti sulle nuove navi possano essere accompagnati da condizioni di lavoro che, secondo la denuncia, comprimerebbero diritti e tutele degli equipaggi.
«Non è accettabile parlare di continuità territoriale e di investimenti da 143 milioni, per poi fare cassa sulla pelle di chi lavora in mare», afferma la Con.F.I.A.L.
La conclusione del documento è netta: «La nave la mandano avanti i marittimi. Se li massacri, prima o poi la nave si ferma».
Ora il sindacato chiede che le denunce vengano sottoposte alle verifiche degli organismi competenti, con particolare attenzione a organici, turnazioni, riposi, ferie, malattia e applicazione del contratto collettivo.

















