Villa San Giovanni, la Sindaca: “Dal TAR apertura su ricorso contro la delibera CIPESS sul Ponte”

Ricorso dichiarato inammissibile, ma i giudici riconoscono la correttezza della strategia difensiva: possibile nuova impugnazione sull’atto finale
Giusy Caminiti Sindaco del Comune di Villa San Giovanni - RC

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio si è pronunciato sul ricorso presentato dal Comune di Villa San Giovanni e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria in merito al procedimento autorizzativo del Ponte sullo Stretto, dichiarandolo inammissibile ma lasciando aperta una strada significativa sul piano giuridico.

Secondo quanto emerge dalla decisione, i giudici amministrativi hanno ritenuto che gli atti impugnati nel ricorso, presentato nel dicembre 2024 e integrato da successivi motivi aggiunti, siano da considerarsi atti endoprocedimentali, ovvero privi di un effetto lesivo diretto e immediato nei confronti della comunità locale. Proprio per questo motivo, il TAR ha escluso la possibilità di una loro autonoma impugnazione.

Tuttavia, nella stessa pronuncia, il Tribunale ha chiarito un aspetto rilevante: resta pienamente possibile impugnare la delibera del CIPESS con cui è stato approvato il progetto definitivo dell’opera, riproponendo gli stessi motivi già sollevati nel primo ricorso, qualora tali criticità non vengano sanate.

Si tratta della delibera n. 41 del 6 agosto 2025, che rappresenta il passaggio decisivo nell’iter approvativo del Ponte sullo Stretto. Proprio su questo punto si concentra ora l’attenzione degli enti locali coinvolti.

Nel frattempo, la stessa delibera risulta attualmente inefficace. La Corte dei Conti, infatti, ha negato il visto di legittimità, sollevando rilievi che, secondo quanto dichiarato dall’amministrazione comunale, coincidono con le contestazioni già avanzate nel ricorso al TAR.

In una nota congiunta, la sindaca, la giunta e il gruppo consiliare “Città in Movimento” hanno evidenziato come, nonostante l’inammissibilità formale del ricorso, il TAR abbia riconosciuto la correttezza dell’impostazione difensiva adottata dal Comune. I giudici, infatti, hanno affermato di “non poter biasimare” la scelta dell’amministrazione di impugnare preventivamente gli atti, alla luce dell’incertezza interpretativa generata dal decreto-legge 35/2023.

La vicenda resta quindi aperta su più fronti. Da un lato, si attende di capire se il CIPESS interverrà per superare i rilievi della Corte dei Conti; dall’altro, si profila la possibilità di un nuovo contenzioso amministrativo, questa volta direttamente sulla delibera di approvazione del progetto definitivo.

Un passaggio che potrebbe rivelarsi decisivo per il futuro dell’opera e per il ruolo degli enti territoriali nella tutela degli interessi locali.

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