Villa San Giovanni – A quasi un mese dalla rimozione del vicesindaco più votato della coalizione e dalla nomina di un nuovo vice, prende forma una nuova realtà politica nel Consiglio comunale. L’Avv. Ada Nicoletta Pavone e il Dr. Pietro Idone annunciano la costituzione del gruppo consiliare “Spazio Democratico”, che sarà ufficializzato alla prima seduta utile dell’assemblea cittadina. Capogruppo sarà l’Avv. Pavone.
La nascita del nuovo gruppo arriva dopo la rottura con la maggioranza di governo e con il gruppo “Città in Movimento”, una separazione che – spiegano i due consiglieri – non è stata frutto di una scelta autonoma, ma la conseguenza di una serie di atti politici ritenuti incomprensibili e punitivi.
La frattura dopo il Consiglio comunale sul Ponte
Secondo Pavone e Idone, l’origine della crisi risale al Consiglio comunale del 22 dicembre 2025, durante il dibattito sul progetto del Ponte sullo Stretto. In quella sede, l’allora vicesindaca Ada Pavone aveva pronunciato un intervento nel quale riconosceva il lavoro svolto dall’amministrazione e, allo stesso tempo, valorizzava il contributo politico e tecnico del mondo associativo e del centrosinistra cittadino, in particolare del Partito Democratico villese.
Un intervento che, a loro avviso, ribadiva la linea già seguita dall’amministrazione comunale – compreso il ricorso al TAR – ma che avrebbe suscitato una reazione durissima da parte della sindaca, culminata nell’accusa di “sfiducia politica”.
Le richieste di dimissioni e la revoca della delega
Nei giorni successivi, durante alcune riunioni di maggioranza tenutesi a Palazzo San Giovanni, la sindaca avrebbe chiesto esplicitamente ad Ada Pavone di rimettere la delega di vicesindaco. Richiesta respinta perché ritenuta priva di fondamento politico e amministrativo.
Il dissenso si sarebbe ulteriormente aggravato quando, il 30 dicembre, la maggioranza dei consiglieri – ad eccezione di Idone – si sarebbe espressa a favore della revoca della delega. Alla base della decisione, secondo quanto riferito, vi sarebbe stata la presunta “apertura politica” verso il Partito Democratico, considerata una frattura non concordata.
Comunicati, protocolli e strappi definitivi
Il punto di non ritorno viene individuato nella riunione del 9 gennaio 2026, quando un gruppo di consiglieri avrebbe redatto e diffuso alla stampa un comunicato di fiducia alla sindaca e di remissione delle deleghe, senza alcun confronto preventivo con Pavone e Idone.
I due amministratori, esclusi dalla condivisione del testo, formalizzavano comunque la propria fiducia alla sindaca tramite nota PEC, manifestando la disponibilità all’azzeramento della giunta. Pochi giorni dopo, però, arrivava la revoca ufficiale della delega di vicesindaco e, il 16 gennaio, la nomina del nuovo vice.
A quel punto, come preannunciato, Pavone rassegnava le dimissioni da assessore e Idone da presidente della Commissione Territorio.
“Un’azione punitiva, non una scelta politica”
A distanza di settimane, denunciano Pavone e Idone, l’unico atto concreto di rilancio amministrativo è stata la loro estromissione, senza una reale riorganizzazione della giunta né una nuova assegnazione delle deleghe.
I numeri, sottolineano, raccontano una storia diversa da quella della “frattura politica”: oltre mille delibere di giunta votate favorevolmente dalla vicesindaca e il sostegno compatto a tutte le delibere consiliari. Dati che rendono, a loro dire, incomprensibile la scelta di revocarne il ruolo.
Metodo e visione: la critica alla leadership
Nel comunicato, la critica si allarga al metodo di governo della maggioranza, accusata di non tollerare il dissenso interno e di ridurre il confronto politico a una mera formalità. Una gestione definita distante dall’idea di “politica del cambiamento” e più vicina a una logica di comando che di guida.
Vengono ricordati anche altri episodi emblematici, come le difficoltà di confronto in occasione delle elezioni regionali e la reprimenda subita da Ada Pavone per un intervento di solidarietà alla popolazione palestinese durante un Consiglio comunale del settembre 2025.
Nasce “Spazio Democratico”
Da questa esperienza prende forma Spazio Democratico, un gruppo consiliare che si propone come luogo di confronto autentico, laboratorio politico aperto e punto di riferimento per chi crede in una visione progressista, riformista e inclusiva della città.
Pavone e Idone rivendicano il lavoro svolto dal 2022 ad oggi: il contributo all’uscita dal dissesto finanziario, l’apertura di numerosi cantieri, la programmazione di interventi strategici per il futuro di Villa San Giovanni.
Riconoscono il ruolo centrale del centrosinistra e del Partito Democratico, non come approdo esclusivo ma come interlocutore naturale di un percorso politico basato su valori condivisi, confronto e rispetto delle differenze.
Uno sguardo avanti
“Spazio Democratico” nasce, concludono, per continuare a lavorare nell’interesse della comunità villese, senza rinunciare alla propria identità politica e senza accettare logiche punitive o personalistiche.
Un nuovo capitolo si apre nel Consiglio comunale di Villa San Giovanni. E il confronto politico, piaccia o meno, torna ad essere centrale.

















