Stretto di Messina, interrogazione al Senato sui traghetti: nel mirino BluFerries e la concorrenza con Caronte & Tourist

La senatrice Dafne Musolino e il senatore Ivan Scalfarotto chiedono chiarimenti al Governo: riduzione delle corse, flotte non utilizzate e rischio monopolio nei collegamenti tra Sicilia e Calabria
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Il tema dei collegamenti marittimi nello Stretto di Messina approda ufficialmente in Parlamento. Nel corso della XIX Legislatura, con un’interrogazione presentata al Senato nella seduta del 3 marzo 2026, la senatrice Dafne Musolino (Italia Viva) e il senatore Ivan Scalfarotto (Partito Democratico) hanno chiesto al Governo di fare chiarezza sulla gestione del servizio di traghettamento tra Sicilia e Calabria.

L’interrogazione è indirizzata ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti e delle Imprese e del Made in Italy e riguarda in particolare il servizio pubblico gestito da BluFerries, società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Secondo i parlamentari, il collegamento nello Stretto rappresenta un’infrastruttura essenziale per la continuità territoriale della Sicilia, utilizzata ogni giorno da milioni di cittadini, lavoratori, studenti e imprese.

Le denunce del Comitato Autotrasportatori

Alla base dell’interrogazione ci sono le segnalazioni di Francesco Caruso, presidente del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza dello Stretto di Messina, che negli ultimi mesi ha denunciato una riduzione del servizio pubblico di traghettamento.

Secondo quanto riportato dal Comitato, alcune unità navali della flotta BluFerries risulterebbero ferme o impiegate quasi esclusivamente per il traffico merci. Questa situazione avrebbe determinato una riduzione significativa dell’offerta di trasporto dedicata ai passeggeri e alle autovetture private.

Le conseguenze, secondo le segnalazioni raccolte, sarebbero evidenti:

  • aumento dei tempi di attesa per l’imbarco
  • disagi per pendolari e cittadini
  • difficoltà nei collegamenti tra Calabria e Sicilia

Un quadro che, secondo i promotori dell’interrogazione, rischia di compromettere il diritto alla mobilità e la continuità territoriale dell’isola.

Il nodo della concorrenza nello Stretto

L’interrogazione parlamentare richiama anche la struttura del mercato dei traghetti nello Stretto di Messina, storicamente dominato dalla compagnia Caronte & Tourist, che gestisce la maggior parte dei collegamenti tra Messina e Villa San Giovanni.

Il tema della concorrenza è già stato oggetto di interventi dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. L’Antitrust ha infatti accertato che la società ha abusato della propria posizione dominante applicando prezzi ritenuti “ingiustificatamente gravosi” per i passeggeri con autoveicolo al seguito.

Per questa ragione è stata irrogata una sanzione superiore a 3,7 milioni di euro, successivamente confermata dal Tribunale amministrativo regionale, che ha respinto il ricorso della società e riconosciuto la correttezza dell’istruttoria condotta dall’Autorità.

Secondo i senatori firmatari, la presenza di un solo operatore forte nel settore dei passeggeri, unita alla riduzione del servizio pubblico, rischia di creare una situazione di monopolio di fatto.

Il tema della continuità territoriale

Nell’interrogazione si sottolinea come la continuità territoriale rappresenti un diritto fondamentale per le regioni insulari, riconosciuto anche nell’ambito delle politiche europee di coesione economica e sociale.

Per questo motivo i parlamentari chiedono al Governo di verificare se l’attuale organizzazione dei servizi di traghettamento nello Stretto garantisca davvero pari accesso alla mobilità per cittadini, pendolari e imprese.

Secondo i firmatari, la riduzione delle corse e l’utilizzo parziale della flotta pubblica potrebbero compromettere proprio questo principio.

Le domande rivolte al Governo

Con l’interrogazione parlamentare, Musolino e Scalfarotto chiedono ai Ministri competenti di chiarire diversi aspetti della vicenda.

In particolare, i senatori vogliono sapere:

  • se il Governo sia a conoscenza della riduzione dell’offerta di traghettamento e dell’aumento dei costi per i cittadini che attraversano lo Stretto;
  • quali iniziative intenda adottare per favorire una maggiore concorrenza nel mercato dei trasporti marittimi tra Sicilia e Calabria;
  • quali misure verranno prese per garantire la continuità territoriale e il diritto alla mobilità dei cittadini siciliani;
  • se verrà assicurato il pieno utilizzo delle flotte disponibili della società BluFerries, così da aumentare il numero di corse dedicate ai passeggeri e alle autovetture private.


Il caso diventa politico

La vicenda dei traghetti nello Stretto si trasforma quindi in un caso politico nazionale. Da una parte BluFerries difende il proprio operato parlando di bilanci in crescita e investimenti nella flotta; dall’altra, associazioni di categoria e rappresentanti politici denunciano una riduzione del servizio percepita dai cittadini.

Ora la questione passa al Governo, chiamato a rispondere in Parlamento e a chiarire se il sistema dei collegamenti marittimi tra Sicilia e Calabria stia davvero garantendo efficienza, concorrenza e continuità territoriale.

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