Autotrasporto, il Comitato: «Basta tariffe sottocosto. Costi di riferimento a 1,83 €/km, ma c’è chi lavora ancora a 1,20-1,30»

Il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Regione Sicilia annuncia una raccolta firme nazionale e una proposta di modifica legislativa: «La soglia minima deve valere lungo tutta la filiera, dal committente fino all’impresa che mette materialmente il camion sulla strada»
camion rada san francesco messina

Messina – «Il vero problema dell’autotrasporto italiano non è soltanto il caro carburante. Il vero problema è che una parte della piccola e media impresa non riesce più a farsi riconoscere un corrispettivo adeguato ai costi sostenuti».

È quanto denuncia il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Regione Sicilia, che annuncia l’avvio di una mobilitazione e di una raccolta firme nazionale finalizzata alla presentazione di una proposta di modifica della normativa sull’autotrasporto merci per conto terzi.

Al centro dell’iniziativa c’è il tema dei costi di esercizio e delle tariffe minime nell’autotrasporto. Il Comitato, prendendo come riferimento i costi ministeriali applicabili a un complesso pesante da 44 tonnellate, assume per la propria proposta un costo complessivo minimo di riferimento di circa 1,83 euro al chilometro.

Eppure, secondo quanto segnalato da numerosi operatori della categoria, nel mercato continuano a essere applicati, in particolare nei rapporti di subvezione, corrispettivi nell’ordine di 1,20-1,30 euro al chilometro.

Una differenza che può arrivare a 63 centesimi per ogni chilometro percorso e che, su una percorrenza di 100.000 chilometri, può significare fino a 63.000 euro.

«È qui che dobbiamo intervenire – dichiara il presidente del Comitato, Francesco Caruso –. Possiamo continuare a discutere del prezzo del gasolio, ed è giusto farlo, ma dobbiamo avere il coraggio di affrontare il problema strutturale. Se un’impresa sostiene costi di riferimento nell’ordine di 1,83 euro al chilometro e viene remunerata 1,20 o 1,30 euro, quella differenza viene scaricata sull’ultimo anello della catena: il piccolo autotrasportatore».

«Il costo minimo deve seguire il camion»

Il Comitato propone che i valori dei costi di esercizio individuati e periodicamente aggiornati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti diventino la base per stabilire per legge una soglia minima inderogabile, applicabile indipendentemente dalla forma contrattuale utilizzata.

La tutela, secondo la proposta, dovrebbe riguardare l’intera filiera: committenti, vettori, sub-vettori, operatori logistici, consorzi, cooperative e intermediari.

«Il principio che vogliamo portare al Governo e al Parlamento è semplicissimo – prosegue Caruso –: il costo minimo deve seguire il camion fino all’ultimo anello della filiera. Non è accettabile che un trasporto venga affidato a una determinata cifra e che, dopo due o tre passaggi, il ribasso venga interamente scaricato sull’impresa che mette materialmente il mezzo, paga il carburante, l’autista, l’assicurazione, i pneumatici, la manutenzione, i pedaggi e il finanziamento».

La proposta punta quindi a impedire che il ricorso alla subvezione possa determinare una progressiva compressione del corrispettivo fino a livelli incompatibili con i costi necessari per effettuare il servizio.

Sanzioni e controlli contro il sottocosto sistematico

Il Comitato chiederà inoltre l’introduzione di un sistema di controlli e sanzioni progressive nei confronti di chi, dopo gli accertamenti delle autorità competenti, risulti applicare sistematicamente condizioni inferiori alla futura soglia prevista dalla legge.

Tra le misure proposte figurano sanzioni economiche proporzionate, il diritto dell’autotrasportatore a recuperare la differenza non corrisposta e, nei casi più gravi e reiterati, la possibilità di arrivare alla sospensione e, nei casi previsti dalla legge, alla revoca dei titoli autorizzativi, sempre nel rispetto delle procedure di accertamento e del diritto di difesa.

«Non vogliamo colpire la libera concorrenza – precisa Caruso –. Vogliamo esattamente il contrario: una concorrenza vera, basata sull’efficienza, sull’organizzazione e sulla qualità. Non una concorrenza costruita sulla necessità economica di migliaia di piccoli imprenditori costretti ad accettare qualsiasi prezzo pur di far camminare il camion».

Raccolta firme nazionale e proposta di legge

Il Comitato annuncia pertanto l’avvio di una raccolta firme aperta all’intera categoria dell’autotrasporto italiano, coinvolgendo piccole e medie imprese, padroncini, autisti, consorzi, cooperative, associazioni e operatori della filiera.

Le adesioni accompagneranno una proposta di emendamento legislativo da sottoporre al Governo, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e alle competenti Commissioni parlamentari.

La proposta comprenderà anche interventi a favore degli autisti, con incentivi per il conseguimento delle patenti C e CE e della CQC, sostegni alla formazione professionale, incentivi alle assunzioni e misure rivolte ai giovani che intendono avvicinarsi alla professione.

«Non chiediamo assistenzialismo e non chiediamo privilegi – conclude il presidente Francesco Caruso –. Chiediamo che chi lavora possa essere pagato almeno quanto è necessario per lavorare legalmente, dignitosamente e in sicurezza.

Il caro carburante resta una battaglia fondamentale, ma non possiamo più nasconderci dietro il prezzo del gasolio.

Se il costo è 1,83 e qualcuno paga 1,20, il problema è lì.

È arrivato il momento che l’intera categoria faccia sentire la propria voce.

Basta con la guerra al ribasso. Basta scaricare sull’ultimo autotrasportatore i margini dell’intera filiera. Il costo minimo deve seguire il camion».


COMITATO AUTOTRASPORTATORI LIBERA CONCORRENZA REGIONE SICILIA

Il Presidente
Francesco Caruso

Comunicato stampa del 7 ottobre 2026

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