C’è una città che da decenni paga il prezzo dello Stretto, si chiama Villa San Giovanni.
Una città trasformata, pezzo dopo pezzo, in retro porto permanente, corridoio obbligato dei Tir, camera di accumulo dello smog, zona di sacrificio per la logistica, per il traghettamento e oggi anche per la narrazione delle grandi opere.
Mentre a Roma si accelera con decreti, commissariamenti e procedure speciali per il Ponte sullo Stretto, a Villa San Giovanni e Reggio Calabria si vive un’altra realtà: traffico paralizzato, cantieri simultanei, tir incolonnati, rumore, smog, mezzi pesanti a motore acceso e difficoltà potenziali anche per i mezzi di soccorso.
E allora la domanda è semplice: chi tutela la res publica? Chi tutela la salute dei cittadini villesi? Chi garantisce sicurezza, trasparenza e diritto alla mobilità?
La ferita aperta dal 1969
A Villa San Giovanni il problema non nasce oggi.
Nel Consiglio comunale del 14 marzo 2026, il consigliere Ruggero Marra ha richiamato la vicenda storica del sottopasso di via Garibaldi, parlando della “vergognosa vicenda dello scavo del sottopasso in piena notte” e di “forze oscure” che avrebbero segnato uno spartiacque nella vita sociale della comunità villese. Nello stesso intervento, Marra ha collegato quella vicenda al tema del porto a sud, alla lotta alla ’ndrangheta e al peso storico dell’attraversamento dei mezzi pesanti nel centro cittadino.
Da lì nasce la ferita. Da lì nasce il racconto di una città che, secondo questa ricostruzione politica, dal 1969 subisce l’esproprio di fatto dei propri spazi urbani: viale Italia, piazza Stazione, via Garibaldi.
Strade nate per i cittadini, diventate nel tempo corsie di attraversamento, attesa, smistamento, imbarco. Strade consegnate ai Tir, ai veicoli in coda, al rumore, ai gas di scarico.
Le famiglie villesi raccontano da anni dolore, malattie, morti per tumori che esse collegano all’esposizione continuativa all’inquinamento prodotto dal traffico h24. Su questo punto non basta dire che il nesso causale va provato. Proprio perché va provato, servono dati. Servono centraline funzionanti. Servono serie storiche. Serve uno studio epidemiologico indipendente. Serve sapere se in questi decenni la popolazione esposta abbia pagato un prezzo sanitario superiore al resto del territorio.
Il traghettamento: lo Stretto passa da qui
Il sistema dei collegamenti nello Stretto è un’infrastruttura essenziale. Da Villa San Giovanni e Reggio Calabria passano cittadini, pendolari, autotrasportatori, operatori portuali, veicoli privati e mezzi pesanti diretti verso Messina, Tremestieri e Rada San Francesco.
Caronte & Tourist indica collegamenti passeggeri sullo Stretto e corse h24; per i veicoli commerciali indica partenze ogni due ore, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
Ma c’è un fatto che pesa. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nel 2022, ha sanzionato Caronte & Tourist per quasi 4 milioni di euro, affermando che la società aveva abusato della propria posizione dominante nel trasporto dei passeggeri con auto al seguito, praticando prezzi ritenuti troppo onerosi per i consumatori.
La società Caronte & Tourist nasce dalla fusione tra Caronte S.p.A., appartenente alla famiglia Matacena, e Tourist Ferry Boat S.p.A., di proprietà della famiglia Franza, secondo quanto riportato anche dal sito del Gruppo Franza.
E allora un’altra domanda va posta: quanto pesa questo sistema sulla vita quotidiana di Villa San Giovanni? E chi controlla che l’interesse economico del traghettamento non prevalga sulla salute, sulla mobilità e sulla dignità urbana dei cittadini?
Il viadotto Torbido: una corsia in meno, un problema in più
In questo quadro arriva il cantiere ANAS sul viadotto Torbido, lungo l’A2 – Diramazione Reggio Calabria, in direzione dello svincolo Porto.
Il Corriere della Calabria ha riportato che sul viadotto Torbido è attivo un restringimento della carreggiata tra Gallico e Reggio Calabria Porto, nel tratto tra il km 6,970 e il km 7,350, con limite di velocità a 60 km/h, divieto di sorpasso e interventi sulle sottostrutture.
Una carreggiata che si riduce da due corsie a una. Code. Incolonnamenti. Segnalazioni di traffico fino allo svincolo di Gallico.
E qui il problema cambia natura. Non è più solo traffico. È sicurezza pubblica. È protezione civile. È accesso all’Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria. Perché se una direttrice portuale si blocca, si blocca anche il tempo dei soccorsi.
Il sottopasso FS di via Garibaldi: l’ordinanza dice sicurezza, ma dove sono gli atti?
Poi c’è Villa San Giovanni. C’è il sottopasso ferroviario FS di via Garibaldi e via Marinai d’Italia.
L’ordinanza n. 61/2026 del Settore Polizia Locale del Comune di Villa San Giovanni, prot. n. 0015808 del 07 maggio 2026, richiama l’intervento RFI denominato “Riqualificazione e rifunzionalizzazione del complesso di stazione di interscambio tra il servizio ferroviario e il servizio marittimo” e afferma che le condizioni attuali del sottopasso non assicurano adeguati livelli di sicurezza per la pubblica incolumità.
La stessa ordinanza dispone la parzializzazione della carreggiata e il senso unico alternato, disciplinato da movieri, dalle ore 17:00 alle ore 02:00, dall’11 maggio al 26 maggio 2026.
Ma l’ordinanza non basta.
Dov’è il progetto esecutivo RFI? Dove sono il cronoprogramma, il quadro economico, il CUP, il CIG, il RUP, la direzione lavori, l’impresa esecutrice, i coordinatori della sicurezza, gli elaborati strutturali e le verifiche sismiche?
E ancora: i cartelli di cantiere sono esposti, completi, leggibili? I cittadini possono sapere chi lavora, con quali fondi, per quanto tempo e con quali responsabilità?
La sicurezza strutturale e il nodo sismico
Siamo nello Stretto. Non in un territorio qualunque.
Se il viadotto Torbido è interessato da interventi sulle sottostrutture, sui pendini o comunque su parti strutturali, e se il sottopasso FS di via Garibaldi è un’opera sotto linee ferroviarie nazionali, allora il tema non è soltanto viabilità: è sicurezza strutturale.
Le Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 sono state approvate con D.M. 17 gennaio 2018. In più, l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 2003 ha introdotto criteri generali per la classificazione sismica e per le costruzioni in zona sismica.
Il DPCM 21 ottobre 2003, attuativo di quella ordinanza, richiama le verifiche tecniche per edifici e opere infrastrutturali strategiche o rilevanti, comprese opere connesse a grande viabilità stradale e ferroviaria, porti, stazioni marittime e opere d’arte il cui collasso può determinare gravi conseguenze o interruzioni prolungate del traffico.
E allora la domanda è inevitabile: il viadotto Torbido e il sottopasso FS di via Garibaldi sono stati verificati come opere strategiche o rilevanti? Sono state pubblicate le verifiche? Sono stati resi noti i livelli di sicurezza, le classi d’uso, i collaudi, le verifiche idrauliche e geotecniche?
Il Ponte corre. Villa resta ferma nel traffico
Il Governo, con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, accelera sui commissariamenti e sulle procedure speciali. Il MIT riporta che Salvini ha prestato giuramento come Ministro il 22 ottobre 2022 e che dall’11 novembre 2022 il dicastero ha assunto la denominazione di Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il Decreto-Legge 11 marzo 2026, n. 32, riguarda “Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni”. La Camera dei deputati ha comunicato l’approvazione definitiva, il 7 maggio 2026, del disegno di legge di conversione, con modificazioni, già approvato dal Senato.
A Roma si corre. A Villa si resta in coda.
A Roma si parla di Ponte. A Villa si respira smog.
A Roma si commissaria. A Villa i cittadini chiedono ancora centraline, dati ambientali, piani del traffico, cartelli di cantiere, progetti esecutivi, verifiche sismiche e tutela sanitaria.
Questo non è un paradosso. È uno scandalo istituzionale.
Le criticità scientifiche sul Ponte
E mentre si accelera, sul Ponte restano aperte criticità tecnico-scientifiche.
Il 18 novembre 2025, al Senato, su iniziativa della senatrice a vita Elena Cattaneo, si è tenuto il seminario “Ponte sullo Stretto: confronto tecnico-scientifico su aspetti geologici e sicurezza del progetto”. Il confronto ha riguardato profili geologici, sismici e strutturali dell’opera.
La sintesi pubblicata su Scienza in rete richiama la necessità di ulteriori dati e analisi su faglie potenzialmente attive, accelerazioni sismiche, risposta al vento, aeroelasticità e complessità di una campata unica di circa 3.300 metri.
Nel dibattito tecnico è stato richiamato anche il valore di accelerazione sismica di riferimento pari a 0,58 g e la necessità di verificare se i modelli adottati siano davvero adeguati agli scenari peggiori ipotizzabili.
Sono temi che riguardano una domanda essenziale: il progetto del Ponte esiste e resiste sulla base delle migliori conoscenze scientifiche disponibili?
Le centraline sparite e il diritto a sapere cosa si respira
Nel frattempo, Villa San Giovanni respira ogni giorno il veleno prodotto dai mezzi pesanti incolonnati.
Secondo le segnalazioni dei cittadini, nel Comune sarebbero state eliminate, disattivate o comunque non più rese visibili le centraline di monitoraggio con maxi-video che consentivano di leggere i dati dell’inquinamento.
La Sindaca Giuseppina Caminiti, eletta con la lista civica Per Villa, deve chiarire: le centraline sono state rimosse? Sono state sostituite? Sono disattivate? I dati sono pubblicati online? Chi li controlla? Con quale frequenza? Chi risponde se i cittadini non possono sapere che aria respirano?
Qui non si parla di percezioni. Si parla di dati. Di salute. Di bambini, anziani, lavoratori, commercianti, residenti.
Davanti a decenni di traffico pesante nel centro urbano, occorre pretendere monitoraggio ambientale continuo, pubblicazione giornaliera dei valori, studio epidemiologico, verifica dell’incidenza delle patologie respiratorie, cardiovascolari e tumorali, e valutazione dell’esposizione storica della popolazione villese.
Nomi, partiti, responsabilità
Per i cittadini villesi i nomi devono essere chiari.
C’è Matteo Salvini, Lega, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
C’è Francesco Cannizzaro, Forza Italia, deputato eletto nel collegio uninominale Calabria U05; la Camera lo indica eletto nella circoscrizione Calabria, collegio uninominale Calabria-U05.
C’è Nicola Irto, Partito Democratico, senatore della Repubblica, eletto in Calabria, nato e residente a Reggio Calabria.
C’è Tilde Minasi, Lega, senatrice della Repubblica, eletta in Calabria nel collegio Calabria-U02 Reggio di Calabria, nata e residente a Reggio Calabria.
C’è Giusi Princi, Forza Italia, eurodeputata nel gruppo del Partito Popolare Europeo, nata a Reggio Calabria.
C’è Giuseppina Caminiti, sindaca di Villa San Giovanni, Lista Civica Per Villa.
C’è Ruggero Marra, consigliere e assessore comunale di Villa San Giovanni, Lista Civica Per Villa, che in Consiglio comunale ha richiamato la ferita storica del sottopasso e dell’attraversamento dei mezzi pesanti.
A ciascuno va chiesta una cosa semplice: cosa avete fatto, cosa state facendo e cosa intendete fare adesso?
La segnalazione ad ANSFISA
Alla denuncia politica e ambientale deve essere affiancata una segnalazione tecnica urgente.
ANSFISA promuove la sicurezza e assicura la vigilanza sulle condizioni di sicurezza delle infrastrutture ferroviarie, stradali e autostradali; il suo programma di vigilanza comprende anche audit e attività ispettive di campo sulle infrastrutture stradali e autostradali.
Il sottopasso ferroviario di via Garibaldi è sotto linee ferroviarie nazionali. Secondo la ricostruzione tecnica segnalata, per realizzarlo sarebbe stato effettuato un abbassamento del piano stradale di circa 2,50 metri, per ottenere un’altezza utile di circa 5 metri.
Questo pone tre questioni.
La prima: il rischio idraulico. Un piano stradale ribassato può funzionare come una vasca. In caso di piogge intense, servono drenaggi, pompe, vasche di accumulo, sistemi di emergenza, procedure di chiusura.
La seconda: la sicurezza strutturale. Il sottopasso è sotto una linea ferroviaria nazionale, soggetta a carichi dinamici, vibrazioni e sollecitazioni cicliche.
La terza: il rischio sismico. Villa San Giovanni è nell’area dello Stretto. Serve sapere se esistono calcoli aggiornati, collaudi statici, verifiche geotecniche, monitoraggi, controlli sulle spalle laterali e sulle sottofondazioni.
Per questo si chiede ad ANSFISA una verifica ispettiva urgente su collaudo statico, idoneità delle spalle e delle sottofondazioni, compatibilità con i carichi ferroviari, degradi, fessurazioni, cedimenti, capacità di drenaggio, pompe, piani di emergenza, sistemi di monitoraggio e procedure di sicurezza.
Appello alla mobilitazione pubblica dei cittadini villesi
Di fronte a questa situazione, non basta più attendere risposte dall’alto.
Serve una mobilitazione generale, pubblica, democratica e permanente dei cittadini di Villa San Giovanni, nel rispetto della legge ma con la massima fermezza civile.
Viale Italia, piazza Stazione e via Garibaldi devono tornare al centro della vita pubblica della città. Non come luoghi di paralisi, ma come luoghi di denuncia, assemblea, presidio, memoria e rivendicazione.
Servono assemblee popolari, presidi civici, sit-in autorizzati e manifestazioni pubbliche. Ogni iniziativa deve garantire il passaggio dei mezzi di soccorso e la sicurezza delle persone, ma deve essere visibile, continua, determinata.
Villa San Giovanni deve riprendersi le sue strade, la sua aria, la sua salute e la sua dignità.
Le richieste
Si chiede formalmente a MIT, ANAS, RFI, ANSFISA, Prefettura, Regione Calabria, Comune di Villa San Giovanni, Comune di Reggio Calabria, Autorità di Sistema Portuale, Capitaneria di Porto e operatori del traghettamento di rendere pubblici con urgenza tutti gli atti.
1. progetto esecutivo del viadotto Torbido;
2. progetto esecutivo del sottopasso FS di via Garibaldi;
3. CUP, CIG, quadro economico, finanziamenti e atti di approvazione;
4. impresa esecutrice, RUP, direzione lavori e coordinatori della sicurezza;
5. cronoprogramma reale dei lavori;
6. verifiche strutturali e sismiche eseguite;
7. classificazione delle opere ai sensi delle NTC 2018;
8. eventuale classe d’uso attribuita alle opere;
9. collaudo statico del sottopasso FS;
10. verifiche idrauliche, geotecniche e strutturali;
11. piano di gestione del traffico verso i porti;
12. piano specifico per il transito dei mezzi di soccorso;
13. esposizione immediata dei cartelli di cantiere, ove mancanti;
14. dati aggiornati sul monitoraggio dell’inquinamento atmosferico;
15. ripristino o pubblicazione online dei dati delle centraline ambientali;
16. avvio di uno studio epidemiologico sulla popolazione esposta;
17. misure per impedire tir fermi a motore acceso nel centro urbano;
18. presidi nei punti critici;
19. percorsi alternativi per cittadini, pendolari, tir e mezzi di emergenza;
20. verifica ispettiva urgente di ANSFISA sul sottopasso ferroviario;
21. chiarimenti sul ruolo della Capitaneria di Porto nella gestione dei flussi;
22. chiarimenti sul sistema di traghettamento, sulle condizioni concorrenziali, sulle tariffe e sull’impatto urbano e ambientale dei flussi portuali.
Questa non è più una semplice questione di traffico.
È una questione di salute pubblica.
È una questione di sicurezza.
È una questione di trasparenza.
È una questione di democrazia urbana.
È una questione di res publica.
Villa San Giovanni non può continuare a essere consegnata ai tir, allo smog, ai cantieri senza trasparenza e al silenzio istituzionale.
Prima di parlare di Ponte, decreti e commissari, lo Stato deve garantire una cosa più semplice: che i cittadini possano respirare, transitare, conoscere gli atti pubblici e vivere nella propria città senza sentirsi ospiti indesiderati a casa loro.
Fonte: Dal comunicato stampa di Francesco Caruso, presidente del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza – Stretto di Messina

















