Un esposto formale è stato presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina in merito alla gestione dell’approdo di Tremestieri, infrastruttura chiave per il traffico pesante nello Stretto. A firmarlo è Francesco Caruso, in qualità di rappresentante del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza – Stretto di Messina.
Nel documento si chiede di verificare concessioni demaniali, affidamenti, obblighi di manutenzione e dragaggio, nonché eventuali criticità nella gestione operativa e nei flussi informativi all’interno dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto.
Un nodo cruciale per la viabilità cittadina
L’approdo di Tremestieri nasce con una funzione precisa: decongestionare il centro urbano di Messina dal traffico pesante diretto o proveniente dalla Calabria. L’obbligo per i mezzi superiori a 3,5 tonnellate di utilizzare lo scalo a sud della città è stato ribadito con l’Ordinanza n. 488/2013 del Comune di Messina.
Quando Tremestieri è parzialmente inagibile o soggetto a limitazioni operative, il traffico torna a riversarsi sul porto storico e sulla rada San Francesco, con attraversamento del centro cittadino. Le conseguenze, secondo il Comitato, sono evidenti: aumento dei tempi di attesa, maggiori costi per gli autotrasportatori, criticità per la sicurezza stradale e impatto ambientale.
Concessioni e assetti societari: i punti da chiarire
Uno dei focus dell’esposto riguarda la continuità dei soggetti presenti nella gestione delle aree e dei servizi connessi allo scalo.
Tra le società richiamate figurano:
- Caronte & Tourist S.p.A.
- Comet Maritime Terminals S.r.l.
Secondo quanto riportato nell’esposto, sarebbe necessario verificare in modo puntuale:
- i titoli concessori in essere;
- gli atti di gara e le modalità di affidamento;
- l’eventuale continuità sostanziale tra precedenti e attuali gestori;
- i possibili riflessi sul piano della concorrenza.
In particolare, viene richiamato un trasferimento di attività tra la precedente Comet Compagnia Mediazioni Trasporti S.r.l. e l’attuale Comet Maritime Terminals S.r.l., con richiesta di accertare la natura giuridica dell’operazione (cessione di ramo d’azienda, subentro in concessione o altro titolo) e i relativi effetti sugli obblighi demaniali.
Insabbiamento e dragaggi: emergenza o fenomeno strutturale?
Altro capitolo centrale è quello relativo all’insabbiamento del bacino portuale. Una relazione tecnica allegata all’esposto indicherebbe un trasporto solido medio annuo significativo, con necessità di interventi periodici di mantenimento dei fondali.
In assenza di dragaggi programmati e tempestivi, la profondità operativa si ridurrebbe rapidamente, determinando:
- restringimento dell’imboccatura;
- alternanza obbligata tra ingresso e uscita dei traghetti;
- prescrizioni operative più stringenti;
- rallentamenti e riduzioni di capacità dello scalo.
Un intervento di dragaggio citato nella documentazione parla di circa 14.000 metri cubi di sabbia rimossi in un’unica operazione. L’esposto chiede di chiarire:
- chi sostiene i costi degli interventi;
- con quali procedure vengono affidati i lavori;
- se gli obblighi manutentivi siano stati correttamente adempiuti;
- se gli interventi siano programmati o gestiti in regime emergenziale.
Cantiere e gestione operativa: il “botta e risposta”
La documentazione richiama anche un confronto pubblico tra l’impresa appaltatrice dei lavori di ampliamento e il concessionario dello scalo, riportato da organi di stampa locali.
Al centro della questione: interferenze tra attività di cantiere e traffico dei traghetti, regolazione dei flussi e sicurezza operativa. L’esposto chiede di accertare:
- chi abbia la competenza a disciplinare le interferenze tra lavori e servizio commerciale;
- se vi siano stati ritardi imputabili a scelte gestionali;
- se l’interesse pubblico alla continuità del servizio sia stato adeguatamente tutelato.
Organismo di partenariato e parità informativa
Un ulteriore profilo riguarda l’Organismo di partenariato della risorsa mare attivo presso l’Autorità portuale. Dal verbale di una seduta del 19 dicembre 2025 emergerebbe una discussione specifica sul “Nuovo porto di Tremestieri”.
Il Comitato solleva una questione di metodo: se i soggetti che partecipano stabilmente a tali organismi – armatori, operatori portuali, rappresentanti di categoria – possano beneficiare di un vantaggio informativo rispetto ad altri operatori non presenti, con possibili ricadute sulle future procedure di gara.
Viene quindi chiesto di verificare:
- quale livello di dettaglio informativo venga condiviso;
- se tali informazioni siano rese pubbliche con pari tempestività;
- se vi sia un rischio di alterazione della parità di condizioni tra operatori economici.
Gare e concorrenza: il tema dell’avvalimento
Tra i profili più delicati indicati nell’esposto c’è quello delle procedure di gara degli ultimi anni. In particolare, si chiede di accertare se:
- vi sia stata reale pluralità di concorrenti;
- i requisiti tecnici ed economici siano stati proporzionati;
- siano stati previsti strumenti come l’avvalimento o altre forme di partecipazione che favoriscano l’apertura del mercato.
Secondo il Comitato, l’eventuale assenza sistematica di tali strumenti potrebbe aver ristretto nel tempo la platea dei partecipanti, consolidando la presenza dei medesimi soggetti.
La richiesta alla Procura di Messina
Nel documento conclusivo si chiede alla Procura di disporre accertamenti su:
- regolarità e trasparenza delle concessioni demaniali;
- corretto assetto degli obblighi di manutenzione e dragaggio;
- tutela della continuità del servizio pubblico;
- effettiva parità di condizioni tra operatori;
- eventuali profili di rilievo penale o contabile.
L’approdo di Tremestieri rappresenta un’infrastruttura strategica non solo per il sistema portuale dello Stretto, ma anche per l’equilibrio urbano di Messina. Gli accertamenti richiesti puntano a fare chiarezza su gestione, concorrenza e interesse pubblico in un settore che incide quotidianamente su economia, mobilità e qualità della vita cittadina.

















