VILLA SAN GIOVANNI (RC) – La continuità territoriale deve essere il punto di partenza per rendere concreta l’Area Integrata dello Stretto. È questo il messaggio lanciato dal gruppo consiliare Città in Movimento, dalla sindaca Giusy Caminiti e dalla Giunta comunale di Villa San Giovanni, che chiedono al Governo e al Parlamento un impegno preciso: una legge nazionale accompagnata da investimenti strutturali per garantire collegamenti efficienti, accessibili e a tariffe ridotte tra le due sponde dello Stretto di Messina.
L’obiettivo è consentire a cittadini siciliani e calabresi di spostarsi liberamente tra i due territori, superando ostacoli economici e logistici che incidono quotidianamente sulla vita di studenti, lavoratori, pazienti, famiglie, pendolari e imprese.
Secondo Città in Movimento, non può esistere una vera Area Integrata dello Stretto senza il riconoscimento effettivo della continuità territoriale. Per questo, viene ribadita la necessità di una proposta di legge da portare a Roma, capace di tradurre gli impegni annunciati negli anni in misure concrete, risorse adeguate e servizi realmente fruibili.
Biglietto unico e tariffe ridotte per residenti e pendolari
Tra le priorità indicate figura l’introduzione di un biglietto unico a tariffa agevolata, che permetta di integrare i diversi sistemi di trasporto e ridurre i costi degli spostamenti tra Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria.
La richiesta riguarda in particolare le esigenze di chi attraversa quotidianamente lo Stretto per motivi di lavoro, studio, salute o necessità familiari. Una mobilità più accessibile rappresenterebbe anche uno strumento per sostenere le attività economiche, favorire gli scambi tra le due sponde e rafforzare il legame sociale e culturale tra Calabria e Sicilia.
Per il gruppo consiliare, tuttavia, non bastano gli annunci. La continuità territoriale richiede investimenti nazionali concreti e una strategia capace di garantire collegamenti efficienti, frequenti e sostenibili dal punto di vista economico.
Trasporto pubblico locale e mobilità integrata dello Stretto
Il riconoscimento della continuità territoriale costituisce, secondo la posizione espressa da Città in Movimento, il presupposto per costruire un vero sistema di trasporto pubblico locale dello Stretto.
Tra le proposte figurano la creazione di un’agenzia per la mobilità, lo sviluppo di metropolitane di superficie e l’integrazione dei collegamenti marittimi e ferroviari. Un sistema coordinato potrebbe migliorare gli spostamenti quotidiani, facilitare l’accesso ai servizi e rendere più efficiente la connessione tra i principali centri urbani delle due sponde.
Accanto alla mobilità ordinaria, viene indicata la necessità di promuovere iniziative per il turismo, il crocerismo e la valorizzazione dei territori, mettendo a sistema le risorse paesaggistiche, culturali ed economiche dell’area.
L’Area Integrata dello Stretto, sottolinea il gruppo, esiste già sul piano normativo. La sfida, adesso, è trasformare questo riconoscimento in un progetto operativo, sostenuto da infrastrutture adeguate e da una governance capace di coordinare le esigenze dei territori.
Villa San Giovanni e Messina, porti strategici per la continuità territoriale
Un ruolo centrale nella strategia è attribuito ai porti di Villa San Giovanni e Messina, considerati infrastrutture fondamentali per garantire la continuità dei collegamenti tra Calabria e Sicilia.
La richiesta è quella di disporre di porti commerciali e pedonali funzionali, in grado di rispondere alle esigenze dei passeggeri, dei pendolari e del trasporto delle merci. Al centro della proposta anche il potenziamento dei collegamenti via mare e su rotaia, il rafforzamento del ruolo dell’Autorità di Sistema Portuale e l’introduzione di tariffe più basse per i residenti.
In questo scenario, Villa San Giovanni viene indicata come la cerniera geografica e logistica dell’Area Integrata dello Stretto. Una posizione strategica che, secondo Città in Movimento, deve essere valorizzata attraverso una programmazione infrastrutturale coerente con le necessità di mobilità dell’intero territorio.
Il tema è stato affrontato anche nel confronto tra il sindaco Giusy Caminiti e il sindaco Cannizzaro, nel quale è stato riconosciuto il ruolo di Villa San Giovanni all’interno del sistema dello Stretto.
Il Patto per lo Stretto e il ruolo dei sindaci
Nel dibattito sul futuro dell’area, Città in Movimento richiama anche le scelte istituzionali dei sindaci Cannizzaro e Basile, che hanno deciso di presentarsi come primi cittadini dei rispettivi capoluoghi anziché come sindaci metropolitani.
Una scelta che, nella lettura del gruppo consiliare, riporta al centro la necessità di coinvolgere direttamente le comunità locali e i cittadini che vivono quotidianamente le criticità dei collegamenti tra le due sponde.
Il rilancio dell’aeroporto dello Stretto viene considerato importante, ma non sufficiente a delineare una strategia complessiva di sviluppo.
L’orizzonte, infatti, deve essere più ampio e comprendere il sistema portuale, il trasporto ferroviario, la mobilità marittima, le infrastrutture e le opportunità economiche dell’intera area.
Gli interlocutori principali, viene ribadito, sono i cittadini di Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria, insieme alle migliaia di pendolari che ogni giorno attraversano lo Stretto o si muovono tra i territori.
Sviluppo industriale, ZES e identità culturale strettese
La continuità territoriale non viene considerata soltanto una questione di trasporti, ma anche una leva per lo sviluppo economico e sociale.
Città in Movimento chiede di mettere al centro investimenti produttivi, sviluppo industriale, nuove opportunità per le imprese e valorizzazione delle opportunità offerte dalla Zona economica speciale (ZES), in un quadro di collaborazione tra istituzioni e territori.
L’obiettivo è favorire nuove attività economiche, rafforzare il tessuto imprenditoriale e creare opportunità di lavoro, evitando che le difficoltà di collegamento continuino a rappresentare un limite alla crescita.
A questo si aggiunge la valorizzazione di un’identità culturale comune, definita dal gruppo come identità strettese: un patrimonio di relazioni, tradizioni, storia e consuetudini che lega da sempre le comunità delle due sponde.
Una visione che punta a superare la contrapposizione geografica tra Calabria e Sicilia, riconoscendo nello Stretto uno spazio condiviso di mobilità, sviluppo e cooperazione.
La richiesta a Roma: una legge nazionale e investimenti concreti
Il messaggio rivolto alle istituzioni nazionali è chiaro: occorre portare a Roma una richiesta precisa, con una proposta di legge sulla continuità territoriale e un piano di investimenti capace di sostenerne l’attuazione.
Il gruppo consiliare Città in Movimento si dichiara pronto a partecipare a ogni tavolo di confronto serio e responsabile, purché orientato al raggiungimento di risultati concreti per i cittadini e per l’intero territorio dello Stretto.
L’auspicio è che il «Patto per lo Stretto» possa tradursi in un percorso istituzionale condiviso, nel quale le amministrazioni locali lavorino insieme per ottenere risorse, servizi e infrastrutture adeguate.
Il messaggio conclusivo è anche un invito a guardare oltre i confini amministrativi e le singole opere, costruendo una strategia comune per il futuro dell’area.
«Buon lavoro ai due sindaci del Patto per lo Stretto. Il nostro Stretto unisce, non divide, due coste sorelle. Servono Politica e Visione: a loro non mancano, ma neppure a noi!».
Il sindaco Giusy Caminiti, la Giunta comunale e il gruppo consiliare Città in Movimento ribadiscono così la propria posizione: la vera Area Integrata dello Stretto deve partire dalla continuità territoriale, dal diritto alla mobilità e da investimenti capaci di trasformare una prospettiva condivisa in una realtà concreta per le comunità di Calabria e Sicilia.















