Ponte sullo Stretto: CdA urgente oggi dopo il nuovo stop della Corte dei Conti

La Stretto di Messina Spa convoca una riunione straordinaria per valutare gli scenari dopo la mancata registrazione dell’atto aggiuntivo
ad pietro ciucci - stretto di messina spa

Un nuovo capitolo si apre attorno al Ponte sullo Stretto di Messina, dopo che la Corte dei Conti ha negato per la seconda volta il visto di legittimità agli atti necessari per proseguire l’iter. La notizia arriva a pochi giorni dal Consiglio di Amministrazione straordinario di oggi, 25 novembre, convocato dalla Stretto di Messina Spa per analizzare la situazione e definire le prossime mosse. La decisione dei magistrati contabili riguarda questa volta il terzo atto aggiuntivo tra il Ministero dei Trasporti (Mit) e la società concessionaria, un documento chiave per il riavvio formale del progetto.

Il nuovo stop segue quello della fine di ottobre, quando la Corte aveva già ricusato il visto sulla delibera Cipess contenente l’approvazione del progetto esecutivo e l’assegnazione delle risorse. Un doppio colpo che, almeno temporaneamente, blocca l’iter amministrativo del Ponte, mentre aumenta l’attesa per le motivazioni ufficiali che dovranno chiarire i punti critici sollevati dall’organo contabile.

Il governo tira dritto: Salvini “determinato”

Nonostante il secondo semaforo rosso della Corte, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini non arretra: «È l’inevitabile conseguenza del primo stop, ma noi andiamo avanti. Gli esperti del ministero stanno lavorando per chiarire tutto».
Secondo il Mit, la mancata registrazione deriverebbe proprio dalla precedente ricusazione del Cipess, creando un “effetto di preclusione”. Da qui l’orientamento a preparare una nuova delibera corretta, capace di colmare le lacune contestate.

Tra gli scenari possibili resta sul tavolo anche la registrazione con riserva, una strada tecnicamente praticabile ma considerata più complessa e politicamente meno consigliabile.

La società concessionaria: “Decisione prevedibile”

La Stretto di Messina Spa non si dice sorpresa.
Il presidente Giuseppe Recchi ha sottolineato che «il mancato visto era prevedibile, dato il legame diretto tra l’atto aggiuntivo e la delibera Cipess non registrata».
L’amministratore delegato Pietro Ciucci ha ribadito che i due provvedimenti sono «funzionalmente collegati» e ha assicurato la piena collaborazione della società per rispondere alle richieste di chiarimento.

Il CdA del 25 novembre sarà così un momento decisivo per valutare gli impatti delle decisioni della Corte dei Conti e programmare la strategia futura, anche in vista delle motivazioni attese entro poche settimane.

Altre novità: dal dibattito politico alle ricadute territoriali

Parallelamente allo scontro istituzionale, cresce la discussione politica. Dalle opposizioni è arrivato un coro di critiche che parla di “forzature” da parte del governo, mentre alcune sigle sindacali chiedono un confronto chiaro sulle reali ricadute occupazionali dell’opera.
Intanto i territori interessati attendono risposte: Sicilia e Calabria sottolineano la necessità di investire anche su infrastrutture complementari come il potenziamento della rete ferroviaria e dei collegamenti portuali, indispensabili per supportare il futuro Ponte.

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