Tremestieri (Messina) – Code di camion, attese agli imbarchi e nuove polemiche sulla gestione dei collegamenti marittimi nello Stretto. È questo il quadro descritto da Francesco Caruso, presidente del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Stretto di Messina, in un video girato il 18 giugno 2026 al porto di Tremestieri.
Secondo quanto documentato e dichiarato dal rappresentante del comitato, nel corso del pomeriggio di oggi numerosi mezzi pesanti sarebbero rimasti in attesa di imbarco mentre, nello stesso momento, il numero di navi operative sarebbe apparso insufficiente rispetto alla domanda di attraversamento.
Nel video Caruso mostra l’area portuale e sostiene che la situazione stesse generando un progressivo accumulo di camion, con il rischio – secondo la sua ricostruzione – di ripercussioni sulla viabilità fino agli accessi autostradali.
Il presidente del comitato concentra gran parte delle sue critiche sull’attuale organizzazione del sistema di traghettamento destinato al traffico commerciale nello Stretto di Messina. Secondo Caruso, il numero degli operatori presenti e le modalità di assegnazione degli spazi portuali non garantirebbero un livello adeguato di concorrenza per rispondere alle esigenze dell’autotrasporto.
Tra i passaggi più significativi del suo intervento vi è il riferimento alla composizione del mercato dei traghettamenti. Caruso sostiene che alcune compagnie presenti nel sistema di collegamento sarebbero, secondo la sua ricostruzione, riconducibili a interessi comuni o collegati.
Nel video Caruso dedica una parte rilevante del proprio intervento anche alla struttura del mercato dei traghettamenti nello Stretto di Messina. Il presidente del Comitato sostiene che alcune delle compagnie operative sarebbero, secondo la sua ricostruzione, riconducibili a interessi comuni o comunque collegate tra loro.
Tra gli esempi citati nel video vengono richiamate Meridiano Lines e Caronte & Tourist, che Caruso indica come elementi di un assetto che, a suo giudizio, ridurrebbe il numero effettivo di operatori realmente indipendenti presenti sul mercato dei collegamenti marittimi.
Secondo il rappresentante del comitato, questa situazione avrebbe conseguenze dirette sulla disponibilità delle corse, sulla capacità di assorbire i flussi di traffico dei mezzi pesanti nei momenti di maggiore domanda e sui tempi di attesa per gli autotrasportatori che utilizzano il porto di Tremestieri.
Si tratta di dichiarazioni espresse da Francesco Caruso nel corso del video e che rappresentano la posizione del Comitato, senza costituire accertamenti su assetti societari, rapporti di controllo o eventuali violazioni della normativa sulla concorrenza.
Il presidente del Comitato richiama anche il tema delle concessioni e della gestione del porto di Tremestieri, sostenendo che negli anni il modello adottato avrebbe favorito una concentrazione del servizio. Nel video vengono inoltre sollevate osservazioni sui rapporti tra gestione infrastrutturale e operatori del traghettamento, chiedendo verifiche e controlli da parte delle autorità competenti.
Un altro punto affrontato riguarda il sistema tariffario applicato agli autotrasportatori. Secondo Caruso, i trasportatori siciliani incontrerebbero limitazioni nella possibilità di acquistare alcune formule di viaggio direttamente dal versante siciliano, con conseguenze economiche sui costi di esercizio delle imprese.
«Non ci fermeremo», afferma il presidente del comitato nel corso dell’intervento, annunciando ulteriori iniziative pubbliche e richieste di approfondimento istituzionale sulla gestione dei collegamenti marittimi nello Stretto.
Il tema della funzionalità del porto di Tremestieri continua così ad alimentare il confronto tra operatori del settore e istituzioni, in un contesto in cui il traffico merci rappresenta uno snodo essenziale per l’economia e la mobilità tra Sicilia e Calabria.
Nota redazionale: le dichiarazioni riportate nell’articolo rappresentano le posizioni espresse da Francesco Caruso nel video registrato il 18 giugno 2026 e non costituiscono accertamenti su eventuali responsabilità, concentrazioni di mercato o violazioni della normativa vigente.

















