A Villa San Giovanni torna al centro del dibattito pubblico il sottopasso RFI di via Garibaldi, snodo strategico per la viabilità locale e per il traffico diretto all’area portuale. Il tema è stato rilanciato da un’iniziativa formale di Francesco Caruso, presidente del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza – Stretto di Messina, che ha presentato richieste di verifica a diverse istituzioni nazionali e territoriali.
Al centro della segnalazione ci sono presunte criticità legate al transito dei mezzi pesanti, alla sicurezza dell’infrastruttura e alla qualità dell’aria nella zona interessata. Secondo quanto riportato dal Comitato, le preoccupazioni nascono anche da dichiarazioni rese in Consiglio Comunale il 14 marzo 2026 dall’assessore Ruggero Marra, che avrebbe fatto riferimento a modifiche nel tempo del sottopasso tali da consentire il passaggio dei TIR.
Un elemento che, se confermato, potrebbe aver inciso in modo significativo sulla viabilità urbana e sulle condizioni ambientali per i residenti. Nello stesso intervento, l’assessore avrebbe inoltre utilizzato espressioni particolarmente forti, parlando di presunte influenze esterne nella trasformazione dell’opera, un aspetto che ha contribuito ad alimentare richieste di chiarimento.
Le istanze inviate dal Comitato coinvolgono numerosi enti, tra cui la Prefettura di Reggio Calabria, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ARPA Calabria, ASP Reggio Calabria, l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto e il Comune di Villa San Giovanni.
Nel dettaglio, le richieste puntano a fare luce su diversi aspetti: dalla regolarità urbanistica e amministrativa delle modifiche apportate all’infrastruttura, alla verifica della sicurezza strutturale del sottopasso, fino alla gestione dei flussi di traffico pesante legati alle attività portuali.
Particolare attenzione è stata posta anche sul monitoraggio ambientale. Secondo il Comitato, infatti, non sarebbero facilmente accessibili dati completi e continuativi sulla qualità dell’aria nell’area, un elemento ritenuto fondamentale per valutare eventuali impatti sulla salute pubblica. Da qui la richiesta di approfondimenti anche sotto il profilo epidemiologico.
L’obiettivo dichiarato è ottenere maggiore trasparenza e dati verificabili, affinché cittadini e operatori possano avere un quadro chiaro della situazione. Il Comitato ha fatto sapere che resta in attesa di risposte ufficiali e non esclude ulteriori iniziative qualora non arrivino riscontri concreti.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di attenzione crescente verso le infrastrutture urbane e il loro impatto su ambiente e salute, soprattutto in territori ad alta intensità di traffico come quello dello Stretto di Messina.
















