Tremestieri in ritardo, Franza minimizza: intanto crescono i disagi sullo Stretto

Al Partenariato della Risorsa Mare esplode il caso traffico e autotrasportatori. Il porto resta incompleto, nessuna nuova compagnia entra nel sistema e lo Stretto continua a dipendere dagli stessi operatori
porto di tremestieri me

MESSINA – Il porto di Tremestieri continua ad accumulare ritardi, i lavori procedono tra rinvii e criticità operative e sullo Stretto di Messina resta sempre più evidente il rischio di uno stallo strutturale del sistema traghetti. È questo il quadro emerso durante la seduta del Partenariato della Risorsa Mare dell’Autorità Portuale dello Stretto, dove il tema delle code, dei video diffusi online e delle proteste degli autotrasportatori ha acceso il confronto tra operatori e istituzioni.

Al centro della discussione le dichiarazioni di Vincenzo Franza, rappresentante degli armatori e figura di vertice di Caronte & Tourist, che ha cercato di ridimensionare la portata delle immagini circolate nelle ultime settimane sui social e nei gruppi degli autotrasportatori.

Video che mostrano lunghe file di camion, mezzi pesanti bloccati per ore e congestionamenti nell’area sud di Messina, diventati il simbolo di un sistema che continua a soffrire gli stessi problemi da anni.

Franza: “I video non raccontano il blocco totale”

Durante il confronto sulle doglianze degli autotrasportatori, Franza ha sostenuto che le immagini diffuse online mostrano criticità reali ma non una paralisi totale del traffico nello Stretto.

Una posizione che punta a ridimensionare la narrazione di un sistema fuori controllo, sostenendo che il traffico sia rimasto entro parametri gestibili grazie al trasferimento dei flussi verso i porti storici.

Ma proprio questa affermazione ha finito per riaccendere le polemiche sullo stato reale dell’attraversamento tra Sicilia e Calabria. Perché se il sistema continua a reggere solo attraverso deroghe, reinoltri e utilizzo dei vecchi approdi cittadini, significa che Tremestieri non è ancora riuscito a svolgere pienamente il ruolo per cui era stato progettato.

Tremestieri, lavori in ritardo e cantiere ancora incompleto

Nel corso della seduta, il presidente dell’Autorità Portuale Francesco Rizzo ha confermato che il cantiere del porto ha accumulato circa sei mesi di ritardo a causa di problemi operativi dell’impresa e delle condizioni meteomarine.

Una situazione che continua a pesare sulla viabilità urbana di Messina e sull’intero sistema logistico dello Stretto. Nonostante l’avvio di nuove lavorazioni in mare e il coinvolgimento di ditte specializzate, il completamento dell’opera appare ancora molto lontano.

E mentre il porto resta incompleto, il traffico merci continua a riversarsi in parte sulla città, con pesanti ripercussioni sulla mobilità e sui tempi di attraversamento.

Nessuna nuova compagnia e sistema bloccato

A rendere ancora più delicata la situazione è anche l’assenza di nuovi operatori nel mercato dell’attraversamento dello Stretto. Il sistema continua infatti a dipendere quasi esclusivamente dagli attuali gruppi armatoriali, senza l’ingresso di nuove compagnie in grado di aumentare concorrenza, frequenze e capacità operativa.

Un elemento che alimenta le critiche di chi sostiene che lo Stretto viva ormai una condizione di sostanziale immobilismo, con pochi soggetti dominanti e margini limitati di cambiamento.

Le difficoltà registrate nei giorni di maltempo hanno mostrato quanto il sistema resti fragile davanti a un aumento improvviso dei flussi o a situazioni emergenziali.

“Servizi insufficienti”: la stessa ammissione di Franza

Nel tentativo di ridimensionare l’emergenza, Franza ha comunque riconosciuto che i problemi strutturali esistono eccome. Durante il suo intervento ha parlato apertamente di bagni insufficienti, carenza di punti ristoro, asfalto deteriorato e servizi inadeguati per gli autotrasportatori.

Criticità che riguardano non solo Tremestieri ma anche Villa San Giovanni e Reggio Calabria, confermando come l’intero sistema dello Stretto soffra ancora una pesante arretratezza infrastrutturale.

E proprio questa contraddizione alimenta il malcontento di molti operatori del settore: da un lato si ridimensionano le immagini delle code, dall’altro si ammette che le strutture e i servizi restano insufficienti per sostenere il traffico quotidiano di merci e passeggeri.

Il nodo dello Stretto resta irrisolto

La seduta del Partenariato ha così certificato ancora una volta un problema ormai cronico: il sistema dello Stretto continua a vivere in equilibrio precario tra lavori incompleti, traffico crescente, infrastrutture insufficienti e assenza di reali alternative operative.

Nel frattempo, i video delle code continuano a circolare online e a raccontare una realtà che migliaia di camionisti, pendolari e passeggeri vivono ogni giorno tra attese, rallentamenti e disagi.

E mentre Tremestieri accumula ritardi, lo Stretto di Messina resta fermo in una transizione infinita.

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