Stretto di Messina – «Con Cannizzaro arriva il cambiamento, ma la strada è tutta in salita». È questo il messaggio lanciato dal Comitato Pendolari dello Stretto in un comunicato stampa che accoglie positivamente l’iniziativa congiunta dei sindaci di Reggio Calabria e Messina, pur evidenziando le criticità strutturali che continuano a penalizzare i collegamenti tra le due sponde.
Nella splendida cornice dello Stretto, secondo il Comitato, un particolare è sfuggito a molti, ma non a chi lo Stretto lo vive quotidianamente: la giunta congiunta si è riunita a bordo dell’unica nave interamente privata che solca lo Stretto per il trasporto civile. Si tratta della rotta Villa San Giovanni–Rada San Francesco, operata da Caronte & Tourist, che nei fatti trasporta la quasi totalità delle circa due milioni di auto che transitano annualmente tra le due città.
Al sindaco Cannizzaro va il plauso del Comitato, che riconosce nell’azione intrapresa un segnale concreto di cambiamento. Tuttavia, i pendolari ritengono necessario richiamare l’attenzione su quello che definiscono il vero «elefante nella stanza» del sistema dei trasporti dello Stretto: il sottoutilizzo delle rotte e la progressiva riduzione delle alternative di collegamento tra Reggio Calabria e Messina.
Ben vengano, dunque, le iniziative culturali congiunte e il ripristino del pontile dell’aeroporto, potenziale fermata per una futura Metropolitana dello Stretto sul modello di Venezia.
Oggi, però, l’area dello Stretto risulta, nei fatti, «disintegrata» sotto il profilo dei collegamenti e della mobilità. Il Comitato individua quattro criticità principali.
1. La mancanza del servizio Bluferries al porto storico di Messina
La cessazione del servizio Bluferries, anche e soprattutto per i passeggeri a piedi, sulla tratta da Villa San Giovanni al porto storico di Messina rappresenta, secondo il Comitato, una delle criticità più rilevanti.
Si trattava di un servizio fondamentale che, fino a qualche anno fa, collegava realmente Villa San Giovanni con il centro di Messina, garantendo una connessione attiva nell’arco delle 24 ore, con caratteristiche di efficienza e costi contenuti, grazie alla sua natura parastatale.
La soppressione di questo collegamento ha ridotto le alternative a disposizione dei pendolari, incidendo sull’accessibilità diretta al centro cittadino e sull’organizzazione complessiva della mobilità tra le due sponde.
2. Il divieto di imbarco delle auto da Reggio Calabria sui mezzi Meridiano Lines
Un’altra criticità riguarda il blocco del trasporto delle auto private dal porto di Reggio Calabria sui mezzi di Meridiano Lines.
Secondo il Comitato, si è trattato di una scelta mai condivisa con l’utenza, che ha arrecato un danno agli utenti reggini e contribuito ad aumentare i costi del traghettamento per tutti, concentrando inevitabilmente il traffico veicolare sui mezzi di Caronte & Tourist.
La progressiva riduzione delle alternative, sottolineano i pendolari, finisce così per limitare la concorrenza e restringere le possibilità di scelta per chi deve attraversare quotidianamente lo Stretto.
3. Il passaggio dal pubblico al privato nel comparto aliscafi
Il terzo punto riguarda il servizio di aliscafi da Reggio Calabria, oggi affidato interamente a operatori privati.
Secondo il Comitato, nonostante l’incremento delle corse, il servizio presenta costi superiori rispetto a quelli applicati dal precedente gestore pubblico, Blujet, oltre a criticità operative per l’utenza durante il fine settimana, quando le corse vengono dimezzate.
Il Comitato riconosce le interlocuzioni positive avviate con Liberty Lines in materia di orari, ma evidenzia la permanenza di problematiche che ritiene penalizzanti per i passeggeri.
Tra queste vengono segnalati l’obbligo di indicare l’orario di ritorno e il pagamento del biglietto anche per i bambini di età inferiore ai sei anni, condizioni che, secondo il Comitato, in precedenza non erano previste.
Si tratta di aspetti che, a giudizio dei pendolari, rendono necessario un ulteriore confronto per migliorare l’accessibilità e la fruibilità del servizio.
4. Il coordinamento insufficiente con il trasporto pubblico locale
Il quarto nodo riguarda il coordinamento tra i collegamenti marittimi e il trasporto pubblico locale, un settore nel quale, secondo il Comitato, l’intermodalità resta ancora a un livello iniziale.
Nonostante le ripetute richieste rivolte ad Atam, il servizio di autobus tra il porto di Reggio Calabria e l’aeroporto Tito Minniti viene descritto come insufficiente.
Il Comitato ricorda di aver già sollevato la questione, alcuni anni fa, nel corso di una commissione del Consiglio comunale di Reggio Calabria, sottolineando come il servizio non sia stato adeguatamente modificato neppure dopo l’arrivo di Ryanair al Tito Minniti e l’incremento dei passeggeri aeroportuali, arrivati a circa un milione secondo quanto riportato nel comunicato.
A ottobre 2026, rileva il Comitato, risultano ancora soltanto otto corse dirette dal porto di Reggio Calabria, a fronte di 19 aliscafi in arrivo da Messina nei giorni feriali, con una riduzione ulteriore nei giorni festivi.
Il risultato è che il viaggiatore proveniente da Messina, nella maggior parte dei casi, è costretto a ricorrere al taxi per raggiungere la propria destinazione.
Sul versante messinese, la situazione è ulteriormente complicata dalla chiusura della rotta Bluferries dal porto storico. In questo caso, secondo il Comitato, l’intermodalità è di fatto assente.
Anche il servizio di autobus diretto all’aeroporto dello Stretto, ideato dall’amministrazione messinese, dovrebbe partire dal Cavallotti. Non potendo però imbarcarsi dal porto storico, il collegamento sarebbe costretto ad attraversare l’intera città di Messina, immettersi nel traffico della Rada San Francesco e successivamente uscire da quello di Villa San Giovanni.
Un percorso che, secondo i pendolari, rischia di generare notevoli disagi durante l’estate, le festività natalizie e pasquali e i principali periodi di esodo.
Traghettamento sullo Stretto: costi fino a 48,20 euro per andata e ritorno
Resta aperta anche la questione delle tariffe per il trasporto delle auto sullo Stretto.
Secondo il Comitato Pendolari dello Stretto, il costo del traghettamento con Caronte & Tourist ha raggiunto quota 48,20 euro per un viaggio di andata e ritorno in giornata con auto al seguito. Una cifra che, ricordano i pendolari, è aumentata del 20% negli ultimi quattro anni, senza una correlazione, a loro giudizio, con l’andamento ciclico dei prezzi della materia prima.
Un aumento che incide direttamente sui bilanci delle famiglie, dei lavoratori e di tutti coloro che attraversano regolarmente lo Stretto per motivi professionali, di studio o personali.
Per il Comitato, la questione non può essere affrontata soltanto in termini di tariffe, ma deve inserirsi in una riflessione più ampia sul modello di gestione dei collegamenti marittimi tra Reggio Calabria e Messina.
«Un servizio così importante non può essere affidato soltanto alle logiche di mercato»
È proprio su questo punto che il comunicato si rivolge direttamente ai due sindaci.
Un servizio tanto importante per la comunità, sostiene il Comitato, non può essere delegato esclusivamente a un operatore privato e alle logiche del mercato. La redditività di un’impresa privata, pur essendo legittima, non sempre coincide con l’interesse collettivo, che richiede necessariamente maggiori frequenze, tariffe accessibili e collegamenti adeguati alle esigenze di tutte le fasce della popolazione.
L’agenzia per il coordinamento dei trasporti, attualmente in via di costituzione, rappresenterà un passaggio importante. Finora, ricorda il Comitato, il coordinamento è stato lasciato in larga misura all’iniziativa autonoma degli operatori privati e alla determinazione di associazioni come quella dei Pendolari dello Stretto.
Resta tuttavia un interrogativo fondamentale: l’agenzia potrà coordinare il trasporto pubblico, ma gli attraversamenti marittimi tra le due sponde si svolgono attraverso collegamenti gestiti da operatori privati.
Questi ultimi, per loro natura, devono seguire logiche di mercato e di ottimizzazione dei costi. Occorre quindi capire con quali strumenti e leve la nuova struttura potrà negoziare con i soggetti che, nei fatti, gestiscono una parte essenziale della mobilità nello Stretto.
La proposta: una società pubblica per gli attraversamenti dello Stretto
Seguendo quella che il Comitato definisce l’intuizione di Massimo Ripepi, indicato come il primo assessore con delega all’area integrata nella storia, l’auspicio è la creazione di una società statale dedicata agli attraversamenti dello Stretto.
L’obiettivo sarebbe quello di garantire costi contenuti e un numero elevato di corse, attraverso una struttura semplice e orientata alle esigenze della collettività.
Secondo il Comitato, considerando i profitti generati dal traghettamento, una società pubblica potrebbe persino trasformarsi in un generatore di ricchezza per entrambe le città, restituendo risorse ai cittadini che sostengono i costi dell’attraversamento.
Una proposta che punta a riportare al centro del dibattito il ruolo del servizio pubblico, la sostenibilità economica per gli utenti e la necessità di garantire collegamenti più frequenti, accessibili e integrati.
Pendolari dello Stretto: «Oggi è un giorno felice, ma la strada è lunga»
La conclusione del Comitato è improntata a un cauto ottimismo.
Per chi vive quotidianamente lo Stretto, si legge nel comunicato, quella di oggi è una giornata positiva, perché grazie alla determinazione del sindaco Cannizzaro e del sindaco Basile si comincia finalmente a percepire una presenza concreta dello Stato e prende forma un percorso verso una visione comune per le due città.
Il Comitato intende guardare con fiducia a quanto accaduto, riconoscendo il valore del dialogo istituzionale e delle iniziative congiunte.
Dopo anni di immobilismo e, in alcuni casi, di passi indietro, come nel caso della disattivazione del servizio Bluferries dal porto storico di Messina, i pendolari ritengono però necessario richiamare l’attenzione sullo stato attuale dei collegamenti e sulle criticità ancora irrisolte.
Il messaggio finale è chiaro: l’avvio di una nuova fase di collaborazione tra Reggio Calabria e Messina rappresenta un segnale incoraggiante, ma non è sufficiente da solo a risolvere i problemi strutturali della mobilità nello Stretto.
Per unire davvero le due sponde servono più collegamenti, tariffe sostenibili, un’effettiva integrazione tra trasporto marittimo e terrestre e una strategia capace di mettere al centro le esigenze dei cittadini.
Perché, come ribadisce il Comitato Pendolari dello Stretto, il cambiamento è iniziato, ma la strada per una mobilità efficiente e realmente integrata è ancora lunga e tutta in salita.
Fonte: Dal comunicato stampa del Comitato “Pendolari dello Stretto”.
















