Trapani-Pantelleria: 18 ore di inferno e navigazione notturna con aliscafo. Chi ha autorizzato?

Guasto al motore, ripartenza in serata, navigazione notturna, forte rallentamento e arrivo a Pantelleria alle 7 del mattino: circa 200 passeggeri coinvolti e pesanti disagi. La CON.F.I.A.L. Settore Marittimo chiede chiarezza sulle autorizzazioni, sulla sicurezza dell’aliscafo Gianni M, sull’assistenza ai viaggiatori e sul rispetto dei turni e dei riposi dell’equipaggi
aliscafo liberty lines

Diciotto ore di viaggio per una tratta che, in condizioni normali, richiede circa tre ore. È quanto sarebbe accaduto sulla linea Trapani-Pantelleria con l’aliscafo Gianni M di Liberty Lines, al centro della denuncia della CON.F.I.A.L. – Confederazione Italiana Lavoratori, Settore Marittimo, che chiede ora risposte precise alle autorità competenti.

Secondo quanto riportato dalla stampa e dalle testimonianze dei passeggeri, l’aliscafo sarebbe partito da Trapani alle 13.30 del 13 agosto, per essere costretto poco dopo a rientrare in porto a causa di un problema al motore.

La ripartenza sarebbe avvenuta soltanto alle 22.15. Durante la navigazione, alle 00.40, si sarebbe verificato un nuovo rallentamento, con la velocità passata da circa 32 a 7 nodi. L’arrivo a Pantelleria sarebbe avvenuto alle 7.00 del mattino, dopo una notte trascorsa in mare.

Un viaggio durato complessivamente circa 18 ore, con circa 200 passeggeri coinvolti, voli persi e, secondo la denuncia sindacale, assistenza giudicata insufficiente.

Navigazione notturna: chi ha autorizzato la partenza?

È soprattutto sulla navigazione notturna che la CON.F.I.A.L. concentra i propri interrogativi.

Il sindacato chiede di sapere chi abbia autorizzato la navigazione dell’aliscafo durante le ore notturne e se sia stata emessa una specifica autorizzazione o ordinanza da parte della Capitaneria di Porto di Trapani.

La questione viene posta in relazione alle disposizioni di sicurezza applicabili alle unità ad alta velocità e alla navigazione passeggeri. Secondo la CON.F.I.A.L., occorre verificare se, nel caso specifico, fossero presenti le condizioni e le autorizzazioni necessarie per proseguire la navigazione durante la notte.

Da qui la richiesta di rendere pubblica l’eventuale ordinanza che avrebbe consentito la prosecuzione del viaggio e di chiarire per quale ragione e in quali condizioni operative l’unità sia stata autorizzata a navigare fino alle prime ore del mattino.

Il problema tecnico e l’idoneità dell’unità

Altro punto sollevato dalla CON.F.I.A.L. riguarda le condizioni tecniche dell’aliscafo.

Il Gianni M, secondo la ricostruzione diffusa, avrebbe manifestato un problema al motore poco dopo la partenza, rendendo necessario il rientro a Trapani. Dopo diverse ore, l’unità sarebbe ripartita, salvo poi procedere successivamente a velocità fortemente ridotta.

Per il sindacato è quindi necessario accertare se l’unità fosse pienamente idonea alla navigazione e se fossero state effettuate tutte le verifiche tecniche necessarie prima della ripartenza.

La CON.F.I.A.L. chiede pertanto un’ispezione urgente sullo stato di manutenzione della flotta degli aliscafi, affinché siano verificati sicurezza, efficienza e condizioni operative delle unità impiegate nei collegamenti con le isole minori.

Ritardi e assistenza: quali diritti per i passeggeri?

La vicenda riaccende anche il tema dei diritti dei passeggeri nel trasporto marittimo.

Il riferimento indicato dalla CON.F.I.A.L. è il Regolamento UE 1177/2010, che disciplina i diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne, prevedendo specifici obblighi di informazione e assistenza in determinate circostanze di cancellazione o ritardo.

Secondo il sindacato, i passeggeri coinvolti sarebbero rimasti per ore in una situazione di forte incertezza, con conseguenze anche sui successivi collegamenti aerei.

La CON.F.I.A.L. chiede quindi che venga verificato se, nel caso specifico, siano stati rispettati tutti gli obblighi previsti dalla normativa europea e se spettino ai passeggeri rimborsi, assistenza o eventuali forme di compensazione, in relazione alle circostanze effettivamente accertate.

Turni e riposi dell’equipaggio: l’altro fronte della denuncia

La vicenda non riguarda soltanto i passeggeri. La CON.F.I.A.L. pone l’attenzione anche sulle condizioni di lavoro dei marittimi coinvolti.

Secondo il sindacato, la durata eccezionale dell’operazione e i turni determinati dall’interruzione del servizio e dalla successiva ripartenza renderebbero necessario verificare il rispetto delle norme sui tempi di lavoro e di riposo dell’equipaggio, nonché delle disposizioni previste dal contratto collettivo applicabile.

La richiesta è quindi quella di un accertamento da parte degli organismi competenti sui turni effettuati, sui periodi di riposo e sulla composizione degli equipaggi, senza dare per accertate violazioni che dovranno eventualmente emergere dalle verifiche ispettive.

Le richieste della CON.F.I.A.L.

Alla luce dell’accaduto, la CON.F.I.A.L. Settore Marittimo rivolge cinque richieste alla Capitaneria di Porto di Trapani, alla Regione Siciliana, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e a Liberty Lines:

  1. Rendere disponibile l’eventuale ordinanza o autorizzazione che avrebbe consentito la navigazione notturna del Gianni M.
  2. Disporre verifiche urgenti sulle condizioni di manutenzione e sicurezza degli aliscafi impiegati nei collegamenti con le isole minori.
  3. Verificare i diritti dei passeggeri coinvolti nel grave ritardo e procedere, ove previsto dalla normativa, ai relativi rimborsi, indennizzi e forme di assistenza.
  4. Accertare il rispetto dei turni e dei riposi dell’equipaggio, attraverso gli organismi ispettivi competenti.
  5. Predisporre un piano di emergenza efficace per le isole minori, capace di garantire la continuità territoriale anche in presenza di guasti o interruzioni del servizio.


La richiesta di chiarezza

La CON.F.I.A.L. chiede dunque che sulla vicenda venga fatta piena luce, distinguendo le responsabilità eventualmente accertate dai fatti ancora da verificare.

La domanda centrale resta quella sollevata dal sindacato: chi ha autorizzato la navigazione notturna del Gianni M e sulla base di quali condizioni di sicurezza?

Per la CON.F.I.A.L., la continuità territoriale verso le isole minori deve essere garantita, ma senza compromettere la sicurezza di passeggeri ed equipaggi.

La sicurezza della navigazione e la tutela dei marittimi e dei passeggeri devono venire prima di tutto.

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