VILLA SAN GIOVANNI – Un viaggio nella memoria meno raccontata della Seconda guerra mondiale, quella degli Internati Militari Italiani (IMI), ha attraversato l’Istituto d’Istruzione Superiore “L. Nostro – L. Repaci” in occasione delle iniziative dedicate alla Giornata della Memoria. Il 23 e 24 gennaio, nelle sedi di via De Gasperi e via Zanotti Bianco, gli studenti delle classi quinte hanno incontrato Nicola Marazzita, autore del volume “Il coraggio dei tre no. Storia di una resistenza silenziosa” e figlio di un internato militare.
Gli incontri, coordinati dalla professoressa Monica Nucera, docente di Filosofia e Storia, si sono aperti con i saluti istituzionali della dirigente scolastica Maristella Spezzano e della sindaca di Villa San Giovanni Giusy Caminiti, sottolineando il valore civile e formativo dell’iniziativa.
«La scuola è il luogo in cui la memoria diventa consapevolezza – ha affermato la dirigente Spezzano – e conoscere la storia degli IMI significa comprendere come la dignità e la libertà possano essere difese anche senza armi, attraverso scelte personali coraggiose».
Nel suo intervento, Marazzita ha ripercorso la vicenda dei oltre 600 mila soldati italiani che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e di collaborare con il nazismo. Quel triplice “no” – a Salò, alla guerra e al giuramento ai tedeschi – costò la deportazione nei lager, dove gli internati furono sottoposti a condizioni di vita estreme: fame, freddo, lavoro forzato e umiliazioni quotidiane.
L’autore ha evidenziato come gli IMI non siano stati semplici vittime, ma protagonisti di una resistenza civile consapevole. Un’opposizione silenziosa che si manifestava anche nel custodire documenti personali, fotografie e lettere, segni tangibili della propria identità umana contro il tentativo di annientamento nazista.
Una pagina di storia rimasta a lungo nell’ombra, recuperata solo negli ultimi decenni grazie al riconoscimento istituzionale avviato con il presidente Carlo Azeglio Ciampie proseguito con Sergio Mattarella. Solo nel 2025, a ottant’anni dagli eventi, il 20 settembre è stato ufficialmente indicato come giornata commemorativa dedicata agli IMI.
Durante gli incontri al “Nostro-Repaci” hanno trovato spazio anche le testimonianze di altri figli di internati militari, che hanno condiviso ricordi familiari e frammenti di memoria privata, rendendo ancora più concreta e vicina l’esperienza della deportazione. Numerosi gli interventi degli studenti, coinvolti in un dialogo vivo e partecipato.
Dalle due giornate è nato inoltre un progetto condiviso: una collaborazione tra l’Istituto e il Comune di Villa San Giovanni per individuare, ricostruire e documentare le storie degli IMI originari del territorio, restituendo loro un posto nella memoria collettiva cittadina.
Come emerso nelle conclusioni, la lezione degli Internati Militari Italiani è ancora attuale: la storia non si misura dalle dichiarazioni, ma dalle scelte. Ricordarli significa difendere ciò che nessuna violenza può cancellare: la dignità dell’essere umano di fronte all’oppressione.

















