Il diritto alla continuità territoriale dei cittadini nello Stretto di Messina è a rischio. Il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Stretto di Messina, guidato dal presidente Francesco Caruso, ha inviato un esposto urgente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, denunciando gravi disservizi e pratiche discriminatorie nei collegamenti marittimi tra Calabria e Sicilia.
Secondo la missiva, le scelte operative di BluFerries, società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, hanno concentrato le attività presso il porto di Tremestieri privilegiando i mezzi commerciali a scapito delle autovetture private e dei passeggeri. Le auto devono spesso attendere fino a cinquanta minuti per l’imbarco, mentre i mezzi commerciali possono viaggiare su BluFerries, Caronte & Tourist o Meridiano Lines, creando un chiaro squilibrio competitivo.
“Tale assetto produce un disservizio e una perdita del traffico automobilistico, favorendo l’operatore dominante nel segmento passeggeri e autovetture, stimabile in circa cinquanta milioni di euro annui”, si legge nell’esposto.
Il Comitato evidenzia che questa gestione ha sostanzialmente cancellato la continuità territoriale per i cittadini, con conseguenze economiche e sociali rilevanti. Per questo motivo, nella lettera inviata ai vertici del Ministero, il Comitato chiede:
- L’apertura immediata di un’inchiesta ministeriale sulle modalità di gestione dei collegamenti nello Stretto di Messina;
- La cessazione delle pratiche discriminatorie verso autovetture e passeggeri;
- L’accertamento delle responsabilità gestionali di BluFerries;
- Le dimissioni immediate dell’Amministratore Delegato Giuseppe Sciumècome atto di necessaria discontinuità.
Il Comitato sottolinea che la mancata accessibilità e le frequenze ridotte delle corse passeggeri da parte di BluFerries consegnano di fatto tutto il traffico auto e passeggeri al monopolio privato di Caronte & Tourist, aggravando ulteriormente la situazione.
Il presidente Francesco Caruso invita le istituzioni ad intervenire senza ritardi per ripristinare il servizio pubblico, garantire la continuità territoriale e tutelare i cittadini dall’azione discriminatoria dell’operatore pubblico.

















