Tensione in consiglio comunale a Villa San Giovanni: scontro acceso tra maggioranza e minoranza

L’assessore Ruggero Marra replica duramente alle accuse dei consiglieri di opposizione: “Ricostruzione falsa, i fatti sono documentati. Io interrotto e minacciato dopo un intervento sul genocidio di Gaza”.
Comune Villa San Giovanni - RC - facciata frontale del palazzo comunale

Clima infuocato nell’ultima seduta del consiglio comunale di Villa San Giovanni, dove un acceso confronto verbale si è trasformato in momenti di forte tensione. L’assessore Ruggero Marra, con una nota diffusa sui social, ha voluto chiarire la sua versione dei fatti in risposta alle dichiarazioni dei gruppi di minoranza, accusati di aver diffuso “una ricostruzione non veritiera” di quanto accaduto in aula.

Secondo quanto riportato dall’assessore, la scintilla si sarebbe accesa prima della discussione su un’interrogazione riguardante i cimiteri cittadini. Prima di affrontare il punto, Marra avrebbe deciso di dedicare alcune parole alla situazione internazionale, soffermandosi sulla tragedia di Gaza, da lui definita “un genocidio sotto gli occhi del mondo”.

A quel punto, il capogruppo di minoranza Santoro lo avrebbe interrotto in modo “scomposto e violento”, contestandogli la possibilità di criticare l’operato del governo. Marra racconta di aver ribadito più volte che la libertà di espressione, anche in sede istituzionale, è un principio democratico irrinunciabile: “Ho detto chiaramente che non viviamo in un regime fascista e che posso esprimere liberamente le mie idee”.

La situazione è degenerata poco dopo, costringendo la presidente del consiglio a sospendere la seduta. Durante l’interruzione, secondo l’assessore, sarebbero volate parole pesanti: “Il capogruppo Santoro mi ha invitato a seguirlo fuori dall’aula con atteggiamento minaccioso – afferma – mentre un consigliere comunale tentava ripetutamente un corpo a corpo con il consigliere Scicchitano, sedato a fatica da altri colleghi e dal segretario”.

Marra parla di “minacce e bestemmie” pronunciate all’interno dell’aula consiliare, definendo quanto accaduto “una pagina triste per la città”. L’episodio assume un rilievo particolare, sottolinea l’assessore, poiché avvenuto mentre si stava discutendo di una tragedia internazionale: “Non si tratta di una guerra tra eserciti, come sostiene la minoranza, ma di un genocidio che ha già causato la morte di 25.000 minori e 80.000 civili”.

L’assessore conclude riaffermando la volontà di continuare a “costruire ponti di pace e ripudiare ogni forma di violenza, fisica o verbale”. Allo stesso tempo, si dice pronto a confermare la sua versione “in qualsiasi sede”, respingendo fermamente le accuse della minoranza.

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