Villa San Giovanni, il Consiglio comunale sceglie la tutela del territorio: sì a lungomare e porto a sud, stop alle decisioni calate dall’alto

Approvata la linea della maggioranza: opere compatibili con il ponte, ma nel rispetto di legalità, salute pubblica e autonomia istituzionale. Calabrò: «La Corte dei Conti ci dà ragione»
Comune Villa San Giovanni - RC - facciata frontale del palazzo comunale

Il Consiglio comunale di Villa San Giovanni, nella seduta del 22 dicembre, ha approvato a maggioranza un atto di indirizzo che segna una linea politica chiara: sviluppo sì, ma nel rispetto del territorio, delle regole e della salute dei cittadini. La deliberazione riguarda la richiesta di finanziamenti per il completamento del lungomare e per la realizzazione di opere ritenute compatibili con il primo deliberato CIPE del 2012, per un importo complessivo di 4,77 milioni di euro, oltre alla richiesta di immediata disponibilità di 250 milioni di euro per la progettazione e la costruzione del porto a sud della città, in prossimità dell’attuale porto ferroviario.

Il Consiglio ha inoltre confermato le richieste relative alle opere preliminari connesse al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, con l’unica esclusione del secondo depuratore cittadino, prevedendo l’utilizzo delle somme residue. Via libera anche alla conferma delle opere inserite nel piano strategico territoriale, per un valore complessivo di circa 1 miliardo e 500 milioni di euro, considerate come interventi complementari al progetto del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia.

A rivendicare il risultato è Città in Movimento. «È un esito politico importante – afferma il capogruppo Enzo Calabrò – che conferma la visione di città su cui lavoriamo da anni, in continuità con le richieste storiche della nostra comunità. Una visione fondata sulla tutela del territorio e sull’autonomia decisionale degli organi comunali, elementi essenziali per una democrazia reale e non solo formale».

Nonostante il voto contrario espresso dalla minoranza, la maggioranza sottolinea come il deliberato lasci aperto uno spazio di confronto istituzionale. Le decisioni sulle singole opere, infatti, verranno nuovamente esaminate dal Consiglio comunale, con il coinvolgimento delle commissioni competenti nei lavori preparatori.

Il nodo centrale, però, resta il Ponte sullo Stretto. «Non abbiamo mai affrontato la questione in termini ideologici – chiarisce Calabrò – ma in modo concreto, partendo dai problemi reali che rischiano di ricadere quasi interamente su Villa San Giovanni». In questo senso, la recente deliberazione della Corte dei Conti viene letta dalla maggioranza come un segnale inequivocabile.

Secondo Calabrò, i rilievi dei magistrati contabili confermano le criticità già evidenziate negli anni dal Consiglio comunale: dalla gestione delle opere preliminari e complementari, che potrebbero trasformarsi in un danno ambientale, sanitario ed economico, fino alle carenze istruttorie e procedurali dell’intero iter. «Il nostro compito – ribadisce – è vigilare affinché il territorio non subisca scelte calate dall’alto, senza adeguate garanzie».

Tra i punti più critici richiamati figurano i profili di illegittimità della deliberazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 9 aprile 2025 (la cosiddetta relazione IROPI), le carenze del parere della Commissione Tecnica VIA-VAS n. 19/2024 per la mancata valutazione di soluzioni alternative, e l’assenza di un’istruttoria adeguata sugli impatti sulla salute umana e sulla sicurezza pubblica.

Non solo. La Corte dei Conti ha evidenziato anche la necessità di un nuovo confronto concorrenziale, alla luce delle modifiche intervenute rispetto al progetto originario, inizialmente impostato come project financing e oggi interamente finanziato con risorse pubbliche. A questo si aggiunge la violazione delle norme che prevedono il coinvolgimento dell’Autorità di regolazione dei Trasporti, il cui contributo tecnico sarebbe stato essenziale per la valutazione del piano economico-finanziario.

«Lo stato di diritto – sottolinea Calabrò – si fonda sulla trasparenza dei processi decisionali. Una procedura eccessivamente accelerata, priva di un’adeguata istruttoria, non garantisce questi principi». Rilievi che, secondo la maggioranza, coincidono con le motivazioni già contenute nel ricorso presentato dal Comune di Villa San Giovanni al TAR Lazio contro i pareri ambientali e i provvedimenti conclusivi relativi al progetto del Ponte sullo Stretto.

Infine, il capogruppo di Città in Movimento ricorda che la mancata registrazione della delibera CIPESS n. 41/2025 da parte della Corte dei Conti ha di fatto bloccato l’iter dell’opera. «Ancora una volta – conclude – abbiamo chiesto al Consiglio comunale di assumersi la responsabilità di tutelare la città. In un sistema democratico non esistono scorciatoie: vanno rispettate la legge, le sentenze e l’autonomia delle istituzioni. È il percorso che abbiamo intrapreso dal 2022 e che continuiamo a seguire per difendere Villa San Giovanni».

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