Ponte sullo Stretto, Villa San Giovanni boccia le lacune del progetto: «Le nostre obiezioni restano»

La sindaca Giusy Caminiti, la giunta e il gruppo consiliare “Città in movimento” esprimono perplessità sul piano economico, sugli studi del territorio e sulle risorse per il Lungomare. Resta aperta anche la questione del rispetto delle norme europee su ambiente e paesaggio
ponte sullo stretto - Calabria - Cannitello - Villa San Giovanni

Il progetto del Ponte sullo Stretto continua a sollevare dubbi da parte dell’amministrazione comunale di Villa San Giovanni. Dopo l’incontro con Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, la sindaca Giusy Caminiti, la giunta e il gruppo consiliare “Città in movimento” ribadiscono le proprie perplessità sulla documentazione relativa all’opera e chiedono maggiori garanzie prima di procedere con le successive fasi progettuali.

Al centro delle contestazioni figurano l’assenza di un piano economico ritenuto adeguato, la necessità di approfondimenti tecnici sul territorio e alcune questioni ancora irrisolte relative alle compensazioni previste per la città.

In una nota, l’amministrazione precisa di non aver esaminato integralmente tutti gli atti depositati dai ministeri per l’approvazione della delibera, ma di aver preso visione del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art). Proprio da questo documento sarebbero emersi elementi che, secondo il Comune, richiedono ulteriori chiarimenti sulla sostenibilità economica dell’infrastruttura.

Piano economico del Ponte, i dubbi dell’amministrazione

Uno dei principali nodi riguarda la presenza di un piano economico che consenta di valutare in maniera concreta la sostenibilità dell’investimento. La delegazione comunale avrebbe manifestato direttamente a Ciucci le proprie preoccupazioni per quella che considera una carenza ancora presente nella documentazione sottoposta all’approvazione.

Per Villa San Giovanni, la valutazione di un’opera di questa portata non può prescindere da elementi economici chiari e verificabili, necessari per comprendere le condizioni finanziarie e la sostenibilità del progetto.

L’amministrazione ritiene quindi che le criticità già evidenziate nelle precedenti fasi del procedimento non siano state superate nella proposta di delibera Cipess 2025.

Ponte sullo Stretto, la richiesta di studi su faglie e terreno

Un altro punto centrale riguarda gli approfondimenti tecnici e scientifici necessari per valutare le caratteristiche del territorio interessato dalla realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Il Comune richiama il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che avrebbe indicato la necessità di effettuare studi propedeutici prima della progettazione esecutiva. Secondo l’amministrazione, queste verifiche devono essere anticipate e rese disponibili prima dell’eventuale contrattualizzazione del progetto.

Tra gli accertamenti richiesti figurano le indagini sulle faglie sismiche attive e capaci e le verifiche sullo stato di consistenza del terreno. Si tratta, secondo la posizione espressa dal Comune, di approfondimenti indispensabili per fondare ogni decisione su basi tecnico-scientifiche.

La richiesta rivolta alla società Stretto di Messina e alla politica è dunque quella di procedere con serietà e trasparenza, senza rinviare a una fase successiva verifiche considerate essenziali per la sicurezza e la conoscenza del territorio.

Compensazioni per Villa San Giovanni, contestati i 4 milioni mancanti

Tra le questioni ancora aperte c’è anche quella delle risorse destinate alla città. L’amministrazione sostiene che nella proposta depositata non sia stata inserita l’attribuzione a Villa San Giovanni dei 4 milioni di euro residui dalla compensazione relativa all’ecomostro.

Le somme, secondo quanto riportato nella nota, sarebbero collegate al mancato completamento del Lungomare e alla copertura della variante ferroviaria.

Per il Comune, l’assenza di questo riferimento rappresenta una delle criticità già segnalate in relazione alla delibera Cipess 2025 e rimaste, a suo giudizio, senza soluzione. La richiesta è che anche gli impegni economici nei confronti della comunità locale trovino un adeguato riscontro negli atti ufficiali.

Corte dei Conti e norme europee: resta il nodo Iropi

Il percorso amministrativo del Ponte sullo Stretto dovrà inoltre confrontarsi con un nuovo passaggio davanti alla Corte dei Conti. La delibera di prossima approvazione sarà infatti sottoposta nuovamente al vaglio dei giudici contabili.

La società Stretto di Messina ritiene di aver risposto alle osservazioni formulate in precedenza dalla magistratura contabile. L’amministrazione di Villa San Giovanni, tuttavia, sottolinea di non aver ancora esaminato il documento denominato Iropi, che considera determinante per valutare la conformità del progetto al diritto dell’Unione europea in materia di tutela ambientale e paesaggistica.

Proprio su questo aspetto il Comune chiede ulteriori elementi di chiarezza, ritenendo necessario verificare se sussistano profili di incompatibilità con le disposizioni europee.

Villa San Giovanni conferma le proprie obiezioni al Ponte

La posizione dell’amministrazione guidata da Giusy Caminiti resta quindi critica nei confronti del progetto del Ponte sullo Stretto. Le osservazioni riguardano diversi aspetti: dalla sostenibilità economica agli studi geologici e sismici, passando per le compensazioni destinate al territorio e il rispetto delle norme europee sull’ambiente e sul paesaggio.

Dopo il confronto con Pietro Ciucci, il Comune ritiene che le questioni sollevate non abbiano ancora trovato risposte sufficienti. La richiesta resta quella di ottenere documentazione completa, verifiche preventive e garanzie concrete prima di procedere con le fasi successive dell’opera.

Le contestazioni di Villa San Giovanni si inseriscono così nel dibattito istituzionale sul Ponte sullo Stretto, mentre prosegue l’iter di approvazione e verifica degli atti relativi al progetto.
Fonte: ANSA.

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