Il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Stretto di Messina denuncia una situazione di eccezionale gravità nei collegamenti marittimi tra Calabria e Sicilia che ha di fatto cancellato il diritto alla continuità territoriale per i passeggeri nello Stretto di Messina.
Secondo il Comitato, le navi di BluFerries – società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane – sarebbero state progettate e presentate come un potenziamento strutturale del trasporto pubblico nello Stretto, con capacità di imbarcare autovetture e centinaia di passeggeri per singola corsa. Tuttavia, nella pratica operativa, le unità navali verrebbero impiegate quasi esclusivamente per il traffico dei mezzi pesanti o addirittura mantenute ferme per lunghi periodi.
Una scelta che, sempre secondo la denuncia, avrebbe di fatto ridotto drasticamente l’offerta pubblica per cittadini, pendolari e viaggiatori.

Porto di Tremestieri e traffico concentrato sui mezzi pesanti
Altro nodo critico riguarda il porto di Tremestieri, infrastruttura strategica sul versante siciliano dello Stretto. La decisione di concentrare lo scalo prevalentemente sul traffico commerciale avrebbe escluso passeggeri e autovetture da un’alternativa concreta, rapida ed efficiente.
Il risultato sarebbe un sistema sbilanciato, in cui il trasporto pubblico per le persone viene marginalizzato a favore della movimentazione dei mezzi industriali, con conseguenze dirette sui tempi di attraversamento e sui costi per l’utenza civile.
Monopolio di fatto sui passeggeri nello Stretto
In questo contesto, il traffico delle autovetture e dei passeggeri sarebbe stato “consegnato integralmente” all’operatore privato Caronte&Tourist, che oggi – secondo il Comitato – eserciterebbe un monopolio di fatto su un segmento strategico per la mobilità tra Calabria e Sicilia.
Un asset cruciale non solo per il diritto alla mobilità dei cittadini, ma anche per il turismo, l’economia locale e l’integrazione infrastrutturale tra le due regioni.
Le responsabilità e la richiesta di dimissioni
Il Comitato Autotrasportatori punta il dito contro la dirigenza di BluFerries e in particolare contro l’Amministratore Delegato Giuseppe Sciumè, ritenuto responsabile delle scelte gestionali che avrebbero portato all’attuale scenario.
Le richieste avanzate sono chiare:
- Ripristino immediato del servizio pubblico passeggeri nello Stretto di Messina
- Utilizzo completo della flotta disponibile
- Apertura di un’inchiesta sulle responsabilità gestionali
- Dimissioni immediate dell’Amministratore Delegato
Un tema centrale per la mobilità nel Sud Italia
La questione della continuità territoriale nello Stretto di Messina rappresenta un tema cruciale per l’equilibrio infrastrutturale del Sud Italia. La riduzione dell’offerta pubblica, se confermata, rischia di incidere profondamente sui diritti dei cittadini e sulla concorrenza nel settore dei collegamenti marittimi.
Il dibattito è destinato ad ampliarsi nei prossimi giorni, con possibili sviluppi istituzionali e richieste di chiarimento ai vertici aziendali e al Governo.

















