A Villa San Giovanni (RC) si accende il dibattito politico e urbanistico sul futuro del progetto “Porto a Sud”. La sindaca Giusy Caminiti interviene pubblicamente dopo aver ricevuto la lettera del circolo locale di Fratelli d’Italia indirizzata alla Regione Calabria, con cui si chiede la sospensione dell’iter progettuale.
Nel suo intervento, la prima cittadina ha voluto chiarire lo stato dei luoghi e la portata dell’intervento previsto, partendo dall’area del porto ferroviario. Secondo quanto illustrato, l’eventuale realizzazione del Porto a Sud comporterebbe un’occupazione limitata a circa 80 metri nelle immediate adiacenze dell’infrastruttura esistente, senza sottrarre spazio alla spiaggia di Acciarello. Al contrario, il progetto includerebbe interventi di ripascimento e valorizzazione del litorale.
Caminiti ha ribadito che la visione dell’amministrazione va oltre il semplice spostamento del porto commerciale: l’obiettivo è trasformare Villa San Giovanni in una città che integri la funzione logistica con una forte vocazione turistica. “Non vogliamo più essere la città del porto, ma una città con il suo porto”, ha sottolineato, evidenziando come il progetto sia coerente con una pianificazione avviata già nel 1989 e confermata da decenni di deliberazioni consiliari unanimi.
Il piano prevede anche interventi infrastrutturali e urbanistici più ampi: dalla restituzione alla città delle aree ferroviarie dismesse di Bolano alla creazione di un nuovo waterfront capace di collegarsi idealmente con il lungomare di Catona, in un’ottica di continuità urbana con Reggio Calabria. Una prospettiva che, nelle intenzioni dell’amministrazione, punta a creare una conurbazione costiera moderna e attrattiva.
Non manca il riferimento al possibile impatto del Ponte sullo Stretto di Messina: secondo la sindaca, alcune aree del lungomare potrebbero risultare meno fruibili in futuro, rendendo ancora più strategica la realizzazione di nuovi spazi urbani e turistici nella zona sud.
Sul fronte tecnico, Caminiti ha escluso la fattibilità della cosiddetta “bretella di collegamento” tra autoporto e porto a sud, definendola una soluzione “devastante” sotto il profilo ambientale, acustico e paesaggistico. Il tracciato, ha spiegato, avrebbe comportato un impatto diretto sull’abitato del quartiere Acciarello, con viabilità sopraelevata e tornanti a ridosso delle abitazioni.
La sindaca ha inoltre difeso la scelta dell’autoporto a Castelluccio, considerato fondamentale per decongestionare il traffico e migliorare la qualità della vita urbana dopo oltre 60 anni di attraversamenti pesanti.
Infine, duro l’affondo politico nei confronti di Fratelli d’Italia. Caminiti ha ricordato come in passato lo stesso partito, a livello provinciale e regionale, si fosse espresso a favore dell’ampliamento del porto verso sud, accusando il circolo locale di incoerenza. “Chiedere oggi di fermare il progetto significa voler lasciare tutto com’è”, ha dichiarato, sottolineando il rischio di perdere finanziamenti e opportunità strategiche per il territorio.
La linea dell’amministrazione appare chiara: proseguire con un progetto ritenuto fondamentale per il rilancio urbanistico, ambientale ed economico della città dello stretto.
















