È stato trovato senza vita nella sua cella del carcere di massima sicurezza di Sulmona Rosario Scalia, 50 anni, detenuto considerato dagli inquirenti una figura di rilievo nell’area mafiosa riconducibile a Matteo Messina Denaro. Il decesso è avvenuto nella notte tra il 24 e il 25 dicembre ed è stato scoperto durante i consueti controlli serali effettuati dalla polizia penitenziaria.
Immediata la richiesta di intervento del personale sanitario del 118, che una volta giunto sul posto non ha potuto far altro che constatare la morte dell’uomo. I primi accertamenti clinici fanno ipotizzare un arresto cardiaco, ma le cause non sono ancora state definitivamente accertate.
Accertamenti della Procura di Sulmona
Nonostante la prima ipotesi di morte naturale, la Procura della Repubblica di Sulmona ha deciso di procedere con ulteriori verifiche. È stata infatti disposta l’autopsia sul corpo di Scalia, trasferito all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, per chiarire con precisione le circostanze del decesso.
Un elemento che ha spinto gli inquirenti alla prudenza è il recente ricovero del detenuto: solo pochi giorni prima, infatti, Scalia era stato sottoposto a un intervento chirurgico presso l’ospedale di Sulmona. Un dettaglio che verrà valutato nell’ambito degli esami medico-legali.
Il profilo criminale e la condanna
Originario di Partanna, in provincia di Trapani, Rosario Scalia stava scontando una condanna per concorso nell’omicidio di Salvatore Lombardo, ucciso il 21 maggio 2009 all’interno del bar Smart Cafè. L’omicidio rientrava, secondo le sentenze, in un contesto di criminalità organizzata riconducibile alla mafia trapanese.
Nel corso delle indagini patrimoniali, nel 2023 le autorità avevano disposto il sequestro di beni per un valore complessivo di circa 180 mila euro. Le misure di prevenzione sono state poi confermate nel 2024 con la confisca definitiva da parte del Tribunale di Trapani.
Attesa per l’esito dell’autopsia
L’esame autoptico sarà decisivo per stabilire se la morte sia avvenuta per cause esclusivamente naturali o se vi siano altri elementi da approfondire. Al momento non risultano segni di violenza, ma la magistratura intende fare piena luce sull’accaduto, anche alla luce del profilo criminale del detenuto e delle sue recenti condizioni di salute.

















