Villa San Giovanni (RC) – Diversi i temi affrontati oggi dall’avvocata Ada Nicoletta Pavone, consigliere di minoranza e capogruppo di Spazio Democratico, nel corso del Consiglio comunale di Villa San Giovanni. Critiche alla gestione dei servizi comunali, attenzione alle condizioni di pulizia della città, la questione dell’acqua a Piale, i ritardi sulla biblioteca, i fondi collegati ai PUI e interrogativi sulle modalità di iscrizione al Cantiere della Legalità.
Nel suo intervento, Pavone ha esordito soffermandosi sulle comunicazioni del sindaco relative ai servizi e, in particolare, alla raccolta differenziata. Pur non mettendo in discussione le percentuali di raccolta comunicate dall’amministrazione, la consigliera ha voluto attribuire il merito soprattutto ai cittadini.
“Non ho assolutamente dubbio che si siano toccati davvero questi picchi di raccolta”, ha affermato Pavone, sottolineando tuttavia come, a suo giudizio, il buon risultato della differenziata sia principalmente “un merito da attribuire” alla cittadinanza.
Di segno completamente diverso, invece, la valutazione sulla pulizia della città. Su questo punto la capogruppo di Spazio Democratico ha contestato apertamente la soddisfazione manifestata dall’amministrazione.
“Per quanto riguarda sempre il servizio di pulizia rispetto alla città ritengo che assolutamente non si possa parlare di quella soddisfazione che ho sentito esporre al sindaco”, ha dichiarato, arrivando a definire insoddisfacente la gestione del settore dei servizi.
Rifiuti e degrado: “Non siamo nemmeno al minimo dell’ordinario”
Pavone ha portato in aula alcune segnalazioni ricevute direttamente dai cittadini. Tra queste, un video inviato la sera precedente relativo all’area dello stadio, dove sarebbero stati presenti cassoni stracolmi, bottiglie e vetri abbandonati a terra, in una zona frequentata anche da bambini.
La consigliera ha definito la situazione “indecente” e “indecorosa”, evidenziando soprattutto il rischio rappresentato dalla presenza di vetri vicino agli spazi frequentati dai più piccoli.
“C’era la palla che andava a finire proprio sui vetri”, ha raccontato Pavone, sottolineando come non sia possibile, a suo giudizio, parlare di soddisfazione nella gestione del servizio di pulizia.
Nel suo intervento è stata inoltre evidenziata la situazione di alcune aree del territorio comunale e del litorale. Pavone ha riferito di aver riscontrato, durante i mesi estivi, tratti di spiaggia trasformati in vere e proprie discariche a cielo aperto, con particolare riferimento al litorale di Pezzo.
Criticità sono state segnalate anche a Cannitello, dove la consigliera ha parlato di un’area caratterizzata da cattivi odori, in prossimità del gazebo utilizzato dai ragazzi del servizio civile.
“Non si può sostare”, ha affermato, richiamando anche una possibile questione di igiene pubblica.
Secondo Pavone, dunque, dopo oltre quattro anni dall’inizio dell’amministrazione, non sarebbe stata ancora raggiunta neppure quella gestione ordinaria dei servizi che rappresentava uno degli obiettivi annunciati.
“Mi sembra che non siamo nemmeno al minimo dell’ordinario”, ha detto in aula.
Acqua, la situazione di Piale al centro del dibattito
Altro capitolo centrale dell’intervento è stato quello relativo alla crisi idrica. Pavone ha annunciato che avrebbe affrontato più nel dettaglio la questione dell’acqua con il rientro dell’assessore competente, ma ha comunque posto l’accento sulle difficoltà ancora segnalate dai cittadini.
La consigliera ha contestato l’idea che l’emergenza idrica possa essere considerata definitivamente superata, spiegando di continuare a ricevere segnalazioni da parte della popolazione.
Particolare attenzione è stata riservata al quartiere Piale, dove, secondo quanto riferito in Consiglio, la mancanza d’acqua sarebbe proseguita anche nei giorni immediatamente precedenti la seduta.
Pavone ha riconosciuto la ricostruzione degli eventi fornita dal sindaco, ma ha spostato l’attenzione sulle conseguenze concrete per i cittadini.
“Ancora oggi a Piale non c’è acqua”, ha sottolineato, chiedendo all’amministrazione quali interventi intenda mettere in campo per risolvere definitivamente la situazione.
La consigliera ha inoltre criticato quello che ha definito un eccessivo ricorso alla narrazione degli eventi, sostenendo che, al di là delle denunce e delle querele presentate, il problema principale rimane quello di garantire il servizio ai cittadini.
“Cosa devono fare i cittadini di Piale?”, è stata la domanda rivolta al sindaco.
Ufficio tecnico e carenza di personale
Collegata alla gestione dell’emergenza idrica è anche la questione dell’ufficio tecnico comunale. Pavone ha evidenziato la difficoltà determinata dall’assenza del responsabile del settore e dal ruolo assunto dal segretario comunale nella gestione delle funzioni.
Pur esprimendo stima nei confronti del segretario comunale, definito un professionista eccellente nei propri ambiti, la consigliera ha ritenuto problematico affidare la gestione di procedimenti tecnici a una struttura priva del proprio responsabile.
“Davvero ci possiamo consentire di non avere un responsabile dell’ufficio tecnico ad agosto a Villa San Giovanni?”, ha chiesto.
Secondo Pavone, la carenza organizzativa assume un peso ancora maggiore durante i mesi estivi, quando Villa San Giovanni registra un forte incremento della popolazione e, di conseguenza, aumentano anche le esigenze e le emergenze da gestire.
PUI e Parco di Forte Beleno: Pavone chiede che fine faranno le risorse
Nel corso dell’intervento la consigliera ha poi richiamato la questione dei PUI, con particolare riferimento alla proroga dei tre cantieri e al progetto del Parco di Forte Beleno, che non sarebbe andato avanti.
Pavone ha ricordato una precedente riunione nel quartiere Piale durante la quale il sindaco avrebbe garantito ai residenti che le risorse non utilizzabili per Forte Beleno sarebbero state comunque reinvestite nel quartiere attraverso interventi ritenuti importanti.
Da qui la richiesta di chiarimenti all’amministrazione.
“Vorrei capire quali sono i programmi su questa parte del progetto”, ha affermato la capogruppo di Spazio Democratico, chiedendo di conoscere la destinazione delle risorse e gli interventi programmati per Piale.
Biblioteca, i lavori non bastano: “A quattro anni e mezzo non è più una risposta accettabile”
Un altro tema sollevato in aula è stato quello della biblioteca comunale.
Pavone ha ricordato lo stanziamento di risorse, avvenuto con una variazione di bilancio nel novembre 2022, destinato alla struttura. A distanza di anni, tuttavia, la biblioteca non sarebbe ancora stata riaperta.
La consigliera ha evidenziato anche le condizioni dei locali, definite “pietose”, chiedendo all’amministrazione quando sarà effettivamente possibile restituire la biblioteca alla città.
“Lo sento dire da novembre 2022”, ha affermato riferendosi agli annunci sulla prossima apertura.
Per Pavone, dopo circa quattro anni e mezzo dall’inizio dell’amministrazione e con risorse già stanziate, continuare a parlare di una riapertura “a breve” non sarebbe più sufficiente.
Cantiere della Legalità, richiesta di trasparenza sulle iscrizioni
L’ultimo tema affrontato dalla consigliera ha riguardato il Cantiere della Legalità.
Pavone ha espresso apprezzamento per la riproposizione dell’iniziativa, sottolineando di essere favorevole alle attività dedicate alla cultura della legalità. La richiesta avanzata in Consiglio, tuttavia, riguarda le modalità con cui l’iniziativa è stata pubblicizzata e la procedura utilizzata per consentire ai giovani di iscriversi.
Secondo la consigliera, avrebbe notato una partecipazione prevalentemente riconducibile ai ragazzi del servizio civile e ha chiesto di conoscere le modalità attraverso le quali l’iniziativa è stata resa pubblica.
“Non ho visto sui social nessuna modalità di iscrizione”, ha affermato, chiedendo se sia stato pubblicato un apposito avviso e come sia stata garantita la possibilità di partecipazione a tutti i giovani presenti sul territorio.
Il punto, secondo Pavone, non riguarda la bontà dell’iniziativa, sulla quale ha espresso un giudizio positivo, ma le modalità di accesso.
A suo avviso, un progetto dedicato alla legalità dovrebbe riuscire a coinvolgere anche giovani che non hanno già intrapreso percorsi virtuosi o attività istituzionali, raggiungendo soprattutto chi è più lontano da questo tipo di esperienze.
La conclusione: “Bocciata la gestione dei servizi”
Al termine del suo intervento, Pavone ha riassunto la propria posizione con una valutazione netta sulla gestione dei servizi comunali.
“Assolutamente boccio questa gestione dei servizi sia per quanto riguarda i rifiuti che per quanto riguarda l’acqua”, ha dichiarato.
La consigliera ha quindi chiesto all’amministrazione risposte concrete sulle principali criticità evidenziate: dal decoro urbano alla raccolta dei rifiuti, dalla situazione idrica di Piale all’organizzazione dell’ufficio tecnico, passando per la destinazione delle risorse dei PUI, la riapertura della biblioteca e le modalità di partecipazione al Cantiere della Legalità.
Un intervento che si inserisce nel quadro del confronto politico in Consiglio comunale e che mette al centro una domanda precisa: se i servizi comunali possano essere considerati realmente soddisfacenti quando persistono, secondo le segnalazioni riportate dalla minoranza, criticità quotidiane che incidono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini di Villa San Giovanni.
















