Villa San Giovanni, allarme idrogeologico: esposto su torrenti ostruiti e rischio per la caserma dei Carabinieri

Denuncia sulla sicurezza idraulica tra i torrenti Campanella e Immacolata: “foci cancellate dal porto, pericolo per cittadini e forze dell’ordine”
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Villa San Giovanni (RC) – Un esposto-denuncia accende i riflettori su un presunto grave rischio idrogeologico nel territorio di Villa San Giovanni, dove da decenni si registrerebbero criticità legate al deflusso delle acque dei torrenti Campanella e Immacolata.

A firmare la segnalazione è Francesco Caruso, presidente de comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza stretto di Messina, che ha inviato una richiesta di intervento istituzionale ai vertici dello Stato, evidenziando una situazione definita “pericolosa e persistente” sin dal 1965.

Foci dei torrenti “sigillate”: l’accusa

Al centro della denuncia vi è la presunta ostruzione delle foci naturali dei due corsi d’acqua, che secondo quanto riportato sarebbero state di fatto eliminate dalla realizzazione della banchina portuale concessa alla compagnia Caronte & Tourist.

Secondo l’esposto, l’infrastruttura portuale avrebbe creato un vero e proprio “effetto tappo”, impedendo il naturale deflusso delle acque verso il mare e aggravando i fenomeni di accumulo di sedimenti e acque meteoriche.

Allagamenti ricorrenti e viabilità compromessa

Le conseguenze sarebbero già evidenti da anni: a ogni evento piovoso, strade invase da fango, detriti e acqua, con disagi alla circolazione e condizioni di insalubrità.

Episodi simili sono stati documentati anche da fonti giornalistiche locali nel 2018, quando esondazioni dei torrenti provocarono allagamenti diffusi e il deposito di tonnellate di detriti nelle aree urbane e nelle zone limitrofe agli imbarchi.

Preoccupazione per la caserma dei Carabinieri

Uno degli aspetti più delicati riguarda la posizione della caserma dei Carabinieri, situata proprio tra i due torrenti. In caso di eventi meteorici intensi, la struttura potrebbe trovarsi isolata o addirittura esposta a rischi strutturali.

Secondo quanto evidenziato, l’eventuale accumulo d’acqua nel sottosuolo potrebbe compromettere le fondazioni dell’edificio, oltre a impedire alle forze dell’ordine di intervenire tempestivamente in situazioni di emergenza.

Accesso agli atti e trasparenza sotto osservazione

Nel documento viene inoltre segnalata la difficoltà di accesso agli atti amministrativi relativi alle concessioni demaniali e ai progetti portuali. Un elemento che, secondo il denunciante, ostacolerebbe la piena verifica della regolarità delle opere e del rispetto delle norme sulla sicurezza idraulica.

Viene richiamato in particolare il diritto all’informazione ambientale previsto dalla normativa vigente, ritenuto fondamentale in un contesto che riguarda direttamente la sicurezza pubblica.

I possibili profili di irregolarità

L’esposto invita a verificare diversi aspetti, tra cui:

  • eventuale interruzione del libero deflusso delle acque;
  • carenze nelle valutazioni di impatto idraulico;
  • compatibilità delle opere con le norme di polizia idraulica;
  • rischi concreti per edifici sensibili e infrastrutture strategiche.


Richiesta di intervento alle istituzioni

La segnalazione chiede l’attivazione degli organi competenti, tra cui il Presidente della Repubblica, il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, il Ministero delle Infrastrutture e quello dell’Ambiente, Tribunale di Reggio Calabria oltre alle autorità giudiziarie.

Tra le azioni sollecitate:

  • acquisizione degli atti concessori;
  • verifiche tecniche sulle foci dei torrenti;
  • eventuali interventi urgenti per il ripristino della continuità idraulica;
  • valutazioni sulla sicurezza della caserma dei Carabinieri.


Un caso che tocca sicurezza e territorio

Il caso sollevato pone al centro il rapporto tra sviluppo infrastrutturale e tutela del territorio, in un’area particolarmente delicata come quella dello Stretto.

La richiesta è ora quella di accertamenti rapidi e approfonditi per chiarire eventuali responsabilità e prevenire scenari di rischio che, secondo il denunciante, potrebbero avere conseguenze gravi per la popolazione e per i presidi dello Stato.

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