Torrente Santa Trada, l’intervento entra nella fase decisiva: «Tutela ambientale e riqualificazione del territorio»

Dalla messa in sicurezza annunciata dall’Amministrazione Caminiti nel 2025 ai lavori sul torrente: il Comune rivendica un’opera destinata a migliorare la sicurezza idraulica e l’attraversamento dell’area
ponte sul torrente santa trada porticello villa san giovanni

Villa San Giovanni – Un intervento che l’Amministrazione comunale aveva presentato come strategico per la messa in sicurezza del territorio e che oggi, 11 agosto 2026, arriva a un passaggio significativo. È quello sul torrente Santa Trada, al centro di un progetto sul quale la sindaca Giusy Caminiti e la sua Amministrazione avevano già illustrato finalità e caratteristiche nel corso del Consiglio comunale del maggio 2025.

A distanza di oltre un anno, la sindaca ha affidato a una breve nota il punto sull’avanzamento dei lavori, sottolineando il valore ambientale e territoriale dell’intervento.

«Ve lo presenteremo con calma questo lavoro quando sarà ultimato, ma oggi gioiamo per aver concluso una parte fondamentale di un intervento che parla di tutela ambientale, salvaguardia e riqualificazione del territorio», ha scritto Caminiti.

Un messaggio accompagnato dal ringraziamento al direttore dei lavori, all’impresa esecutrice, alle maestranze e ai fornitori: «Lavorare l’11 agosto con questa dedizione e sotto queste temperature non è da tutti!».

Il progetto annunciato nel 2025

Per comprendere la portata dell’intervento è necessario tornare alle parole pronunciate dall’Amministrazione nel maggio dello scorso anno. In Consiglio comunale, la sindaca aveva ricostruito l’iter amministrativo partendo dalla deliberazione di Giunta del 25 luglio 2024, con la quale era stata approvata l’adozione del progetto di fattibilità tecnico-economica finalizzato alla partecipazione a un bando ministeriale destinato agli interventi di messa in sicurezza del territorio.

La scelta veniva rivendicata come una precisa linea politica: intervenire sulla sicurezza di un territorio caratterizzato, secondo l’Amministrazione, da una forte pressione urbanistica e da problematiche legate al dissesto idrogeologico.

Nel suo intervento in aula, Caminiti aveva richiamato proprio la particolare fragilità del sistema dei torrenti cittadini, citando, tra gli altri, il Piria, lo Zagarella, il Campanella e l’Immacolata, oltre al Santa Trada.

Santa Trada, sicurezza idraulica e attraversamento

Il torrente Santa Trada assume un ruolo centrale nel progetto perché, secondo quanto illustrato dall’Amministrazione, l’area presenta criticità legate alla presenza di vegetazione e detriti nell’alveo e alla necessità di garantire un adeguato deflusso delle acque in caso di piena.

La relazione tecnica richiamata in Consiglio comunale individuava infatti come obiettivo principale dell’intervento il ripristino dell’efficienza idraulica del torrente attraverso la pulizia dell’alveo e successivi interventi di sistemazione, sulla base dello studio idraulico effettuato.

Tra le opere previste figurava anche la realizzazione di un ponte in acciaio, destinato a collegare le due sponde e a mettere in sicurezza l’attraversamento del torrente.

L’intervento, dunque, non è stato presentato esclusivamente come un’opera di manutenzione dell’alveo, ma come un progetto più ampio di messa in sicurezza, riqualificazione e miglioramento della fruibilità dell’area.

Vincoli e autorizzazioni

Nel dibattito consiliare del maggio 2025, l’Amministrazione aveva inoltre evidenziato la complessità dell’area interessata dai lavori, sottoposta a diversi livelli di tutela: vincolo paesaggistico, vincolo idrogeologico e vincolo archeologico.

Proprio per questo, la sindaca aveva richiamato il percorso seguito attraverso gli enti competenti e le valutazioni espresse nell’ambito della conferenza dei servizi.

Tra gli elementi citati vi erano anche i pareri degli uffici della Soprintendenza e le valutazioni della Regione Calabria, con riferimento alla compatibilità dell’intervento con gli obiettivi di messa in sicurezza del territorio comunale e di ripristino dell’efficienza idraulica del Santa Trada.

Una scelta politica sulla sicurezza del territorio

Nel suo intervento in Consiglio, Caminiti aveva inserito il progetto all’interno di una più ampia strategia di tutela del territorio, collegandolo anche alle questioni dell’erosione costiera, delle nuove opere infrastrutturali e del futuro sviluppo dell’area dello Stretto.

Un passaggio particolarmente significativo riguardava il rapporto tra sicurezza del territorio e presenza di costruzioni nelle aree interessate dai torrenti.

L’Amministrazione aveva sostenuto la necessità di intervenire prioritariamente per mettere in sicurezza le persone e le aree esposte, anche in considerazione della complessità e dei costi che comporterebbe un’azione generalizzata di demolizione degli edifici abusivi.

Una posizione politica che la sindaca aveva esplicitamente rivendicato nel corso della seduta consiliare, inserendola nel quadro delle scelte dell’Amministrazione sulla gestione del territorio.

Oggi il primo risultato: «Una parte fondamentale»

È proprio alla luce di quelle intenzioni, illustrate pubblicamente nel 2025, che assume significato l’aggiornamento diffuso oggi dalla sindaca.

L’11 agosto 2026 Caminiti parla infatti della conclusione di una «parte fondamentale» dell’intervento, senza però anticipare nel dettaglio l’intera opera, rinviando la presentazione complessiva a quando i lavori saranno ultimati.

Il messaggio restituisce quindi la fotografia di un intervento ancora da completare, ma arrivato a una fase che l’Amministrazione considera importante.

Il Santa Trada torna così al centro dell’azione amministrativa di Villa San Giovanni: da torrente indicato nel 2025 tra le aree maggiormente problematiche sotto il profilo della sicurezza idraulica, a cantiere nel quale oggi il Comune rivendica un avanzamento concreto.

Il passaggio successivo sarà la conclusione dell’opera e la sua presentazione complessiva alla cittadinanza. Sarà allora possibile valutare nel dettaglio il risultato finale di un progetto che l’Amministrazione Caminiti aveva individuato, già nel 2024 e nel 2025, come uno degli interventi destinati a incidere sulla sicurezza e sulla riqualificazione del territorio.

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