Villa San Giovanni senz’acqua: il comprensorio di Via Bottaro ancora abbandonato

Da anni oltre 50 famiglie vivono un’emergenza idrica cronica, senza preavvisi né soluzioni. Cittadini esasperati puntano il dito contro il Comune e ARRICAL
emergenza idrica - disservizi idrici a Villa San Giovanni - RC

Villa San Giovanni – Dalle prime ore di oggi, l’intero comprensorio di Via Bottaro è nuovamente senz’acqua. Un’assenza che non rappresenta più un semplice disservizio, ma un’autentica ingiustizia sociale che si trascina da quasi tre anni, colpendo sistematicamente bambini, anziani e persone con disabilità. La denuncia di stamattina, l’ennesima, è un appello accorato all’amministrazione comunale, affinché si ponga fine a quella che ormai è una vera e propria emergenza strutturale.

«Non c’è più neanche un preavviso – spiega un residente – e chi non possiede serbatoi o autoclavi, spesso le famiglie meno abbienti o chi vive in edifici sprovvisti di impianti, viene lasciato senza nemmeno la possibilità di lavarsi o cucinare». L’accusa è pesante: «Chiudere le condotte dell’acqua è un enorme fallimento. Così si fa economia sulle spalle dei cittadini più fragili».

Il malcontento si salda con una critica diretta alla gestione regionale del servizio idrico. «ARRICAL (Autorità Rifiuti e Risorse Idriche Calabria), che rifornisce a pagamento i servizi comunali, continua a non alimentare adeguatamente l’approvvigionamento». Una situazione che, per molti cittadini, si traduce in difficoltà quotidiane inaccettabili.

Intanto, la riforma del servizio idrico in Calabria, voluta dalla Regione e affidata a SORICAL, non fa che alimentare incertezze. Il percorso di transizione verso una gestione unica — previsto tra gennaio 2023 e dicembre 2026 — subirà infatti un ulteriore slittamento di sei mesi, arrivando al 2027. Un ritardo che getta ulteriori ombre su un sistema già ampiamente inefficiente.

È sempre più evidente che l’acqua, bene primario e diritto fondamentale, non può essere gestita con superficialità. I cittadini di Via Bottaro e non solo — oltre 50 nuclei familiari — chiedono risposte concrete, interventi tempestivi e soprattutto rispetto.

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