Villa San Giovanni, esposto  sul sottopassaggio RFI di Via Garibaldi: dubbi su sicurezza e autorizzazioni

Il Comitato Trasportatori libera concorrenza nello Stretto chiede verifiche su lavori del 1969: dubbi su sicurezza, autorizzazioni e possibili interventi per favorire il traffico dei TIR
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Villa San Giovanni – Un esposto istituzionale urgente è stato presentato oggi dal Comitato Trasportatori libera concorrenza dello Stretto di Messina in merito al sottopassaggio ferroviario di via Garibaldi, sollevando interrogativi su sicurezza, regolarità amministrativa e interventi strutturali risalenti al 1969.

L’iniziativa, promossa dal presidente Francesco Caruso, è stata indirizzata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, alla Prefettura, ad ANSFISA (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali) e trasmessa per conoscenza anche al Presidente della Repubblica.

Al centro della segnalazione vi sono alcune dichiarazioni rese dal consigliere comunale Ruggero Marra durante il Consiglio Comunale del 14 marzo 2026. In quella sede si sarebbe fatto riferimento a documentazione storica relativa a lavori effettuati nel 1969 sul sottopassaggio, con l’ipotesi di uno scavo ulteriore di circa due metri rispetto al livello originario.

Secondo quanto riportato, tali interventi sarebbero stati finalizzati a consentire il passaggio dei mezzi pesanti, in particolare TIR diretti agli imbarchi privati sullo Stretto di Messina. Un’ipotesi che, se confermata, aprirebbe scenari rilevanti sotto il profilo tecnico, amministrativo e della sicurezza pubblica.

Nel documento trasmesso alle autorità competenti, il Comitato chiede una serie di verifiche puntuali: dall’acquisizione degli atti storici relativi ai lavori del 1969, alla verifica di progetti, autorizzazioni e collaudi statici, fino ad accertamenti indipendenti sulla sicurezza strutturale e sismica dell’infrastruttura.

Tra le richieste figurano anche la conservazione dello stato dei luoghi, per evitare modifiche che possano compromettere eventuali indagini tecniche, e la valutazione di possibili impatti ambientali e sanitari. Non esclusa, inoltre, l’adozione di misure cautelari qualora emergano criticità.

“Le dichiarazioni rese in Consiglio Comunale non possono rimanere senza riscontro – afferma Caruso –. Se nel 1969 sono stati eseguiti interventi per favorire interessi privati legati al traffico dei mezzi pesanti, è necessario fare piena luce sotto il profilo istituzionale e tecnico”.

Il Comitato sottolinea anche l’urgenza degli accertamenti, evidenziando come il sottopassaggio sia utilizzato quotidianamente da migliaia di cittadini. “Non si può attendere il verificarsi di una tragedia prima di verificare sicurezza e condizioni strutturali”, conclude il presidente.

Ora si attende la risposta delle autorità coinvolte, chiamate a fare chiarezza su una vicenda che intreccia storia infrastrutturale, sicurezza pubblica e trasparenza amministrativa in uno dei nodi strategici della mobilità nello Stretto di Messina.

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