Ponte sullo Stretto, l’Authority avverte: “Tariffe da controllare e rischi ancora da chiarire

L’Autorità dei Trasporti esamina il piano economico del collegamento tra Sicilia e Calabria: attenzione ai pedaggi, ai costi per gli utenti e alla sostenibilità finanziaria dell’opera
ponte sullo stretto la carreggiata

Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina supera un nuovo passaggio istituzionale, ma con numerose osservazioni critiche sul piano economico e tariffario. L’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), attraverso il parere n. 39/2026 inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ritiene il Piano economico-finanziario compatibile con l’attuale fase preliminare dell’opera, pur evidenziando diversi elementi che dovranno essere monitorati nel tempo.

L’Authority precisa fin dall’inizio che il proprio giudizio riguarda esclusivamente gli aspetti tariffari e regolatori, senza entrare nel merito della realizzazione del Ponte. Tuttavia, il documento sottolinea come il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria rappresenti un’infrastruttura di straordinaria complessità tecnica, economica e finanziaria, tale da richiedere controlli più rigorosi rispetto alle concessioni ordinarie.

Pedaggi sotto osservazione

Uno dei punti più delicati riguarda il sistema dei pedaggi previsto dal piano della società Stretto di Messina. Secondo le stime inserite nel Pef, la tariffa media per veicolo all’apertura dell’opera, prevista nel 2034, sarebbe di circa 27 euro, destinata a crescere progressivamente fino a sfiorare i 49 euro entro il 2063.

L’Autorità richiama la necessità di mantenere equilibrio tra sostenibilità economica dell’infrastruttura e tutela degli utenti, evidenziando come il modello proposto non introduca meccanismi sufficienti per incentivare la riduzione dei costi gestionali. In particolare, viene segnalata l’assenza di un vero fattore di recupero della produttività, elemento normalmente presente nelle concessioni regolamentate.

Secondo l’Art, il sistema tariffario rischia quindi di non favorire una reale efficienza economica nella gestione del Ponte.

Il nodo del rischio d’impresa

Nel parere emerge anche una forte attenzione alla distribuzione dei rischi finanziari tra concessionario e utenti. La convenzione consentirebbe infatti alla società concessionaria di rimodulare i pedaggi in base all’andamento del traffico, modificando prezzi, categorie di veicoli o fasce orarie pur mantenendo invariati i ricavi complessivi previsti.

Per l’Authority, una simile impostazione potrebbe ridurre in modo significativo il rischio imprenditoriale a carico del concessionario, trasferendo indirettamente parte delle criticità economiche sugli utenti attraverso eventuali aumenti tariffari.

Per questo motivo, l’Art chiede che ogni futura modifica ai pedaggi venga sottoposta preventivamente alla propria valutazione.

Costi finali ancora incerti

Un altro elemento considerato critico riguarda il costo complessivo dell’opera. Nel documento viene evidenziato che gli importi indicati dalla concessionaria sono espressi a valori nominali e non includono ancora una quantificazione precisa degli effetti derivanti dalle clausole di revisione prezzi.

Una variabile che potrebbe incidere in maniera rilevante sul quadro economico finale del progetto, soprattutto considerando i lunghi tempi previsti per la realizzazione dell’infrastruttura.

Le opere complementari e il rischio ritardi

L’Autorità richiama infine l’attenzione sulle opere accessorie collegate al Ponte, alcune delle quali non avrebbero ancora coperture finanziarie o cronoprogrammi definiti. Eventuali ritardi nella realizzazione delle infrastrutture complementari potrebbero influenzare i flussi di traffico attesi e, di conseguenza, l’equilibrio economico dell’intero progetto.

Il parere dell’Art non blocca dunque il percorso del Ponte sullo Stretto, ma introduce una serie di condizioni e verifiche che accompagneranno l’evoluzione del progetto nei prossimi anni, con particolare attenzione all’impatto economico sui cittadini e alla sostenibilità della concessione.

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