Stretto di Messina, il Comitato Autotrasportatori smentisce Caronte & Tourist: “Petrolio in calo, biglietti sempre più cari”

Dopo gli aumenti annunciati ad aprile 2026 da Caronte & Tourist, il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza stretto di Messina denuncia rincari ingiustificati: “Nel 2022 si pagava meno con il greggio più alto. Serve vera concorrenza nello Stretto di Messina”
prezzo biglietto caronte tourist

Si accende nuovamente il dibattito sul costo per traghettare nello Stretto di Messina. Dopo il recente annuncio degli aumenti tariffari per aprile 2026 da parte di Caronte & Tourist, arriva la dura replica del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Stretto di Messina, guidato dal presidente Francesco Caruso.

Secondo il presidente, i dati economici smentirebbero le motivazioni legate all’aumento dei costi energetici indicate dalla compagnia. “I numeri non mentono: il petrolio scende, i biglietti aumentano”, è il messaggio lanciato dagli autotrasportatori, che contestano il nuovo rincaro applicato sui collegamenti marittimi tra Calabria e Sicilia.

Nella nota del Comitato emerge che nel 2022, in piena crisi energetica, il prezzo del petrolio aveva raggiunto quota 116,23 dollari al barile. Ad aprile 2026, invece, il valore indicato sarebbe sceso a circa 88 dollari. Oggi, 21 Aprile, il prezzo si attesta a 86,23 dollari al barile. Nonostante questo, le tariffe dei traghetti risultano in netta crescita.

Dal 2022 al 2026 il costo del traghettamento sullo Stretto con Caronte & Tourist ha registrato aumenti molto rilevanti: il biglietto andata e ritorno con rientro entro tre giorni sarebbe passato da 36,50 euro nel 2022 a 53 euro nel 2026, con un incremento di 16,50 euro, pari a circa +45,2% in quattro anni. Anche la tariffa A/R in giornata è salita da 39,30 euro nel 2023 a 46,80 euro nel 2026 (+19% in meno di tre anni). Si tratta di rincari nettamente superiori alla crescita dei redditi medi locali e che incidono in modo diretto su pendolari, lavoratori, studenti e famiglie costrette ad attraversare frequentemente lo Stretto.

Il Comitato pone quindi una domanda netta: se nel 2022, con il petrolio più caro, si pagava meno, perché oggi i prezzi continuano a salire nonostante il calo del greggio?

Una contestazione che riapre il tema della concorrenza nei collegamenti marittimi dello Stretto, da anni al centro delle proteste di utenti, pendolari e imprese. Gli autotrasportatori denunciano l’assenza di alternative reali sul mercato e chiedono un sistema tariffario più equo e trasparente.

“Lo Stretto non è un bancomat”, afferma il Comitato, che sollecita un intervento delle istituzioni nazionali ed europee per garantire pluralità dell’offerta e tutelare cittadini e imprese.

La vicenda arriva pochi giorni dopo l’aggiornamento delle addizionali carburante ed ETS comunicato da Caronte & Tourist per il mese di aprile 2026, misure che hanno ulteriormente acceso le polemiche sul caro traghetti per una traversata di appena 3,5 chilometri.

Il tema risulta ancora più sensibile considerando inoltre, nello Stretto una reale concorrenza nel trasporto privato automobilistico resta molto limitata, circostanza che riduce le alternative per gli utenti e rende gli aumenti tariffari ancora più pesanti da sostenere.

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