Lampedusa – L’ormeggio della Costanza di Sicilia al molo di Cala Pisana torna al centro del dibattito sull’organizzazione dei collegamenti marittimi con Lampedusa e le isole Pelagie.
A intervenire è Francesco Caruso, presidente del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Regione Sicilia, che chiede chiarimenti sulle ragioni che hanno portato a utilizzare Cala Pisana anziché la banchina del porto commerciale di Lampedusa.
«Oggi, 17 agosto, abbiamo assistito all’ormeggio della Costanza di Sicilia al molo di Cala Pisana – afferma Caruso –. Le immagini parlano da sole: il molo presenta evidenti segni di degrado e corrosione e, secondo il nostro punto di vista, non appare strutturalmente concepito per diventare uno scalo commerciale continuativo destinato a una nave delle dimensioni della Costanza di Sicilia».
Cala Pisana utilizzata in via temporanea
Secondo il Comitato, un ulteriore elemento da chiarire riguarda la natura dell’utilizzo dell’approdo di Cala Pisana. L’ormeggio, infatti, sarebbe stato autorizzato in via temporanea attraverso un’apposita ordinanza.
Da qui la domanda posta dal presidente del Comitato: perché la Costanza di Sicilia non è stata ormeggiata nel porto commerciale di Lampedusa?
«Perché la Regione Siciliana non spiega pubblicamente quali siano le ragioni che hanno reso necessario utilizzare Cala Pisana?», domanda Caruso, chiedendo che vengano rese note le valutazioni tecniche alla base della scelta.
Sicurezza e condizioni meteomarine nel periodo invernale
Il Comitato pone inoltre l’attenzione sulle condizioni operative che potrebbero verificarsi durante i mesi invernali, quando vento, mare formato e condizioni meteomarine più difficili possono rendere le operazioni portuali maggiormente complesse.
«Oggi abbiamo assistito alla manovra con condizioni meteomarine favorevoli – sottolinea Caruso –. Ma cosa accadrà nel periodo invernale, con vento, mare formato e condizioni operative decisamente più difficili, quando una nave di queste dimensioni dovrà utilizzare un approdo così vicino alla costa rocciosa e con spazi di manovra limitati?».
Secondo il Comitato, il tema non dovrebbe essere affrontato soltanto facendo riferimento all’idoneità della nave, ma considerando il rapporto tra le caratteristiche dell’unità navale e quelle degli approdi destinati a ospitarla.
«Servono valutazioni tecniche e trasparenza»
La richiesta del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Regione Sicilia è quindi quella di conoscere nel dettaglio le valutazioni effettuate prima dell’utilizzo di Cala Pisana.
«Noi chiediamo chiarezza, trasparenza e risposte tecniche – dichiara il presidente Francesco Caruso –. La questione non può essere liquidata continuando semplicemente a sostenere che la nave sia idonea. L’idoneità di una nave deve essere dimostrata nella realtà operativa, tenendo conto dei porti, dei fondali, degli spazi di manovra e delle condizioni meteomarine che caratterizzano le isole durante tutto l’anno».
Il nodo della progettazione della nave
Nel comunicato, il Comitato solleva anche una questione più generale relativa alla progettazione delle navi destinate a garantire i collegamenti con le isole minori.
«Per il futuro chiediamo una cosa molto semplice: le navi destinate a Lampedusa e alle Pelagie devono essere progettate partendo dalle reali esigenze dell’isola e dalle caratteristiche dei suoi approdi, non adattando successivamente gli approdi a una nave sovradimensionata», sostiene Caruso.
Una posizione che, secondo il Comitato, nasce dalla necessità di garantire collegamenti marittimi efficienti e compatibili con le caratteristiche infrastrutturali delle isole.
«La Costanza di Sicilia non appare adeguata al fabbisogno operativo»
Il Comitato conferma quindi la propria posizione critica nei confronti dell’impiego della Costanza di Sicilia sulle rotte delle Pelagie.
«La nostra posizione rimane chiara: la Costanza di Sicilia, per dimensioni e caratteristiche, non appare adeguata al fabbisogno operativo di Lampedusa e delle Pelagie», afferma Francesco Caruso.
Il presidente del Comitato conclude chiedendo risposte precise alle istituzioni competenti: «Vogliamo sapere perché non è stata utilizzata normalmente la banchina del porto commerciale. Vogliamo sapere quali valutazioni tecniche sono state effettuate. E vogliamo sapere come si pensa di gestire questa nave quando arriverà l’inverno».

















